Un nuovo cranio umano a Buya

Scoperti in Dancalia da parte di un gruppo di ricercatori italo-eritrei nuovi resti di Homo databili ad un milione di anni fa. Nello stesso sito fu scoperta nel 1995 la “Signora di Buya”Fotografia di Tsegai Medhin

L’area di Mulhuli-Amo, raccontano i ricercatori, è molto ricca di manufatti litici di tipo acheuleano (strumenti a forma di mandorla scheggiati da entrambi i lati risalenti a un periodo compreso fra 750.000-120.000 anni fa circa), che ricoprono a centinaia la superficie intorno al sito.

L’equipe che lavora al progetto è composta da ricercatori del Museo nazionale Eritreo di Asmara, dell’Università di Roma “La Sapienza”, dell’Università di Firenze, dell’Università di Padova, dell’Università di Torino, del Museo “Pigorini” di Roma, dell’Università di Tarragona e del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi.

Il “Progetto Internazionale Buya” è stato recentemente finanziato nell’ambito dei Progetti Grandi Scavi di Ateneo dell’Università di Roma “La Sapienza” e dalla Direzione generale per la Promozione e Cooperazione culturale (Missioni archeologiche) del Ministero degli Affari Esteri.

“La soddisfazione della nuova scoperta è velata dalla scomparsa di Habtom Kashai, tecnico del Museo di Asmara e collaboratore storico del Progetto Buia”, dice Ernesto Abbate, geologo presso l’università di Firenze e coordinatore del progetto Buia dal 1994. “Habtom è stato il primo collaboratore eritreo a trascorrere stages di formazione in Italia, presso il laboratorio di Paleontologia dei vertebrati dell’Università di Firenze”.

Nelle prossime campagne, fanno sapere i ricercatori, si procederà allo scavo sistematico dell’area, finalizzato al recupero di ulteriori reperti umani fossili e alla più precisa definizione del contesto cronologico, ambientale e culturale
 

da National Geographic


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