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Negli ultimi giorni, il regime etiope ha intensificato le sue campagne diplomatiche, anche inviando lettere al Segretario Generale delle Nazioni Unite e a diversi Capi di Stato e di Governo, per accusare l'Eritrea di "ripetute provocazioni e violazioni dell'integrità sovrana e territoriale dell'Etiopia".
Questo palese stratagemma, volto a ingannare la comunità internazionale e a ottenere così sostegno per il suo programma di guerra in fermento da tempo, è simile al proverbio locale: "la fionda emette un grido acuto mentre colpisce la preda". Il fatto è che il Partito della Prosperità, al governo in Etiopia, si è lasciato andare, negli ultimi due anni, a dichiarazioni non richieste e a provocatorie minacce, per acquisire, per usare le sue stesse parole, i porti eritrei "legalmente se possibile e militarmente se necessario". Il regime è andato oltre le semplici prese di posizione verbali, abbandonandosi a una serie di acquisti di armi e a una miriade di atti sovversivi. Sebbene questi atti provocatori costituiscano gravi minacce alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Eritrea, nonché alla stabilità regionale, l'Eritrea ha preferito mostrare la massima moderazione. Nella dichiarazione pubblica rilasciata dal Governo dell'Etiopia il 16 ottobre 2023, in occasione dell'annuncio del programma di guerra da parte del Primo Ministro etiope, l'Eritrea ha espresso il proprio sgomento per la sconvolgente piega presa dagli eventi, sottolineando che "non si lascerà trascinare, come sempre, in simili vicoli e piattaforme, e ha esortato tutti gli interessati a non lasciarsi provocare". Il regime etiope sta oggi distorcendo questi fatti indelebili e la sequenza di eventi per accusare l'Eritrea anche di "violazione della sua sovranità e integrità territoriale". Questa è una menzogna assurda. Come si ricorderà, i regimi etiopi che si sono succeduti hanno continuato a occupare diversi territori sovrani eritrei per quasi due decenni, in flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e del Lodo EEBC. L'occupazione illegale di territori sovrani eritrei da parte dell'Etiopia è stata tardivamente rettificata, e questa è stata la ragione fondamentale alla base della Dichiarazione Congiunta di Pace e Amicizia tra Eritrea ed Etiopia, firmata ad Asmara il 9 luglio 2018. L'Eritrea rimane strettamente vincolata al Lodo EEBC che l'Etiopia ha accettato dopo due decenni di ingiustificato ritardo. In conclusione, l'inutile tensione deriva e si basa sulle illegittime ambizioni del regime etiope di acquisire le terre sovrane e il territorio marittimo del suo vicino. Ministero dell'Informazione Asmara, Eritrea 26 giugno 2025
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Novembre 2025
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