ERITREA ERITREA
  • Attualità
  • About
  • Foto
  • Video
  • L'Eritrea
    • Inno
    • Etnie
    • Cucina
    • Bandiera
    • Religioni
    • Costituzione
    • National Charter
    • Cronologia storica
    • Delimitazione Confini
  • Notizie utili
    • Modulo Visto
    • Formalità
    • Turismo
    • Sanità
  • Africus Eritrea
  • Disclaimer
  • Link
  • Cookie Policy
  • Amedeo Guillet
ERITREA ERITREA



​

Addis Abeba: vetrina diplomatica mentre il paese brucia

16/3/2026

0 Comments

 
Foto
Diplomazia, Piano Mattei e nuovi cantieri nella capitale mentre nel nord dell’Etiopia tornano i timori di guerra.
​

di Marilena Dolce

letto su EritreaLive


Addis Abeba può essere vista con occhi diversi.

Da un lato l’Occidente, con i suoi parametri, la sua conoscenza e le sue aspettative sull’Africa.

Dall’altro l’Etiopia.

A fine febbraio, per esempio, le pagine culturali della Stampa raccontano il viaggio in Etiopia della direttrice del Salone del Libro, ospite della scuola italiana di Addis Abeba. Un progetto interessante, portato nella capitale etiope per un incontro tra autore e giovani.

L’Istituto omnicomprensivo italiano di Addis Abeba, all’ombra di un sicomoro, accoglie grandi e piccoli, “bambini che corrono per il giardino, il bar della scuola ha appena sfornato i dolci alla cannella, qualche ragazzo ripassa per l’interrogazione prima di entrare”.

Sono più di mille i giovani con la “voglia di italiano”, che sognano di completare gli studi nelle nostre università.

Ma non per tutti i ragazzi etiopici la realtà è così lieta.

A marzo una missione cattolica che opera nel Tigray ha organizzato la distribuzione di beni di prima necessità, destinata soprattutto a donne in gravidanza e bambini. Duecento persone che vivono tuttora nei campi per sfollati hanno ricevuto sale, zucchero, olio e integratori alimentari.

Il Tigray, a circa ottocento chilometri da Addis Abeba, è una regione che porta i segni della guerra contro il governo federale durata due anni, dal 2020 al 2022. La popolazione continua a pagarne il prezzo: secondo alcune stime il conflitto tra l’esercito federale e le forze del Tplf (Tigray People’s Liberation Front) avrebbe provocato fino a 600 mila morti, oltre a centinaia di migliaia di sfollati e una grave crisi alimentare.

E forse non è ancora finita. Proprio dal Tigray tornano a soffiare venti di guerra, come segnalano diverse agenzie.

La BBC scrive che il timore di un nuovo conflitto sta spingendo molti giovani a lasciare la regione. Chi può permetterselo prende un volo per Addis Abeba, gli altri cercano di raggiungere la capitale con gli autobus. Intanto i prezzi salgono, le persone fanno scorta di beni alimentari e prelevano contanti in banca nonostante il limite giornaliero di 2.000 birr, circa dieci euro a persona.

Anche Addis Standard, giornale etiopico, riporta la notizia delle fughe notturne da Mekelle, capoluogo del Tigray. Ogni notte decine di giovani uomini con zaini e valigie cercano un autobus per Addis Abeba, preoccupati per un nuovo imminente conflitto.

Mentre il mondo osserva la guerra in Medio Oriente, nel nord dell’Etiopia le tensioni restano alte. La pace di Pretoria, firmata nel 2022 per porre fine al conflitto tra governo federale e Tplf,  appare oggi molto fragile.

Dopo il 2022 i combattimenti interni si sono estesi anche alla regione Amhara, dove gruppi armati locali, i Fano, si sono scontrati con l’esercito federale, di cui in precedenza erano alleati, in un contesto di crescente instabilità.

Nonostante questo scenario, Addis Abeba continua a presentarsi al mondo come un luogo sicuro e la capitale diplomatica dell’Africa.

A febbraio la città ha ospitato, oltre al vertice dell’Unione Africana, la seconda conferenza Italia-Africa. Insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono arrivati i rappresentanti delle principali aziende coinvolte nel Piano Mattei: Enel, Eni, Leonardo, Terna, Snam, Sace, Simest, Acea.

Aprendo i lavori della conferenza, la premier Meloni ha parlato nuovamente di “cambio di paradigma” nei rapporti con l’Africa, di relazioni che non devono essere né “predatorie” né “paternalistiche”, ma fondate sulla collaborazione. Per il momento il piano Mattei ha messo sul tavolo 5,5 miliardi di euro destinati a quattordici paesi africani, tra i quali l’Etiopia.

Secondo chi era presente, il premier etiope Abiy Ahmed avrebbe definito l’incontro “un momento chiave nei rapporti tra Italia ed Etiopia”.

In quegli stessi giorni però delle turbolenze dell’Etiopia o delle rivendicazioni sull’accesso a un porto sul Mar Rosso, non si è scritto nulla, forse non sarebbe stato in tema.  Solo qualche accenno, Il Sole 24 Ore, citando l’analista Magnus Taylor dell’International Crisis Group, ha scritto che le tensioni tra Eritrea, Tigray e Addis Abeba restano uno dei nodi più delicati della regione e che potrebbero essere attenuate anche dai buoni rapporti diplomatici che Roma intrattiene sia con Asmara sia con Addis Abeba.

Ma torniamo alla domanda centrale: quale immagine ha dato di sé Addis Abeba durante  le conferenze internazionali?

Difficile dirlo.

In chiusura di un lungo articolo sugli incontri diplomatici si legge di “discorsi che si perdono nella notte di Addis Abeba, invasa dai leader e circondata dalla miseria”.

Una miseria che però gli ospiti internazionali non devono vedere.

Secondo un missionario che vive da molti anni in Africa e oggi si trova in Etiopia, la vita nel paese è difficile e la tensione, in vista delle elezioni previste nei prossimi mesi, molto alta. Ad Adua, nel Tigray, gli sfollati hanno esaurito anche la farina. Una donazione permetterà di distribuire cinquemila panini al giorno ai bambini costretti a vivere ancora nei campi.

Ma i problemi non riguardano solo le regioni più lontane. Anche nella capitale, al di là della calma apparente, la situazione sociale è complessa.

Proprio il restyling per l’arrivo degli ospiti stranieri, in occasione degli incontri Italia-Africa e del vertice dell’Unione Africana, ha comportato una drastica “pulizia” delle strade.

A farne le spese sono stati soprattutto i ragazzi che vivono in quelle strade.  Migliaia di giovani che definiremmo “fragili” sono stati allontanati dal centro e trasferiti in accampamenti di fortuna, perché la loro presenza non rovinasse l’immagine di una città ricca e moderna.

“Quanta tristezza vederli trattati come spazzatura”, scrive il missionario.

Una “spazzatura” che avrebbe tolto luce alla “Dubai d’Africa”, come il premier Abiy Ahmed sogna diventi Addis Abeba.

Osservando quanti sforzi il premier abbia dedicato alla trasformazione urbanistica della capitale, qualcuno ironicamente lo definisce, “più sindaco che premier”, sottolineandone anche il distacco dal resto della popolazione.

Addis Abeba, del resto, è da sempre una città un po’ separata: sede della diplomazia africana e di numerose organizzazioni internazionali, vive una dimensione internazionale molto lontana dalla realtà delle altre regioni, segnate da conflitti e crisi economiche.

Il contrasto è evidente. Mentre il centro della capitale resta luminoso anche di notte, altrove le aziende devono fare i conti con frequenti blackout e con la scarsità di energia.

Negli ultimi anni inoltre interi quartieri storici della capitale sono stati demoliti per far posto al “lustro” dei nuovi progetti urbanistici. Una scelta ricaduta sugli abitanti delle vecchie case dei quartieri storici, spesso di etnia Amhara, sfollati e costretti a lasciare la città. E così Addis perde   il suo tipico melting pot, sospirano in molti.

Anche la classe media sta vivendo una crisi profonda. Come spiega un’analista locale, insegnanti e medici subiscono il peso di un’inflazione sempre più forte. Il potere d’acquisto è crollato.

Per tanti arrivare alla fine del mese è diventato difficile.

E in molte famiglie si mangia ormai una sola volta al giorno. Anche questa è Addis Abeba.
0 Comments



Leave a Reply.

    Immagine
    Foto
    Immagine
    Immagine
    Immagine
    Foto
    Media Comunità Eritrea
    Foto
    Foto
    Foto
    Foto
    Immagine
    Foto

    RSS Feed

    Archivi

    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Gennaio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Ottobre 2023
    Settembre 2023
    Agosto 2023
    Luglio 2023
    Giugno 2023
    Maggio 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Febbraio 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Settembre 2022
    Agosto 2022
    Luglio 2022
    Giugno 2022
    Maggio 2022
    Aprile 2022
    Marzo 2022
    Febbraio 2022
    Gennaio 2022
    Dicembre 2021
    Novembre 2021
    Maggio 2021
    Aprile 2021
    Marzo 2021
    Febbraio 2021
    Gennaio 2021
    Dicembre 2020
    Novembre 2020
    Ottobre 2020
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Febbraio 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Novembre 2019
    Ottobre 2019
    Settembre 2019
    Agosto 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Novembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Agosto 2017
    Luglio 2017
    Giugno 2017
    Maggio 2017
    Aprile 2017
    Marzo 2017
    Febbraio 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Settembre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Luglio 2014
    Maggio 2011
    Febbraio 2010
    Novembre 2009
    Luglio 2009
    Novembre 2008
    Ottobre 2008
    Luglio 2008
    Giugno 2008
    Aprile 2008
    Marzo 2008
    Dicembre 2007
    Novembre 2007
    Ottobre 2007
    Settembre 2007
    Luglio 2007
    Maggio 2007
    Aprile 2007
    Marzo 2007
    Gennaio 2007
    Gennaio 1999

    Licenza Creative Commons
    Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.
  • Attualità
  • About
  • Foto
  • Video
  • L'Eritrea
    • Inno
    • Etnie
    • Cucina
    • Bandiera
    • Religioni
    • Costituzione
    • National Charter
    • Cronologia storica
    • Delimitazione Confini
  • Notizie utili
    • Modulo Visto
    • Formalità
    • Turismo
    • Sanità
  • Africus Eritrea
  • Disclaimer
  • Link
  • Cookie Policy
  • Amedeo Guillet