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Il sistema neocoloniale ha strutturato l’economia mondiale in modo tale che i Paesi africani siano stati costretti a vendere le proprie materie prime a prezzi bassi; ottenere royalties minime dalle multinazionali occidentali; pagare prezzi elevati per i prodotti finiti importati (in molti casi per le fonti energetiche); contrarre prestiti presso il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e i creditori commerciali occidentali per coprire i deficit di bilancio; sostenere elevati costi per il servizio del debito; attuare programmi di austerità su richiesta del FMI; ed entrare così in una spirale di indebitamento apparentemente senza fine. Attualmente, quarantasette Paesi africani hanno debiti con il FMI per importi che variano da milioni a miliardi di dollari statunitensi, con l’Egitto come Paese più indebitato e il Lesotho come quello con il debito minore. Tre Paesi – Botswana, Eritrea e Libia – non hanno mai ricevuto un prestito dal FMI. La Nigeria, che ha estinto nell’aprile 2025 il prestito FMI di 3,4 miliardi di dollari, è stata rimossa dall’elenco dei debitori. Il 2025 può segnare una svolta? La 4ª Conferenza ONU sul Finanziamento dello Sviluppo rappresenta un’opportunità concreta per ridisegnare il sistema finanziario globale e trasferire il controllo del debito dal FMI a un’organizzazione delle Nazioni Unite più equa. Costruiamo una spinta collettiva per il cambiamento Se vogliamo davvero trasformare l’architettura finanziaria internazionale, dobbiamo alimentare una spinta collettiva per il cambiamento. Chi trae vantaggio dall’attuale sistema fallimentare? Chi dovrebbe davvero pagare il conto? È il momento di ispirare governi e società civile ad agire: il 2025 deve essere l’anno in cui ci uniamo per chiedere giustizia economica. L’autodeterminazione dimostrata dall’Eritrea nello sviluppo con le proprie risorse – dalla sanità alle infrastrutture, dall’istruzione alla costruzione di dighe su tutto il territorio – senza ricorrere ad alcun prestito del FMI, rappresenta un modello che molti Stati africani dovrebbero adottare. Principali Paesi africani debitori del FMI (2025): 1. Egitto – 8,5 miliardi di dollari 2. Kenya – 3 miliardi di dollari 3. Angola – 2,8 miliardi di dollari 4. Costa d’Avorio – 2,6 miliardi di dollari 5. Ghana – 2,4 miliardi di dollari 6. Repubblica Democratica del Congo – 1,8 miliardi di dollari 7. Etiopia – 1,4 miliardi di dollari 8. Camerun – 1,2 miliardi di dollari 9. Senegal – 1 miliardo di dollari 10. Tanzania – 1 miliardo di dollari 11. Zambia – 993 milioni di dollari 12. Uganda – 993 milioni di dollari 13. Sudan – 992 milioni di dollari 14. Marocco – 938 milioni di dollari 15. Benin – 715 milioni di dollari 16. Madagascar – 702 milioni di dollari 17. Ruanda – 607 milioni di dollari 18. Tunisia – 579 milioni di dollari 19. Mozambico – 545 milioni di dollari 20. Ciad – 468 milioni di dollari 21. Gabon – 440 milioni di dollari 22. Niger – 420 milioni di dollari 23. Mali – 418 milioni di dollari 24. Sudafrica – 381 milioni di dollari 25. Repubblica del Congo – 353 milioni di dollari 26. Sierra Leone – 337 milioni di dollari 27. Guinea – 327 milioni di dollari 28. Burkina Faso – 324 milioni di dollari 29. Malawi – 308 milioni di dollari 30. Mauritania – 305 milioni di dollari 31. Togo – 303 milioni di dollari 32. Sud Sudan – 246 milioni di dollari 33. Repubblica Centrafricana – 200 milioni di dollari 34. Liberia – 181 milioni di dollari 35. Gambia – 117 milioni di dollari 36. Burundi – 100 milioni di dollari 37. Seychelles – 97 milioni di dollari 38. Namibia – 96 milioni di dollari 39. Somalia – 87 milioni di dollari 40. Capo Verde – 72 milioni di dollari 41. Guinea Equatoriale – 60 milioni di dollari 42. Guinea-Bissau – 52 milioni di dollari 43. Gibuti – 32 milioni di dollari 44. São Tomé e Príncipe – 27 milioni di dollari 45. Comore – 19,9 milioni di dollari 46. Eswatini – 19,6 milioni di dollari 47. Lesotho – 11,7 milioni di dollari Paesi che non hanno mai ottenuto un prestito dal FMI: Botswana, Libia, Eritrea. Paesi con rapporti particolari con il FMI: Nigeria (prestito di 3,4 miliardi di dollari estinto nell’aprile 2025), Algeria (prestito rifiutato nel 2020), Zimbabwe (prestito rifiutato dal FMI nel 2021). Media Comunità Eritrea in Italia
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Novembre 2025
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