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Sanzioni ONU: Comunicato stampa In un momento in cui è in corso un acceso dibattito da parte di molti soggetti che chiedono l'annullamento dell’illegale e ingiusta sanzione adottata contro l'Eritrea, in nome del Consiglio di Sicurezza, gli autori di tale ingiustizia, attualmente in profonda ansia a causa della crescente presa di coscienza contro la natura ingiusta della risoluzione, sono impegnati nel tentativo frenetico di assemblare nuove bugie al fine di rafforzare la risoluzione. I pretesti che l'Amministrazione USA ha fabbricato per imporre sanzioni contro l'Eritrea sono stati il caso della Somalia; l’inesistente cosiddetto conflitto di frontiera Eritrea-Gibuti; il 'minare' la stabilità del Corno d'Africa e altre questioni che non hanno relazioni di sorta con l'Eritrea, e che i funzionari stessi di Washington hanno complicato e per le quali devono essere ritenuti responsabili. Tuttavia la posizione di principio dell'Eritrea a riguardo di tale accusa inventata conferma ampiamente la sua posizione corretta e giusta. In tal senso questa fermezza, creando sensibilizzazione tra la gente a livello globale ha promosso un cambiamento nell'opinione pubblica mondiale sulla questione. Di fronte a uno spostamento di equilibri di potere tra le forze della verità e della menzogna, le priorità diplomatiche degli autori delle ingiustizie nel mondo di oggi sono diventate la diffusione delle menzogne, a scapito della verità. Di conseguenza queste stesse forze sono attualmente impegnate in manovre frenetiche attraverso l'applicazione loro potere di veto per impedire all'Eritrea di partecipare o discutere il suo caso al Consiglio di sicurezza dell'ONU o in altre sedi. Si deve ricordare che quando è stata convocata a New York una conferenza sulla questione somala queste stesse parti in una palese parodia della giustizia, hanno anche sostenuto che l'Eritrea non deve partecipare a tale riunione. Quando l’Eritrea chiede una sessione a porte chiuse con il Consiglio di Sicurezza in conformità al diritto internazionale, la loro tesi che il "TPLF dovrebbe ugualmente partecipare", costituisce l'ennesima manifestazione di pura assurdità. E' ovvio che l'obiettivo di questo inganno è quello di dare mano libera agli autori delle ingiustizie e ai loro dipendenti per indulgere in atti avventurosi a scapito della verità. In queste circostanze il governo dell'Eritrea invita i responsabili delle ingiustizie, che una volta si pongono come nazione e altre volte come l'ONU, Consiglio di Sicurezza, l'unità di monitoraggio, giudici e polizia, di mostrare coraggio e dare così spazio alla verità affinché possa prevalere. Inoltre il governo eritreo chiede a queste stesse parti di dare ascolto alle sue rivendicazioni, in un incontro chiuso o aperto del Consiglio di Sicurezza, e quindi porsi faccia a faccia con la giustizia. Nel frattempo il governo dell'Eritrea loda tutti coloro che sostengono lo Stato di diritto e la giustizia per il loro impegno a favore della prevalenza della verità e li invita a continuare nel loro proposito.
Ministero degli Affari Esteri dell'Eritrea 21 Giugno 2011 Asmara
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