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Il sostegno dell’Eritrea
alla questione
somala scaturisce da un suo diritto legale e obbligo morale
Asmara, 12
mag. 2009 - In un'intervista con Shabelle, Radio e
Televisione con sede a Mogadiscio, il presidente Isaias Afwerki ha detto
che il sostegno alla gente somala che lotta per la ricostituzione del
proprio paese in particolare e la questione somala in generale emanano
dal un suo diritto legale e obbligo morale, e non è un gesto di
benevolenza. Esso dovrebbe inoltre essere considerato nel contesto degli
sforzi dell’Eritrea verso la promozione della pace e della stabilità
regionale, ha aggiunto.
Ricordando che le relazioni tra la gente di Eritrea e la Somalia sono
storiche e fraterne, il Presidente ha sottolineato che il sostegno
incondizionato della gente somala al popolo eritreo nei giorni della
lotta per l'indipendenza occupa un posto speciale nella storia di questo
nazione. Egli ha inoltre sottolineato che sostegno dell'Eritrea è
essenzialmente indirizzato verso la gente somala in generale e verso il
problema della Somalia, piuttosto che a favore di uno specifico gruppo e
a sfavore un altro. A questo proposito, il presidente Isaias ha spiegato
che la Conferenza di Asmara sulla ricostituzione della Somalia alla
quale hanno preso parte i nazionalisti somali è stata una vivida
dimostrazione della suddetta posizione.
Nella dettagliata dissertazione sulla storia della Somalia in generale,
e la tragica situazione del dopo 1991 in particolare, il Presidente ha
spiegato che l'attuale politica tribale fomentata da ogni interferenza
esterna, che è quella di esporre la gente a una polarizzazione
orizzontale, costituisce una aggravante del problema somalo. A questo
proposito ha invitato la gente somala ad aderire e a rafforzare la lotta
per la ricostituzione del loro paese prendendo atto della cospirazione
in corso a danno dell'unità nazionale e della loro stessa esistenza.
Sottolineando che l'Eritrea non ha mire occulte in Somalia, il
presidente Isaias ha indicato che la diffusione di voci che sostengono
che l'Eritrea e l'Etiopia sono “impegnati in una guerra fra di loro in
Somalia”, altro non sono che totalmente prive di fondamento e una pura
finzione che è stata inventata per servire come pretesto per invasioni e
interferenze esterne.
Ha poi sottolineato che la pace in Somalia, significa pace in tutta la
regione Corno, e che il garantire l'unità della Somalia, la sua
sovranità e indipendenza è il pilastro di questo nobile obiettivo. In
quanto tale, ha spiegato il presidente Isaias, è di decisiva importanza
la creazione di un clima politico che permetta ai somali di sedersi a
una tavola rotonda e risolvere i loro problemi.
Il Presidente ha poi dichiarato che imporre dall'esterno un cosiddetto
"governo" equivale ad aggiungere benzina sul fuoco, e che i tentativi di
classificare le persone e la leadership della Somalia e la loro lotta
sotto l'etichetta di “ala Asmara” o " ala Gibuti” altro non è che un
complotto che costituisce da un lato un insulto per l’intelligenza della
gente somala e dall'altro serve per far apparire la lotta popolare
somalo come se si trattasse di una appendice o come parte di un altro
stato di cose.
Inoltre egli ha sottolineato che è davvero desolante aver assistito a
organizzazioni regionali e internazionali che davano la loro benedizione
all'invasione di uno Stato membro e rimanere sorde quando Somalia
languiva per anni sotto il dominio dei “signori della guerra” e rimaneva
vittima di interferenze esterne. A questo proposito, il Presidente
Isaias ha affermato che le Nazioni Unite, l'Unione africana e l'IGAD
devono essere ritenuti responsabili di tutte le avversità di cui la
Somalia è rimasta vittima, a causa di invasioni e interferenze esterne.
Indicando che i soldati ugandesi e
burundesi dispiegati nei pressi di Mogadiscio, con il pretesto di una
'missione di pace' hanno solo aggravato la situazione, e che di
conseguenza dovrebbero essere ritirati, il Presidente ha dichiarato:
"Come mai governi che non hanno potuto assicurare la pace e la stabilità
all'interno del loro paese pretendere di portare la pace in un altro
paese? "
Rispondendo a una domanda circa l’esistenza del terrorismo in Somalia,
il presidente Isaias ha spiegato che la composizione socio-culturale
della gente somala non prevede spazio per tale fenomeno, e che questa
affermazione, altro non è che una deliberata calunnia volta a gettare le
basi per l’invasione e le interferenze esterne. A questo proposito egli
ha sottolineato che in Somalia il fenomeno terrorismo non esiste.
da shabait.com
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