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Per
i criminali
giustizia significa suicidio
21 Nov 2007 - La giustizia e i criminali sono sempre in conflitto
gli uni contro gli altri. Così per qualcuno che deliberatamente truffa e
opprime gli altri, accettare la giustizia equivale a commettere
suicidio. Credendo che accettare il verdetto della EEBC è come
suicidarsi, il regime del TPLF ha deciso di persistentemente di non
accettare la sentenza e finora ha guadagnato tempo con scuse
apparentemente plausibili mentre gioca con la vita e le opportunità di
entrambi eritrei ed etiopi .
Girare attorno a frasi come "accettare in linea di principio", "colloqui
di pace" e simili nel tentativo di ritardare l'esecuzione di una
decisione che è stata concordata per essere definitiva e vincolante, è
in effetti un rifiuto di accettare la decisione ed è una manifestazione
di disprezzo delle leggi internazionali, a prescindere dalle frasi
diplomatiche e tattiche impiegate per farlo apparire qualcosa di
diverso. Come tutti sono pienamente consapevoli il solo scenario che
dovrebbe seguire una argomentazione giuridica è la diretta attuazione
della decisione della Commissione sulla delimitazione dei confini e il
ritiro immediato dai territori occupati illegalmente senza ulteriori
obiezioni.
Stando così le cose l’evidenza è che il regime del TPLF ha anestetizzato
orecchie della gente a forza di ripetere un flusso continuo di
"dichiarazioni", la maggior parte dei quali sembrano in contrasto tra
loro. Poco tempo fa il regime stava battendo tamburi di guerra e
affermava di aver "compiuto i necessari preparativi per la guerra e che
a differenza della precedente, quella di questo inverno sarebbe stata
una guerra senza fine". Ora, appena una quindicina di giorni dopo,
l’autorità del TPLF in contraddizione con se stessa, ha affermato che
"non potrà entrare in guerra finché non ci sia aggressione dall'altra
parte. Ci auguriamo di poter risolvere il problema in una maniera
pacifica e legale".
Tuttavia la loro pretesa di non cercare di impegnarsi in una guerra
"fintanto che non sia l'altra parte a dichiarare guerra", mentre
ostacolano una decisione definitiva e vincolante e occupano illegalmente
territori sovrani dell'"altra parte", è una ironia priva di humor. Con
il rischio di affermare l'ovvio, a minare i valori di accordi
internazionali e rifiutando di ritirarsi dai territori sovrani eritrei,
il regime del TPLF ha già lanciato una aggressione contro il popolo
eritreo. Pertanto è irrilevante che la cricca del TPLF debba dichiarare
guerra o di astenersi dal farlo perché il regime ha gia da tempo
dichiarato guerra all’Eritrea.
Di conseguenza, indipendentemente dalla continuata campagna verbale del
regime del TPLF, il solo obiettivo della cricca è quello di portare
avanti la già dichiarata guerra all’Eritrea, perché fintanto che
l'accettazione del verdetto della EEBC è considerato sinonimo di
suicidio, per il regime del TPLF la guerra è la sua sola scelta. Per
evitare il suicidio dovrà nascondere la prevalenza del diritto, e la
guerra è l'unico modo per tali regimi per violare lo Stato di diritto.
Dirigendosi verso la sua scomparsa a ritmo accelerato, la sola scelta
per il regime del TPLF al momento è di mettere in pratica la guerra che
ha da tempo dichiarato all’Eritrea. Che è l'unica scelta che avrà
adottato fino alla sua inevitabile caduta!
da shabait.com
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