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ERITREA ERITREA



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Il film eritreo Solomon vince il Gold Remi Award al World Film Festival

19/4/2016

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Un film eritreo dal titolo "Solomon" ha ricevuto a Huston la medaglia d'oro alla 49°  edizione del Festival del cinema statunitense.

Scritto da Efream Andebrhan, un artista eritreo, il tema centrale del film "Salomon" è soprattutto sociale.

Esso riflette le sfide dal matrimonio viste  da giovani coppie.

"Solomon" ha ricevuto questo grande riconoscimento arrivando primo su 4500 film provenienti da 70 paesi.

Hanno partecipato alla cerimonia di premiazione Mereb Estifanos, una nota attrice eritrea, e il produttore cinematografico Yodit Gebru, candidati per il ruolo che hanno svolto nella realizzazione del film .

E' opportuno ricordare che negli scorsi anni sono stati assegnati premi nello Huston Film Festival anche ai  film eritrei "Tigisti", "Aklasia", "Debas" e "Velo".

​Ministero dell'Informazione dell'Eritrea

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Yonas e gli Africanisti (i ventriloqui)

18/4/2016

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I Ministri degli Esteri di Eritrea e Finlandia si incontrano ad Helsinki

18/4/2016

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Comunicato stampa dal Ministero degli Affari Esteri dell’Eritrea,

Il Ministro degli affari esteri della Finlandia Timo Soini e il Ministro degli Affari Esteri dell’Eritrea Osman Saleh Mohammed si sono incontrati a Helsinki oggi 14 aprile.

Oltre alle relazioni bilaterali tra i due Paesi, i Ministri hanno discusso diverse altre questioni chiave, tra cui l'apertura dell'Eritrea alla comunità internazionale e la situazione dei diritti umani del paese.
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Durante la sua visita in Finlandia, il ministro degli Esteri Osman Saleh ha anche avuto un incontro con il Rappresentante speciale del ministro degli Esteri Soini Pekka Haavisto, e altri partner  finlandesi  e internazionali.

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Africa: il Colonialismo dei Social Media. Il caso Eritrea 

16/4/2016

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di Daniel Wedi Korbaria
 
Toc toc!  Chi è? Sono un africano senza l’osso al naso. Cosa? Un africano istruito. Che cosa vuoi? Beh, vengo a spogliarti dell’Africa. Come? Sì, voglio riprendermi la mia Africa per questo ti busso alla porta. Ma io mi occupo dell’Africa, se non lo faccio io chi altri racconterà di quel continente dimenticato da Dio? Non preoccuparti di questo. Ora alzati e abbandona la trincea dietro al tuo computer. È giunto il momento di svestirti dell’Africa. Devi sloggiare da questa stanza e dal web.

Ti ordino di uscire allo scoperto e di mostrare il tuo vero volto, adesso! Conterò fino a tre e poi sfonderò questa porta! Hai capito? Uno, due… Oh mio Dio, sapevo che eri un occidentale ma non credevo fossi così brizzolato e con tutte queste rughe. È incredibile, sei invecchiato facendo questo lavoro! Accidenti!
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“Ma io sono un Africanista!” Tu cosa? Africanista? E chi ti ha dato questo appellativo? Te lo sei cucito addosso da solo per ribadire quella tipica superiorità da occidentale, della serie: “Io conosco l’#Africa meglio degli africani”?

Africanista, eh? Africanista1 ossia esperto d’#Africa, storico e studioso, stratega di geopolitica, economo, missionario, specializzato in Africa, etnologo africanista, antropologo africanista, pedagogista, africanista di formazione, vocazione africanista, africanista puro, filo-africanista, l’africanista convinto, aspirante africanista, un autorevole noto e celebre africanista, “come storico nasco africanista”, africanista fine, africanista esperto di questioni arabe, africanista orientalista, ecc…

Scusi lei è europeista? No, sono africanista e mi chiamo: Massimo, Mario, Martin, Dan, Vincent, Fabrizio, Enrico, Dania, Cornelia, Mirjam…

Ah, capisco!

Il colonialismo così come lo conosciamo non è mai finito. Il furto, perché di furto si tratta, si è modernizzato diventando più veloce, ora spacca i minuti e i secondi. Adesso, mentre sto scrivendo questo articolo, l’Africa viene depredata alla vecchia maniera ma con mezzi più veloci. Ad ogni mio battito di ciglia le sue risorse di terra e di mare vengono caricate e portate via nell’Occidente globalizzato, che comprende indistintamente Europa, America e Asia.

Ogni prezioso secondo aerei e navi occidentali caricano merci africane e si dirigono in tutte le direzioni facendo a gara a chi farà per primo un altro carico. No, non si tratta di un’attività legale di Import ed Export dove i prezzi sono decisi dal mercato, qui è diverso, la merce viene solo caricata e trasportata in tutta fretta in cambio di spiccioli, peggio del commercio “equo e solidale”.

Ma quanto sono ingenui gli africani, basta una bottiglia di birra perché assistano impotenti alla magia occidentale di far volatilizzare le loro risorse naturali! Per esempio, in Madagascar le aragoste vengono impacchettate vive e fatte sparire in un baleno così che gli stessi malgasci non ne trovano più da comprare al mercato. In Europa affollano gli acquari dei ristoranti e delle pescherie a prezzi esorbitanti.

[i]       http://www.treccani.it/enciclopedia/africanismo_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/
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Partirà domani il Giro d'Eritrea 2016

15/4/2016

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di Yemane G. Meskel

Il Giro d'Eritrea 2016 prenderà il via domani da Foro e finirà in Asmara Domenica 24 aprile, dopo aver coperto la distanza totale di 1035 km.

Prenderanno parte a questo evento di 8 giorni tre squadre nazionali provenienti da Egitto, Sudan e Ruanda, e due squadre individuali provenienti da Ucraina e Germania.

L'Eritrea, come paese ospitante, sarà rappresentata dalla squadra di ciclismo nazionale, così come da altre due squadre individuali.

Il Giro d'Eritrea 2016 questa volta farà parte integrante delle attività per infondere sapore aggiunto al Silver Jubilee Independence Anniversary.
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Tebereh Tesfahuney "Eti Gezana Abi Hedmo"

15/4/2016

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Eritrea-Etiopia: rispetto del diritto internazionale, la via giusta

14/4/2016

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di Sophia Tesfamariam - Il 13 aprile 2016, segnerà il 14° anno da quando fu presa la decisione di delimitazione definitiva e vincolante della Commissione Confini Eritrea Etiopia.

Purtroppo, né il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, né garanti e testimoni degli accordi di Algeri hanno mostrato la volontà politica di far rispettare le decisioni di delimitazione e demarcazione definitive e vincolanti della BCEE, incoraggiando il regime in Etiopia a violare il diritto internazionale e continuare con la sua belligeranza l’occupazione di territori sovrani eritrei, tra cui Badme, il casus belli per il conflitto 1998-2000 di confine con l'Eritrea, assegnato all'Eritrea "in modo inequivocabile".

La cricca dominante in Etiopia ed i suoi gestori hanno fatto di tutto per rendere la decisione "nulla" e non è una sorpresa il vedere  improvvise crescite come funghi  di "ricerche" degli infami Ethiophyles, che vanificano  gli accordi di Algeri e il diritto internazionale. Gli apologeti del regime continuano a presentare documenti pseudo-accademico in un altro disperato tentativo di creare un "meccanismo alternativo" per modificare, rivedere e invertire la decisione finale e vincolante della Commissione di confine. Basti citare alcuni esempi recenti.
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La seguente citazione esatta è tratta da due documenti (identici) scritti da due individui, Kieran E. Uchehara di Hasan Kalyoncu Università, Gaziantep,  e Dima Noggo Sarbo della Oxford-Princeton Global Leaders Fellowship, che dice di lavorare come analista politica e consulente in  Francoforte, Germania.  Il documento di Sarbo nel 2013, "Il conflitto tra Etiopia ed Eritrea: ramificazioni interne e regionali e il ruolo della comunità internazionale", e il giornale di Uchehara nel 2014  " Comprensione delle Relazioni africane: il caso di disputa di confine eritreo etiope", entrambi dicono:

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Easy Jet deve cambiare la sua Home page in tutto il mondo in questo modo per una settimana

14/4/2016

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Firma la petizione
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La Easy Jet deve cambiare la sua home page in tutto il mondo in questo modo per una settimana, dopo aver espulso da un volo il sig. Meghary Yemane Tesfagiorgis solo per il colore della sua pelle.

Questa la home page che vogliamo.

​Come poteva comportarsi il comandante della Easy Jet di fronte alle proteste della passeggera ?

​Guarda qui.

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Yonas - La mia prima volta all'Euro YPFDJ Conference!

13/4/2016

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Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU deve esigere il ritiro dell’Etiopia dai  territori sovrani eritrei occupati

13/4/2016

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Comunicato - Oggi 13 aprile è il giorno in cui 14 anni fa, nel 2002, la Commissione Confini Eritrea-Etiopia (EEBC) composta da cinque giudici arbitrali di fama internazionale (2 inglesi, 2 americani e 1 nigeriana) ha deciso unanimemente che la città contesa di Badme è un territorio sovrano eritreo.

E ' da ricordare che l'accordo di pace di Algeri del 12 dicembre 2000 firmato dai leader di Eritrea ed Etiopia, e garantito dalle Nazioni Unite e dell'OUA / UA, così come dagli Stati Uniti e l'Unione europea come testimoni ha istituito la Commissione Confini Eritrea Etiopia (EEBC), al fine di determinare la posizione del confine tra i due paesi confinanti in un verdetto finale e vincolante.
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L'articolo 4.2 dell'accordo di Algeri stabilisce che:

"Le parti concordano sul fatto che una Commissione Confini neutrale composta da cinque membri è formata con il mandato di delimitare e demarcare il confine come da trattato coloniale basandosi  sui pertinenti  trattati coloniali (1900, 1902 e 1908) e il diritto internazionale applicabile. La Commissione non ha il potere di prendere decisioni ex aequo et bono ".


In conformità al suo mandato e dopo aver ascoltato le argomentazioni legali delle parti per più di due anni, la EEBC il 13 aprile 2002 ha completato e consegnato il suo verdetto finale e vincolante di delimitazione, e subito ha iniziato il processo di demarcazione. La fase di demarcazione definitiva e vincolante era chiaramente applicabile alla fase della demarcazione. Tuttavia, in violazione dei suoi obblighi del trattato l’Etiopia ha iniziato a ostacolare le attività di demarcazione della Commissione e il posizionamento di pilastri a terra sulla base della linea di delimitazione storica che la Commissione aveva chiaramente identificato nel suo verdetto il 13 aprile 2002.

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La Commissione ha accertato costantemente l’ostruzionismo dell'Etiopia come nient'altro che l'espressione di insoddisfazione per i risultati sostanziali della Commissione. Articolando questo fatto, il Presidente della EEBC, Sir Elihu Lauterpacht, nella sua lettera del 27 novembre 2006, che è stato inviato al Ministro degli Esteri etiope, signor  Seyoum Mesfin, ha dichiarato: "La verità  sulla questione sembra essere che l'Etiopia è insoddisfatta  della sostanza della decisione di delimitazione della Commissione e ha sempre cercato dal 2002 di trovare il modo di cambiarla".


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