Seminario a Milano

Domenica 31 Gennaio si è tenuto un incontro, presso la sala congressi dell’istituto Leone XIII a Milano, per tutti gli eritrei di Milano e del Nord Italia. E’ stata registrata una forte partecipazione e la sala, con una capienza di più di 900 persone, è stata riempita completamente. Hanno partecipato eritrei da Milano, Torino, Brescia, Bergamo, Verona e altre piccole città del nord Italia.

Il seminario è stato tenuto dall’Ambasciatore in Italia per l’Eritrea Zemede Tekle.

L’incontro è stato aperto con un discorso di benvenuto da parte del Console eritreo a Milano Russom Ghebregherghish e dal Presidente della Comunità Eritrea a Milano e dintorni, Ermias Ghidey.

La parola è poi passata all’Ambasciatore, il quale, dopo i saluti, ha incentrato subito la sua esposizione sul motivo principale di questo incontro: le ingiuste sanzioni imposte all’Eritrea da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

L’Ambasciatore ha analizzato la mozione in questione, la n.° 1907 votata il 23 Dicembre 2009, nel suo contenuto. In seguito ha esposto e approfondito i seguenti punti: le cause che hanno portato al voto; chi ha proposto la mozione; gli organi di controllo sull’applicazione delle sanzioni (che poi verranno identificati come stati membri); le possibili conseguenze delle sanzioni.

Le cause della presentazione della mozione sono le solite cause per le quali l’Eritrea, dagli anni ’50, si trova nella agenda degli interessi geopolitici delle potenze occidentali, Stati Uniti in primis. Le cause vanno cercate non solo nel presente, ma anche nei decenni passati.

Le recenti sanzioni votate sono solo l’ultimo dei tentativi da  parte di forze esterne di destabilizzare l’unione e la forza del popolo eritreo.

Ripercorrendo la storia post – indipendenza dell’Eritrea, sono state evidenziate varie ingerenze esterne finalizzate all’indebolimento del nostro paese: ostacoli contro il progresso economico, conflitti armati costruiti ad hoc, dispute di confine apparentemente inutili ed insulse, intrusioni religiose finalizzate alla divisione del popolo e guerre ideologiche. Tutte queste interferenze si sono rivelate prive di effetti e  le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è solo una delle ultime carte rimaste in mano ai nostri antagonisti.

Di fronte a questi attacchi il popolo eritreo deve dimostrarsi unito e compatto come ha fatto sempre.

Dopo aver approfondito ed analizzato accuratamente le sanzioni, l’Ambasciatore ha esposto velocemente la situazione dei nostri vicini nel Corno d’Africa, sottolineando come l’instaurazione e il mantenimento di rapporti di “buon vicinato” siano la base operativa di una situazione di pace e deterrente per il coinvolgimento di forze esterne nella zona.

L’Ambasciatore ha inoltre presentato una panoramica sulla situazione interna in Eritrea, sui progressi e traguardi raggiunti e sui risultati e obbiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.

Rispondendo alle domande del pubblico ha inoltre sottolineato l’importanza di incentivare l’entrata di giornalisti in Eritrea. Questo permetterà ai reporter stessi di entrare in contatto diretto con la nostra realtà, evitando così di redigere articoli sull’Eritrea basati semplicemente sul “sentito dire” e su falsità e menzogne costruite su misura.

Coloro che andranno in Eritrea, potranno vedere con i loro occhi e apprezzare o meno il nostro mondo; solo allora saranno apprezzati consigli e critiche formulate in modo costruttivo grazie all’esperienza vissuta in prima persona.

Il primo passo importante per dimostrare il proprio dissenso riguardo alle recenti sanzioni ONU è la manifestazione che si terrà a Ginevra e nel resto del mondo il 22 febbraio 2010.

Le conclusioni dell’incontro sono state:

-         le Comunità eritree del Nord Italia condannano le sanzioni dell’ONU contro l’Eritrea;

-         le Comunità eritree del Nord Italia smentiscono il coinvolgimento del proprio Governo nel finanziamento ed armamento dei gruppi estremisti somali di Al Shabab;

-         le Comunità eritree del Nord Italia smentiscono l’occupazione da parte dell’Esercito eritreo dei territori confinanti con il Djibouti;

-         le Comunità eritree del Nord Italia si allineano alle posizioni di condanna della mozione 1907/2009 già esternate dalle altre Comunità in Italia;

-         le Comunità eritree del Nord Italia si allineano alle posizioni di condanna della mozione 1907/2009 già esternate da tutti gli eritrei nel mondo, sia in patria che all’estero;

-         le Comunità eritree del Nord Italia affermano che l’unione del popolo eritreo non verrà intaccata dai continui attacchi da parte di forze esterne nel tentativo di dividerci;

-         le Comunità eritree del Nord Italia appoggiano incondizionatamente il Governo Eritreo e il proprio esercito per i progetti di rinnovo del paese (“Wefrì Warsai Ykealò”) e per le numerose iniziative intraprese per il bene del popolo eritreo;

Le Comunità eritree del Nord Italia si affiancheranno ai propri connazionali provenienti da tutta Europa nella Manifestazione di dissenso del 22 Febbraio 2010 a Ginevra.

Zelalemawì Zikrì N’Sematatna

Awet N’Hafash!

Comunità Eritree del Nord Italia

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