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Un nuovo modello per
lo sviluppo dell'Africa Dal 4 al 25 ottobre si terrà in Vaticano un Sinodo straordinario sull'Africa, in preparazione del quale, in un incontro promosso dalla Conferenza degli Istituti missionari in Italia (Cimi), Federazione riviste missionarie italiane (Fesmi), Associazione delle Ong italiane e Unione stampa cattolica (Ucsi) del Lazio, è stato discusso il documento "Instrumentum laboris" che è in netta controtendenza rispetto alle analisi degli economisti internazionali sullo sviluppo futuro del Continente nero. Al convegno sono intervenuti il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, Sergio Marelli, direttore generale della Focsiv e presidente dell'Associazione delle Ong italiane, padre Fernando Zolli del Cimi, Filomeno Lopez, filosofo e giornalista della Radio vaticana, originario della Guinea Bissau, coordinati da Vania De Luca, presidente dell'Ucsi Lazio. Sergio Marelli ha sottolineato che il ritmo di incremento del Pil, che in Africa tocca il 5-6 per cento all'anno, è dovuto soprattutto all'export (petrolio, minerali preziosi, agricoltura), ma, per la stragrande maggioranza della popolazione non vi è alcuna ricaduta in termini di ricchezza e di miglioramento delle condizioni di vita, ma al contrario la situazione si è aggravata perché, a causa della crisi internazionale, vi è una diminuzione degli aiuti internazionali, meno investimenti diretti delle imprese, riduzione delle rimesse dei migranti e svalutazione economica. Padre Zanotelli ha auspicato che nel prossimo Sinodo per l'Africa si levi un forte grido a favore dei miserabili della terra. Il missionario ha denunciato la vendita delle terre alle multinazionali, il traffico di armi, la destinazione delle terre alle coltivazioni per produrre biocarburanti ed ha suggerito l'introduzione di una liturgia propria per l'Africa, ispirata alla teologia della liberazione del teologo camerunense Jean-Marc Ela (1936-2008). Il giornalista Filomeno Lopez ha molto apprezzato il fatto che il Papa Benedetto XVI abbia scelto di presentare l'Instrumentum laboris nel corso del suo viaggio in Africa, proprio in Camerun, dove la scuola teologica è la più critica del continente ed ha annunciato alcune iniziative promosse da associazioni cattoliche africane a Roma, in concomitanza con l'assise dei vescovi. Apprezzo molto il rinnovato impegno della Chiesa nei confronti dell'Africa, da cui partono crescenti ondate immigratorie di povera gente verso l'Italia e l'Europa e la denuncia dell'attuale modello di sviluppo, in cui vi sono vantaggi solo per una ristretta parte della popolazione, mentre la stragrande maggioranza vive in una condizione miserabile. Sarebbe, però, necessario incoraggiare e sostenere gli sforzi di Paesi come l'Eritrea, che, con un'autentica permanente mobilitazione di tutte le forze giovanili di entrambi i sessi, sta portando avanti un modello di sviluppo autonomo, che punta a trasformare il Paese, con costruzioni di rete di trasporti, case, scuole ed ospedali, grandi dighe e mini dighe per irrigare e rendere fertile il terreno ed arrivare, così, all'autosufficienza alimentare. L'Eritrea sta dedicando anche grandi risorse per l'istruzione di tutti i propri giovani e punta ad uno sviluppo sostenibile con l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile ed a uno sviluppo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Altro punto di forza
dell'Eritrea, paese storicamente e culturalmente molto legato
all'Italia, è anche la pacifica convivenza religiosa tra la popolazione
di religione islamica (50 per cento) e quella di fede cristiana e
cattolica (50 per cento), che sarebbe auspicabile in ogni parte del
mondo. |