Il Presidente Isaias tiene colloqui con Segretario Generale Aggiunto delle Nazioni Unite per le operazioni di mantenimento della pace
 

Asmara 9 novembre 2007 – Il Presidente Isaias Afwerki ha ricevuto oggi e ha tenuto colloqui con il sig. Edmond Mulet, Segretario Generale Aggiunto delle Nazioni Unite per le operazioni di mantenimento della pace. Nella riunione presso la Denden Hall, il sig. Mulet ha indicato che è stato recentemente nominato per l’incarico e che si recherà in visita in Eritrea, Etiopia, Sudan e Ciad, oltre a consegnare un messaggio da parte del Segretario Generale.

Commentando il ruolo dell’Eritrea nella questione del Sudan Orientale, ha espresso il desiderio che l'Eritrea continui il suo ruolo positivo negli sforzi in corso per quanto riguarda il processo di pace in Darfur. Per quanto riguarda la questione delle frontiere, il funzionario delle Nazioni Unite ha sottolineato che sia il Segretario Generale che il Consiglio di Sicurezza sono preoccupati per la delimitazione dei confini con la decisione della Commissione sulla finalizzazione della demarcazione solo sulla carta.

Il sig. Mulet anche affermato che ritengono che per essere effettiva dovrebbe aver luogo la demarcazione sul terreno ed è un diritto dell’Eritrea. Inoltre egli ha dato ampio chiarimento circa le complicazioni che una situazione di questo tipo creerebbe. Rilevando che la visita del funzionario delle Nazioni Unite offre un clima favorevole per la trasmissione della posizione del governo eritreo al Segretario Generale e al Consiglio di Sicurezza, il Presidente Isaias ha sottolineato che il raggiungimento di una pace duratura in Sudan richiede un certo percorso e che il governo eritreo ha dato il dovuto contributo fin dall’Accordo di Naivasha e continuerà a farlo.

Indicando che la mancanza di coordinamento delle iniziative esterne e le controverse questioni riguardanti la natura della forza di mantenimento della pace stanno ponendo ostacoli al procedimento, il Presidente ha sottolineato che, nonostante questi problemi, l'Eritrea continuerà comunque la sua attività e il suo contributo, insieme ad altri partner internazionali e regionali, come pure l'inviato speciale delle Nazioni Unite.

Ha poi sottolineato che, a giudizio del governo eritreo, per quanto riguarda la questione delle frontiere la più grande illegalità e responsabilità gravano sul Consiglio di Sicurezza e sul Segretario Generale, e non sull’Etiopia di per sé. A questo proposito il Presidente Isaias affermato che l’occupazione continuata, per circa 5 anni, dell’Etiopia del territorio sovrano eritreo con la benedizione della missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite per Etiopia ed Eritrea (UNMEE) costituisce una grave violazione del diritto internazionale e degli accordi vincolanti, e non ha valore giuridico, politico o alcuna giustificazione morale.

Il Presidente Isaias ha aggiunto che il silenzio e la ingiustificata posizione delle Nazioni Unite, compreso il Consiglio di Sicurezza è stata e continua ad essere un fattore incoraggiante per questa situazione, e che il governo di Eritrea non è intenzionato a fare alcuna dichiarazione in questa fase per quanto riguarda la cosiddetta “demarcazione sulla carta”.

Indipendentemente da eventuali sviluppi, il Presidente ha sottolineato che la sentenza EEBC finale e vincolante non è assolutamente soggetta a cambiamenti. Aggiungendo che l’atteggiamento del regime etiope di un tipo o di un altro sostanzialmente emana da l'incoraggiamento delle stesse Nazioni Unite e dall’Amministrazione degli Stati Uniti in particolare.

Per quanto riguarda la UNMEE il presidente eritreo Isaias ha ribadito la volontà del governo di far emergere una vera soluzione per la delicata questione, come precedentemente spiegato a Kofi Annan nel corso della sua visita.

da shabait.com