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ERITREA ERITREA



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Il Principe ereditario di Abu Dhabi riceve il presidente dell'Eritrea

12/10/2016

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Sua Altezza lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi e Vice Comandante Supremo delle Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti, ha ricevuto ieri martedì​ 11 ottobre il presidente Isaias Afwerki ad Abu Dhabi.

Sheikh Mohamed ha accolto il presidente Afwerki e discusso con lui sui legami bilaterali tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Eritrea e modi per migliorarli. Ha inoltre espresso la volontà di aumentare la cooperazione in campo economico, commerciale e dello sviluppo.

Sheikh Mohammed ha detto che gli Emirati Arabi Uniti, sotto la sapiente guida del Presidente Sua Altezza lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, cerca di costruire rapporti con le nazioni del mondo, sulla base di una cooperazione, amicizia e interessi reciproci. Ha elogiato l'intensificarsi delle relazioni  dell'UAE con l'Eritrea.

Il presidente Afwerki si è detto soddisfatto della visita agli Emirati Arabi Uniti. Ha lodato i progressi compiuti dagli EAU in tutti i campi e ha espresso la volontà del suo paese di ampliare la cooperazione congiunta con gli Emirati Arabi Uniti.

Le due parti hanno scambiato opinioni sugli sviluppi regionali e internazionali. Essi hanno inoltre discusso argomenti di reciproco interesse.

Alla riunione hanno partecipato HH lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, il Vice Primo Ministro e Ministro degli affari presidenziali, Ali bin Hammad Al Shamsi, il vice segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Mohamed Mubarak Al Mazrouei, il Sotto-segretario del Abu Corte Dhabi principe ereditario.

Hanno accompagnato il presidente dell'Eritrea come membri della delegazione, Humaid Saeed Al Neyadi, Vice Direttore dell'Ufficio Presidenziale​ e  un certo numero di alti funzionari.
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Eritrea: l'Europa ha incoraggiato i nostri giovani a migrare

11/10/2016

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Roma, 11 ott. (askanews) - "Perché l'Europa e l'Italia sono così sorpresi e parlano di problema migratorio, quando è stato l'Occidente a invitare gli eritrei a lasciare il loro Paese, attraendoli con opportunità di studio e lavoro? Se l'Europa smette di riconoscere automaticamente l'asilo politico agli eritrei, gli eritrei smetteranno di partire".

​E' quanto ha detto il ministro degli Esteri eritreo Osman Saleh Mohammed, intervistato da askanews a margine del Festival della comunità eritrea in Italia. Nel 2015 sono stati circa 47.000 gli eritrei che hanno chiesto asilo in Europa, ma il ministro ha messo in dubbio l'attendibilità di questi numeri, sostenendo che quando alcuni Paesi europei hanno adottato la politica di riconoscere automaticamente l'asilo politico solo agli eritrei, anche "gli etiopi, i somali, i sudanesi e anche da qualche parte dello Yemen hanno cominciato a partire dicendosi eritrei e i numeri sono aumentati".

"Gli eritrei hanno iniziato ad attraversare il confine quando gli è stato detto che avrebbero avuto istruzione, un lavoro, che avrebbero avuto molti soldi e che avrebbero vissuto una vita molto dignitosa. Alcuni Paesi europei hanno detto loro che l'Europa è un paradiso. Allo stesso tempo - ha sostenuto il ministro - l'Etiopia ha iniziato a dire che poteva mandarli facilmente negli Stati Uniti e in Europa e hanno creato dei campi nel Tigray (regione a Nord dell'Etiopia, al confine con l'Eritrea, ndr). E hanno iniziato ad andarsene. In Sudan, invece, c'erano già dei campi".
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Secondo il ministro le reti di trafficanti di esseri umani operano in Etiopia e in Sudan. Incalzato sul probabile coinvolgimento di cittadini eritrei, ha ricordato che il presidente Isaias Afewerki ha inviato "una lettera all'Onu per chiedere di indagare sul traffico di migranti e non ci hanno risposto". In occasione del recente incontro a New York con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon è "stato anno detto che potrebbe esserci la possibilità di inviare una delegazione dell'Ufficio Onu sulle droghe e il crimine per discuterne, ma dovrebbero creare un comitato per indagare questa questione".

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Comunicato della Delegazione Eritrea

10/10/2016

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Dichiarazione della delegazione eritrea
alla 67th Sessione dell’UNHRC - EXCOM Meeting
03-08 Ottobre il 2016
Presentato dall’ambasciatore Tesfamicael Gerahtu
Ministero degli Affari Esteri, Eritrea

Ginevra, 5 ottobre 2016


Eccellenze e delegati

La mia delegazione esprime apprezzamento all'UNHRC, all’EXCOM e al presidente per aver organizzato e diretto la sessione corrente. Mi congratulo anche con voi, S.E. Filippo Grandi per la sua elezione come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati ed esprimo la disponibilità della mia delegazione di impegnarsi e cooperare con il suo mandato.

Noi crediamo che l'afflusso di migranti, gli spostamenti forzati e i rifugiati costituiscono una forza colossale e la sfida della realtà globale di oggi. Di conseguenza, un governo delle migrazioni radicato su un nesso sviluppo-migrazione ha implicazioni decisive per la promozione della pace, della sicurezza,  diritti umani e  sviluppo.

Eccellenze e delegati

Dopo l'indipendenza, l'Eritrea ha capitalizzato il rafforzamento delle dinamiche interne di costruzione della nazione. Nonostante le sfide, sono stati compiuti progressi. Questo ha rafforzato il sostentamento, l'aspirazione, le pari opportunità, la partecipazione responsabile dei popoli e l'armonia. Il paese gode anche di pace e di stabilità.

L’Eritrea continua a subire minacce esterne alla sua esistenza (cioè occupazione di territori sovrani eritrei da parte dell'Etiopia, sanzioni del Consiglio di sicurezza e atteggiamento bellicoso di alcuni paesi) destinati a minare la costruzione della nazione.

Nonostante il loro impatto, queste minacce non hanno riportato indietro il progresso. Inoltre, la migrazione illegale incorporato in una fiorente rete di traffico di esseri umani globale è stato imposta anche l'Eritrea per servire questa trama. Per stessa ammissione del presidente Obama nel corso della “Fondazione Clinton Global Initiative” del 25 settembre 2012 è infatti una testimonianza rivelatrice di questa triste realtà.

Parlando dell’Eritrea afferma semplicemente:  "...... stiamo collaborando con le organizzazioni non governative e i paesi vicini per strappare i bambini e le donne dalla morsa dei loro aguzzini ..."


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Festival dell'Eritrea 2016 a Roma

8/10/2016

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​Il Festival è stato per moltissimi anni il simbolo stesso della diaspora Eritrea.

Momento fondamentale di aggregazione e ricongiungimento per tutti gli eritrei giunti in Europa per sfuggire alle persecuzioni del regime etiopico e per supportare con ogni mezzo il proprio paese impegnato in una lunga guerra di liberazione, il Festival si è tenuto nella sede storica di Bologna fino all'agosto del 1992 quando fu trasferito ad Asmara.

In ricordo di questi trascorsi gli eritrei hanno dedicato al capoluogo emiliano una via del centro della capitale.

Dopo il trasferimento dell'evento principale in patria, il Festival non ha comunque smesso di svolgere il suo ruolo di incontro e di festeggiamento, e nel periodo estivo vari appuntamenti si susseguono nelle principali città di tutto il mondo.

In Italia quest'anno l'evento ha  avuto  luogo nell'area di  Roma l'otto e il nove ottobre presso il Pala-Cavicchi di Ciampino.
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IN #USCITA #NUMERO (LUG-SET 2016) DI "SCENARI INTERNAZIONALI" DEDICATO ALL'#ERITREA E AI TEMI SALIENTI DEL #CORNO D'#AFRICA

7/10/2016

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A venticinque dalla fine di una drammatica guerra, durata trent'anni, l'Eritrea si trova in un momento cruciale della sua storia.

​Dietro di sé i problemi interni e un clima regionale instabile, davanti a sé la concreta possibilità di procedere in modo compiuto lungo il cammino dello sviluppo ...e della crescita.

La recente approvazione di un piano europeo di investimento da 200 milioni di euro è il segnale forse più importante per Asmara.

Dopo anni di polemiche e scontri diplomatici, l'Eritrea può guardare con fiducia al futuro prossimo ed inaugurare un'ulteriore fase di apertura che alla salvaguardia di una sovranità faticosamente conquistata e gelosamente custodita dalla popolazione, sappia affiancare nuove riforme capaci di creare le basi per l'internazionalizzazione del suo sistema-Paese.

Due le direttrici più importanti: lo sfruttamento di una collocazione geografica dall'alto potenziale strategico e l'accrescimento delle risorse umane e del know-how.

Capire l'Eritrea, oltre la facciata e le semplificazioni, è un passaggio necessario per completare la normalizzazione dei rapporti con un Paese che, anche in virtù del suo passato e delle sue caratteristiche, potrebbe rappresentare uno dei più importanti e promettenti partner dell'Italia in Africa

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E' scomparso Girma Asmerom

7/10/2016

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Asmara, 7 ottobre 2016 - Veterano combattente e rappresentante permanente dell'Eritrea presso le Nazioni Unite, l'ambasciatore Girma Asmerom è scomparso il 5 ottobre, all'età di 66 anni.

L'Ambasciatore Girma si era unito al Fronte di Liberazione Popolare Eritreo nel 1978 dopo aver completato il suo Master negli Stati Uniti. Ha servito come membro del comitato di redazione della Radio delle grandi masse e capo della TBM servizio amarico .

Dopo aver prestato servizio nel programma radiofonico per 9 anni, è stato trasferito al Dipartimento Relazioni Estere del Fronte Popolare e ha servito come capo del controllo delle informazioni di questioni africane fino al 1990.

Dopo l'indipendenza, l'ambasciatore Girma Asmerom è stato assegnato al Ministero degli Affari Esteri e informazioni e ha contribuito nel programma di sviluppo nazionale, nonché nella creazione della televisione eritrea.

Inoltre, l'ambasciatore Girma ha servito come ambasciatore dell'Eritrea in Sud Africa, Etiopia, gli Stati Uniti, in Europa e Lussemburgo, l'Unione africana e dal 2013 fino alla sua scomparsa come Ambasciatore e Rappresentante Permanente dell'Eritrea presso le Nazioni Unite.

Il servizio funebre del combattente  veterano, l'ambasciatore Girma Asmerom si terrà Domenica 9 ottobre a mezzogiorno presso l'Asmara Patriots Cimitery.

Esprimendo profondo dolore per la scomparsa dell'ambasciatore Girma Asmerom, il Ministero degli Affari Esteri esprime condoglianze alla famiglia e agli amici.​
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Ass.ItEr. Onlus annuncia

6/10/2016

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AVVISO AGLI AMICI E AMICHE DI ASS.ITER ONLUS

IN PREPARAZIONE LA MISSIONE COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO 2/25 NOVEMBRE 2016,

COMPONENTI:

MASSIMO MAGNANI DIRETTORE TECNICO DELLA FIDAL A TITOLO PERSONALE E GRATUITO PER LA FORMAZIONE AGLI ALLENATORI ERITREI PER SOSTENERE IL CENTRO DI MEDICINA DELLO SPORT IN ASMARA ERITREA

VERONICA INGLESE ATLETA ITALIANA...

ANTIOCO LUSCI - FOTOGRAFO PER LA PREPARAZIONE DI UN LIBRO FOTOGRAFICO SU ASMARA- CANDIDATA A PATRIMONIO DELL'UNESCO
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LIDIA CORBEZZOLO PER RACCOGLIERE PROGETTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO PER L'ERITREA

VIVA L'ERITREA
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L'Eritrea ha ricevuto il premio EPI

5/10/2016

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L'Eritrea ha ricevuto un riconoscimento per gli straordinari risultati nel "Programma Esteso di immunizzazione (EPI)". 

L'evento è stato organizzato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF).

L'Eritrea è stata nominata per l'assegnazione in occasione della conferenza tenutasi nella prima settimana di settembre a Entebbe, in Uganda, alla quale hanno partecipato 22 paesi del Corno d'Africa e parte del Sud Africa.

Il Dr. Andebrhan Tesfatsion, direttore generale della sanità pubblica presso il Ministero della Salute eritreo, ha sottolineato che i programmi di vaccinazione sono tra i successi eccezionali che l’Eritrea sta registrando aggiungendo che l'Eritrea ha ricevuto il riconoscimento internazionale per la terza volta.

Il Program manager della EPI, signor Tedros Yehdego, ha indicato che i principali requisiti per l'assegnazione del riconoscimento sono: la gestione del vaccino, lo stoccaggio, la distribuzione, la sicurezza così come la previsione.

Mr. Tedros inoltre ha sottolineato che gli obiettivi che l’Eritrea ha registrato nei programmi di vaccinazione è il risultato del forte impegno da parte del governo e della partecipazione del pubblico.

Ha anche lodato le istituzioni governative e il PFDJ che hanno contribuito al successo del programma.

E' opportuno ricordare che l'Eritrea ha ricevuto un premio per l’alta copertura dell’ immunizzazione  nel 2009 e per l'efficienza nel controllo del morbillo nel 2012.
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Un nuovo attacco alla mia persona

3/10/2016

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dal profilo personale del senatore Aldo Di Biagio su FB

​Nel mio impegno politico ho sempre preferito un approccio pragmatico e chiaro che non lasciasse spazio a possibili equivoci ed eventuali manipolazioni, poiché alla radice di questo impegno vi è anche un sentimento profondamente cattolico che ne condiziona l’etica.

Ho avuto anche la fortuna di poter condividere con chi mi fu mentore agli inizi della mia carriera politica interessi variegati che mi hanno portato ad approfondire argomenti spesso ai margini dell’esperienza o dell’interesse collettivo traendone sempre importanti conoscenze che hanno contribuito alla mia personale formazione.

Tra l'altro sono stato anche coordinatore di un associazione per l'auto-determinazione dei popoli.

Gli italiani all’estero, la Cooperazione internazionale e la promozione del Sistema Italia al di fuori dei confini nazionali sono stati da sempre temi ai quali ho dedicato impegno e passione, e attraverso i quali ho conseguito obiettivi importanti ed estremamente significativi.

Con mia sorpresa tuttavia negli ultimi tempi mi sono sentito rivolgere frequentemente una domanda che non mi sarei aspettato: “Senatore perché si interessa dell’Eritrea?”.

A condurmi in Eritrea sono stati inizialmente fattori diversi e casuali, primo fra i quali certamente la passione che mi fu trasmessa dal mio mentore politico che era nato in Asmara.

​Con il tempo però quello che per lui era un amore viscerale che lo legava alla sua terra di origine, per me divenne occasione di scoperta e approfondimento di una etica politica, religiosa e sociale che era stata capace di mantenere intatti i suoi valori a dispetto delle terribili prove alle quali l’Eritrea era stata sottoposta.

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