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Da Nakfa alle Nazioni Unite: il viaggio dell'Ambasciatrice Sophia Tesfamariam attraverso la resilienza, il progresso e la voce globale dell'Eritrea.

13/3/2026

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11 marzo 2026
Di David Yeh

Sua Eccellenza Bxeyti, Ambasciatrice Sophia Tesfamariam, Rappresentante Permanente dell'Eritrea presso le Nazioni Unite e Vicepresidente del Consiglio Esecutivo dell'UNICEF per il 2025, ha recentemente avuto una conversazione profonda e stimolante con Dimtsi Hafash, l'emittente nazionale eritrea, descrivendo un lungo viaggio di oltre 5.000 chilometri attraverso l'Eritrea. Il viaggio, al contempo simbolico e pratico, ha offerto l'opportunità di constatare in prima persona la realtà dello sviluppo dell'Eritrea, la resilienza del suo popolo e i progressi compiuti nelle diverse regioni del Paese. Attraversando paesaggi variegati, dagli storici altopiani alle regioni costiere lungo il Mar Rosso, la visita dell'Ambasciatrice Sophia le ha permesso di riavvicinarsi alle comunità e di osservare gli sforzi in corso degli eritrei per costruire una nazione autosufficiente. Le sue riflessioni hanno trasmesso un messaggio importante non solo sullo sviluppo interno dell'Eritrea, ma anche sul ruolo del Paese a livello internazionale e sulla responsabilità degli eritrei ovunque si trovino, in particolare della diaspora, di difendere la verità e contrastare le false narrazioni.

Il viaggio è iniziato con una visita a Nakfa, un luogo che occupa un posto di profondo significato nella storia nazionale dell'Eritrea. Nakfa è ampiamente conosciuta come simbolo di resistenza e sacrificio durante la lunga lotta per l'indipendenza dell'Eritrea. Per l'ambasciatrice Sophie, la visita a Nakfa non è stata una semplice tappa cerimoniale, ma un promemoria dei valori fondanti che hanno plasmato l'identità nazionale eritrea. Lo spirito di perseveranza che ha caratterizzato la lotta di liberazione continua a influenzare il percorso di sviluppo del Paese ancora oggi. Trovandosi in un luogo dove sono stati compiuti innumerevoli sacrifici, ha riflettuto su come la determinazione degli eritrei durante la lotta continui a guidare la nazione nell'affrontare le sfide della costruzione nazionale.

Nakfa rappresenta l'eredità di resistenza e resilienza e serve da potente monito su ciò che gli eritrei possono realizzare quando sono uniti da un obiettivo comune. Da Nakfa, l'Ambasciatrice Sophie ha proseguito il suo viaggio attraverso diverse regioni del Paese, tra cui la regione meridionale del Mar Rosso, un'area nota per la sua posizione strategica e le sue risorse naturali. La regione si estende lungo la costa del Mar Rosso e comprende comunità che storicamente dipendono dalla pesca, dal commercio e dalle attività marittime. Durante la sua visita, ha osservato una crescente attività economica e iniziative di sviluppo che sottolineano l'importanza della regione per il futuro dell'Eritrea.

Il Mar Rosso è sempre stato centrale per l'identità e il potenziale economico dell'Eritrea, e la regione meridionale del Mar Rosso illustra come il Paese stia gradualmente ampliando la sua capacità di sfruttare le risorse marittime. L'Ambasciatrice Sophie ha sottolineato che lo sviluppo in atto in quest'area riflette la più ampia strategia dell'Eritrea di fare affidamento sulle proprie capacità, costruendo al contempo con attenzione infrastrutture e basi economiche che sosterranno la crescita a lungo termine.

Proseguendo il suo viaggio nella regione meridionale, l'Ambasciatrice Sophie ha incontrato comunità impegnate nella produzione agricola e in iniziative di sviluppo rurale. La regione meridionale è da tempo un'importante zona agricola e l'impegno degli agricoltori e delle comunità locali dimostra la dedizione del Paese alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile. In molti villaggi e città visitati, ha potuto osservare esempi di iniziative dal basso volte a migliorare le condizioni di vita, rafforzare la cooperazione comunitaria ed espandere le opportunità per i giovani. Scuole, centri sanitari e piccoli progetti infrastrutturali erano la prova tangibile che lo sviluppo non si limita ai centri urbani, ma si sta realizzando in tutto il paese grazie a sforzi coordinati a livello nazionale e locale. L'ambasciatrice ha sottolineato che ciò che più l'ha colpita durante il suo viaggio è stato il senso di partecipazione dei cittadini comuni. Gli eritrei, indipendentemente dalla regione o dalla professione, condividono la forte convinzione che il futuro del loro paese dipenda dallo sforzo collettivo e dalla responsabilità condivisa. Ha sottolineato l'importanza del turismo nella zona di Senafe e sul monte Emba Soyra.

Durante il suo viaggio di 5.000 chilometri, l'ambasciatrice Sophie ha ripetutamente evidenziato l'importanza di guardare all'Eritrea al di là delle narrazioni che spesso dominano il dibattito internazionale. Per molti anni, ha spiegato, l'Eritrea è stata oggetto di rappresentazioni distorte e interpretazioni selettive che non riescono a cogliere la complessità della realtà del paese. Viaggiando molto e interagendo direttamente con le comunità, ha potuto osservare i progressi compiuti in settori che raramente ricevono attenzione internazionale. Tra questi, i miglioramenti nell'istruzione, l'ampliamento dell'accesso all'assistenza sanitaria, lo sviluppo delle infrastrutture e le iniziative economiche locali volte a rafforzare l'autosufficienza. Ha descritto questi risultati come i progressi silenziosi dell'Eritrea.

Storie di successo, traguardi che forse non attirano l'attenzione dei media internazionali, ma che rappresentano comunque un progresso significativo per la nazione e il suo popolo.

L'istruzione, in particolare, si è distinta come pilastro centrale degli sforzi di sviluppo dell'Eritrea. Durante le sue visite a scuole e istituti scolastici, l'ambasciatrice Sophie ha potuto constatare la dedizione di insegnanti e studenti che lavorano in un ambiente che promuove disciplina, perseveranza e senso di responsabilità nazionale. L'istruzione è da tempo riconosciuta come un investimento cruciale per il futuro dell'Eritrea, e l'importanza attribuita all'apprendimento riflette la convinzione del Paese che il capitale umano sia la sua risorsa più preziosa. L'ambasciatrice ha parlato della determinazione dei giovani eritrei che aspirano a contribuire alla crescita e alla stabilità della loro nazione. Le loro ambizioni e il loro ottimismo, ha affermato, sono stati tra gli aspetti più stimolanti del suo viaggio.

Anche l'assistenza sanitaria è stato un settore in cui ha osservato progressi significativi. L'Eritrea ha investito notevoli risorse nella costruzione di un sistema sanitario che raggiunge anche le comunità più remote. Le cliniche e le strutture sanitarie visitate durante il viaggio hanno dimostrato come il Paese abbia dato priorità alla prevenzione e ai servizi sanitari di base a livello comunitario. Pur in presenza di sfide, i miglioramenti conseguiti nel corso degli anni dimostrano i risultati di un impegno nazionale costante per il miglioramento del benessere dei cittadini. L'Ambasciatrice Sophie ha sottolineato che questi traguardi vanno compresi nel contesto della più ampia filosofia di sviluppo dell'Eritrea, che privilegia il progresso graduale, l'autosufficienza e la mobilitazione della partecipazione comunitaria.

Oltre a riflettere sugli sviluppi interni al Paese, l'Ambasciatrice Sophie ha parlato anche del ruolo dell'Eritrea sulla scena internazionale, in particolare attraverso il suo lavoro alle Nazioni Unite. In qualità di Rappresentante Permanente dell'Eritrea presso l'ONU, è stata attivamente coinvolta in discussioni diplomatiche su temi che spaziano dalla cooperazione internazionale allo sviluppo e alla governance globale. Ha sottolineato che l'Eritrea si batte costantemente per principi quali il rispetto della sovranità nazionale, l'equità nelle relazioni internazionali e una maggiore rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo nei processi decisionali globali. L'approccio diplomatico dell'Eritrea, ha spiegato, si fonda sulla convinzione che tutte le nazioni, indipendentemente dalle dimensioni o dalla potenza, meritino pari rispetto e la possibilità di perseguire percorsi di sviluppo che rispecchino le proprie priorità.

L'ambasciatrice Sophie ha inoltre spiegato che l'Eritrea è diventata sempre più attiva all'interno di vari gruppi e comitati delle Nazioni Unite, dove il Paese ha ottenuto riconoscimenti per il suo impegno costruttivo. L'Eritrea ha partecipato a diverse piattaforme e gruppi di collaborazione delle Nazioni Unite, contribuendo alle discussioni sullo sviluppo, l'equità globale e i diritti delle nazioni più piccole nei processi decisionali internazionali. Grazie a un impegno diplomatico costante e a posizioni di principio, l'Eritrea si è guadagnata il rispetto di molti Stati membri. Secondo l'ambasciatrice, questo riconoscimento riflette l'impegno dell'Eritrea per una diplomazia basata sui principi e la sua volontà di contribuire responsabilmente al dialogo globale.

Ha inoltre osservato che numerosi tentativi di screditare l'Eritrea nei forum internazionali sono stati efficacemente contrastati e bloccati grazie a un confronto basato sui fatti e alla cooperazione diplomatica con gli altri Stati membri. Nel corso degli anni, i tentativi di isolare l'Eritrea attraverso narrazioni politicizzate sono falliti sempre più, poiché un numero crescente di Paesi riconosce l'importanza di un dialogo equilibrato e del rispetto della sovranità. L'ambasciatrice Sophie ha sottolineato che la missione diplomatica eritrea è rimasta ferma nel presentare informazioni accurate e nel difendere il Paese dalle accuse ingiuste. Di conseguenza, all'Eritrea sono state affidate responsabilità amministrative e di leadership in diversi processi delle Nazioni Unite, a testimonianza della crescente fiducia che gli Stati membri ripongono nella partecipazione eritrea.

Uno degli aspetti evidenziati durante l'intervista è stato il contributo di leadership dell'Eritrea all'interno dell'UNICEF negli ultimi due anni. Attraverso il suo coinvolgimento nelle strutture di leadership dell'organizzazione, l'Eritrea ha collaborato con altre nazioni per affrontare le problematiche che affliggono i bambini in tutto il mondo, tra cui l'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e alla protezione da conflitti e povertà. L'ambasciatrice Sophie ha spiegato che l'impegno dell'Eritrea in tali iniziative dimostra la dedizione del Paese non solo al proprio sviluppo, ma anche agli sforzi globali volti a migliorare la vita delle popolazioni vulnerabili. La partecipazione alle istituzioni internazionali, ha affermato, offre all'Eritrea l'opportunità di condividere le proprie esperienze e al contempo di imparare da altri Paesi.

Un altro tema centrale della discussione è stato il ruolo della diaspora eritrea. L'ambasciatrice ha descritto la diaspora come il quarto fronte, un termine che riflette il contributo storico e attuale degli eritrei che vivono all'estero. Durante la lotta per l'indipendenza, l'Eritrea Gli eritrei della diaspora hanno svolto un ruolo cruciale nel sostenere il movimento di liberazione attraverso attività di sensibilizzazione, raccolta fondi e mobilitazione della solidarietà internazionale. Oggi, questo spirito di impegno continua, sebbene le sfide si siano evolute. Invece di sostenere una lotta armata, la diaspora si trova ora ad affrontare la responsabilità di difendere la reputazione dell'Eritrea e di contrastare la disinformazione che circola nei media e negli ambienti politici internazionali.

Secondo l'ambasciatrice Sophie, gli eritrei che vivono all'estero si trovano in una posizione privilegiata per fungere da ambasciatori del loro Paese. Interagendo con le comunità locali, partecipando ai dibattiti pubblici e condividendo informazioni accurate sull'Eritrea, contribuiscono a contrastare narrazioni che non rispecchiano la realtà sul campo. Ha sottolineato che il ruolo della diaspora non si limita a difendere il Paese dalle critiche, ma include anche la promozione della cultura eritrea, il sostegno alle iniziative di sviluppo e il mantenimento di forti legami con la patria. Il legame tra gli eritrei residenti nel Paese e quelli che vivono all'estero rimane uno dei maggiori punti di forza della nazione.

Il suo viaggio attraverso l'Eritrea ha rafforzato questa idea di unità e responsabilità condivisa. Ovunque sia andata, dagli storici altopiani alle comunità costiere del Mar Rosso, ha incontrato persone profondamente impegnate per il futuro del loro Paese. La loro dedizione, ha affermato, le ha ricordato che il progresso dell'Eritrea non è guidato dal riconoscimento esterno, ma dalla determinazione dei suoi stessi cittadini. Il senso di scopo collettivo emerso durante la lotta per l'indipendenza continua a guidare il Paese nella costruzione di istituzioni, nello sviluppo delle infrastrutture e negli investimenti per il benessere delle generazioni future.

Riflettendo sull'intero viaggio, l'Ambasciatrice Sophie lo ha descritto come fonte di ispirazione e di conferma. Le ha offerto l'opportunità di assistere alle sfide e ai successi dell'Eritrea e ha rafforzato la sua convinzione che la storia del Paese debba essere raccontata dagli eritrei stessi. In un mondo in cui le informazioni viaggiano rapidamente e le narrazioni possono essere plasmate da osservatori lontani, crede che il coinvolgimento diretto e un dialogo onesto siano essenziali per presentare un quadro equilibrato della realtà eritrea.

La sua conversazione con Dimtsi Hafash è servita a ricordare la duratura resilienza del popolo eritreo. Dall'eredità storica di Nakfa alle nuove opportunità lungo il Mar Rosso e alle comunità agricole della regione meridionale, l'Eritrea continua ad andare avanti con determinazione, unità e autosufficienza. Il viaggio dell'ambasciatrice Sophie attraverso il Paese ha messo in luce i progressi silenziosi ma significativi che si stanno verificando in molti settori, sottolineando al contempo l'importanza della solidarietà nazionale e dell'impegno internazionale.

Mentre l'Eritrea continua a muoversi in un contesto globale complesso, il messaggio dell'ambasciatrice è stato chiaro: la forza della nazione risiede nella resilienza del suo popolo, nell'unità tra i cittadini in patria e all'estero e nell'impegno a raccontare la propria storia con onestà e fiducia. Il suo viaggio attraverso l'Eritrea non è stato semplicemente un tour delle regioni del Paese, ma una riaffermazione dei valori che continuano a plasmare il cammino futuro dell'Eritrea.

L'ambasciatrice Sophia Tesfamariam ha condiviso le riflessioni maturate durante il suo viaggio in Eritrea, che l'ha portata a visitare Nakfa, la regione meridionale del Mar Rosso, la regione meridionale e altre aree, osservando lo sviluppo e la resilienza del Paese. Ha messo in luce i successi dell'Eritrea nei settori dell'istruzione, della sanità, delle infrastrutture e delle iniziative comunitarie, spesso ignorati a livello internazionale. In seno alle Nazioni Unite, l'Eritrea si è impegnata attivamente in diversi gruppi, ottenendo riconoscimenti, contribuendo a ruoli di leadership come quello dell'UNICEF e contrastando con successo i tentativi di diffamare il Paese.

L'ambasciatrice Sophia ha inoltre sottolineato il ruolo cruciale della diaspora eritrea come quarto fronte, fondamentale per contrastare la disinformazione e sostenere la nazione a livello globale. Il suo viaggio ha rafforzato il messaggio di unità, autosufficienza e l'importanza che gli eritrei raccontino la propria storia, mostrando i progressi del Paese e la sua crescente voce sulla scena internazionale.
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