Oltre la maledizione delle risorse: il percorso dell'Eritrea verso lo sviluppo sostenibile18/3/2026 Bana Negusse
COSTRUZIONE DELLA NAZIONE 16 marzo 2026 L'Africa, il secondo continente più grande del mondo, è eccezionalmente ricca di risorse naturali. Queste spaziano da vaste aree di terreno coltivabile e abbondanti risorse idriche a significativi giacimenti di petrolio, gas naturale, minerali e foreste, oltre a una ricca fauna selvatica. Il continente detiene infatti una quota sostanziale della ricchezza naturale mondiale, comprendente sia risorse rinnovabili che non rinnovabili. Secondo diverse stime, il continente ospita circa il 30% delle riserve minerarie mondiali, l'8% delle riserve globali di gas naturale e circa il 12% delle riserve petrolifere mondiali. L'Africa possiede circa il 40% delle riserve globali di oro e fino al 90% del cromo e del platino mondiali. Ospita inoltre le maggiori riserve mondiali di cobalto, diamanti, platino e uranio. Oltre alle ricchezze minerarie, i paesi africani possiedono collettivamente circa il 65% delle terre coltivabili rimanenti al mondo e circa il 10% delle risorse idriche dolci rinnovabili interne del pianeta. Eppure, nonostante questa straordinaria abbondanza, la ricchezza di risorse naturali non si è spesso tradotta in una prosperità diffusa in tutto il continente. Al contrario, molti paesi ricchi di risorse hanno sperimentato quella che gli economisti definiscono la "maledizione delle risorse", ovvero il paradosso dell'abbondanza. Invece di promuovere uno sviluppo sostenibile, la ricchezza di risorse naturali è stata spesso associata a una crescita economica debole, a problemi di governance, alla corruzione, allo sfruttamento esterno e, in alcuni casi, a conflitti ricorrenti. In questo più ampio contesto continentale, le singole esperienze nazionali offrono importanti spunti di riflessione su come la dotazione di risorse possa influenzare le traiettorie di sviluppo. Un esempio è l'Eritrea, un paese del Corno d'Africa ricco di risorse naturali. Esaminare l'esperienza di questo paese solleva importanti interrogativi su come viene gestita la ricchezza di risorse e sul ruolo che può svolgere nel plasmare il percorso di sviluppo di una nazione. L'Eritrea è ricca di risorse naturali, tra cui importanti giacimenti di oro, rame, zinco e potassio. Gran parte di questa ricchezza mineraria è legata alla posizione geologica del paese all'interno dello Scudo Arabo-Nubiano. Questa vasta formazione rocciosa cristallina del Neoproterozoico si estende attraverso l'Africa nord-orientale e la penisola arabica ed è nota per la sua ricca mineralizzazione. Con il proseguire degli studi geologici e delle attività di esplorazione, vengono identificati nuovi giacimenti, il che suggerisce che il potenziale minerario dell'Eritrea è ben lungi dall'essere completamente mappato o sfruttato. Oltre alle risorse minerarie, l'Eritrea potrebbe possedere anche un potenziale di idrocarburi non ancora sfruttato. La sua posizione lungo il bacino del Mar Rosso, adiacente a paesi con significative riserve di petrolio e gas naturale, ha da tempo suscitato interesse per le risorse energetiche offshore. Tuttavia, l'esplorazione è ancora nelle sue fasi iniziali. Oltre alle risorse estrattive, l'Eritrea possiede un significativo potenziale di energia rinnovabile. Le sue caratteristiche geologiche offrono opportunità per lo sviluppo dell'energia geotermica, mentre i paesaggi costieri e interni offrono condizioni favorevoli per la produzione di energia eolica. In particolare, l'Eritrea si colloca tra i paesi al mondo con il maggior potenziale di energia solare, grazie all'abbondanza di sole durante tutto l'anno, che rende l'energia solare una risorsa estremamente promettente per lo sviluppo energetico sostenibile. La ricchezza naturale dell'Eritrea si estende all'agricoltura e alla pesca. Con diverse zone ecologiche, ampie zone di terreno coltivabile e una lunga costa sul Mar Rosso, il paese ha un notevole potenziale per espandere la produzione alimentare e sostenere una crescita economica più ampia. Le sue risorse marine sono particolarmente significative: il potenziale ittico dell'Eritrea è ampiamente considerato considerevole, ma rimane in gran parte sottosfruttato, offrendo notevoli opportunità per lo sviluppo futuro. Nonostante questa ampia base di risorse, l'Eritrea ha adottato un approccio pragmatico e strutturato alla gestione del suo patrimonio naturale. Date le sue considerevoli risorse, l'approccio del paese è stato cauto e pragmatico, considerando le sue dotazioni di risorse come solo una componente di un'equazione più ampia e complessa per uno sviluppo olistico, piuttosto che come una semplice panacea. Alti funzionari eritrei hanno costantemente delineato aspetti di questo approccio in forum locali e internazionali, sottolineando i principi di sostenibilità, equità e tutela ambientale. Ad esempio, alle Nazioni Unite, i rappresentanti eritrei hanno osservato che "[i]l principio cardine della politica mineraria dell'Eritrea [è che]... tutte le risorse minerarie sono proprietà pubblica e che la conservazione e lo sviluppo di queste risorse devono essere garantiti per le generazioni presenti e future dell'Eritrea". Analogamente, i documenti di sviluppo strategico dell'Eritrea sottolineano l'importanza della cautela nella gestione delle risorse estrattive, affermando che l'Eritrea "...è consapevole che [le sue risorse] non sono rinnovabili... Concentrarsi esclusivamente sul settore minerario potrebbe portare a trascurare altri settori vitali e sostenibili. In linea con questi principi, il Paese ha istituito un quadro normativo e giuridico chiaro per il settore estrattivo, in conformità con gli standard internazionali ampiamente riconosciuti e basato sulle pratiche adottate dai principali Paesi produttori di risorse. In questo contesto, le risorse naturali non sono considerate un fine a sé stesse, ma una componente di una più ampia strategia di sviluppo nazionale. È importante sottolineare che le politiche eritree pongono l'accento sulla proprietà nazionale e su un equo ritorno economico derivante dall'estrazione delle risorse, comprese le royalties e la partecipazione azionaria nei progetti minerari realizzati in collaborazione con società internazionali. Aziende di diversi Paesi sono coinvolte nelle attività di esplorazione e sviluppo, operando all'interno di un sistema normativo che impone anche severi requisiti in materia di tutela ambientale e impatto sociale. Parallelamente a quanto sopra, il governo eritreo ha introdotto norme che obbligano le aziende operanti nel settore estrattivo a promuovere la formazione e il trasferimento tecnologico ai dipendenti locali. Nel corso degli anni, queste misure hanno portato a un aumento del numero di eritrei impiegati nel settore, con un numero crescente di persone che ricoprono ruoli dirigenziali e tecnici di alto livello. Questa enfasi sullo sviluppo delle competenze garantisce che le attività legate alle risorse contribuiscano direttamente alla formazione del capitale umano, rafforzando la più ampia strategia di sviluppo nazionale guidata dal governo. Il Paese si basa sulla popolazione piuttosto che sulle sole risorse naturali. Oltre alla formazione e al trasferimento tecnologico, l'Eritrea continua a concentrarsi sulla trasformazione delle sue industrie estrattive verso attività a maggior valore aggiunto e sulla trasformazione locale. Incoraggiando la valorizzazione locale e lo sviluppo industriale, il Paese mira a catturare una maggiore quota del valore economico derivante dalle sue risorse a livello nazionale, a creare ulteriori opportunità di lavoro e a rafforzare l'integrazione delle attività legate alle risorse negli obiettivi di sviluppo nazionale più ampi. Allo stesso tempo, lo Stato ha espresso un obiettivo chiaro: i ricavi generati dalle attività minerarie e da altre attività legate alle risorse devono essere reinvestiti a livello nazionale per sostenere le infrastrutture, lo sviluppo economico e le priorità nazionali più ampie. In questo modo, lo sviluppo delle risorse è concepito per contribuire direttamente agli obiettivi di sviluppo a lungo termine del Paese, anziché funzionare come un settore a sé stante. Ancora più importante, l'Eritrea ha costantemente sottolineato che la sua risorsa più preziosa non sono le risorse naturali, ma la sua gente. Invece di fare affidamento esclusivamente sulla ricchezza derivante dalle risorse, il Paese ha dato priorità allo sviluppo del capitale umano come fondamento per la crescita e la resilienza a lungo termine. Questa attenzione si riflette nei continui miglioramenti in ambito sanitario, educativo e dei servizi sociali, nonché nella Iniziative volte ad ampliare le competenze e le capacità a livello nazionale. Per l'Eritrea, il successo futuro e lo sviluppo del Paese saranno guidati dalle capacità, dalle conoscenze e dall'impegno dei suoi cittadini, con le risorse naturali che fungono da fattore complementare, piuttosto che centrale, per il progresso nazionale. Inoltre, a differenza di molti altri Stati ricchi di risorse, l'Eritrea presenta livelli di corruzione eccezionalmente bassi. Nel corso degli anni, numerosi visitatori internazionali e rappresentanti di organizzazioni internazionali operanti nel Paese hanno testimoniato questo dato di fatto. Ciò ha permesso al governo di far rispettare le normative, garantire la corretta riscossione delle royalties e indirizzare le entrate derivanti dalle risorse verso gli obiettivi di sviluppo nazionale, evitando la cattiva gestione o la deviazione che spesso compromettono la ricchezza derivante dalle risorse in altri contesti. Nel complesso, l'esperienza dell'Eritrea dimostra che l'abbondanza di risorse naturali non deve necessariamente essere una maledizione se gestita con prudenza, lungimiranza e una visione a lungo termine. Combinando un'attenta regolamentazione, partenariati equi, reinvestimento delle entrate e una chiara attenzione al capitale umano, il Paese ha posto le sue persone – e non le riserve minerarie o energetiche – come i veri motori dello sviluppo. La lotta alla corruzione endemica rafforza ulteriormente l'efficacia di questo approccio, garantendo che la ricchezza derivante dalle risorse naturali contribuisca alle priorità nazionali anziché minarle. Il modello eritreo offre un esempio convincente di come le nazioni ricche di risorse naturali possano sfruttare responsabilmente le proprie dotazioni e integrarle in una strategia più ampia per una crescita sostenibile e inclusiva. da shabait
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