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Il movimento globale
giovanile Eritreo compie rapidi progressi. "I giovani non sono solo i
leader di domani, ma anche i partner di oggi".
Daniel Berhane - 9 Mag. 2009 -
Centinaia di giovani eritrei si sono recati a Roma, Italia, a metà
aprile provenienti da Europa, Nord America e Australia per prendere
parte alla quinta Conferenza europea dei giovani del Fronte popolare per
la democrazia e la giustizia (YPFDJ), portando una bella immagine in una
splendida città. Camminando in grandi gruppi per le strade di Roma uno
degli argomenti più discussi tra i delegati è stato la sorprendente
somiglianza tra Roma e Asmara: le strade, gli edifici e gli abitanti
della città che si muovono in maniera piacevole e rilassato, sono stati
alcuni degli aspetti della città che hanno portato alla mente Asmara, la
segreta città d'Africa.
L'arduo compito di organizzare e ospitare un convegno di quattro giorni
per un gran numero di persone si è manifestato appena centinaia di
giovani eritrei sono arrivati in diverse parti di Roma. Essi dovevano
essere raccolti e trasportati verso il luogo di incontro con i pullman.
Tuttavia i delegate non sembravano molto preoccupati, il che
probabilmente potrebbe essere dovuto alla loro piena fiducia nella
capacità dei loro ospiti del YPFDJ-Italia, e in parte per via della
aspettativa e dell'eccitazione che erano quasi tangibile nell’aria.
Negli ultimi cinque anni è diventata una abitudine per la gioventù
eritrea in tutto il mondo partecipare ai convegni che si tengono in
diverse parti del mondo ogni anno. Il movimento eritreo giovanile di
tutto il mondo ha incrementato le sue attività e la conferenza è una
delle tante iniziative che per i giovani ha un grande significato poiché
riguarda aspetti sociali, politici, ideologici, storici, culturali e
generazionali, e altri ancora importanti.
Nel discutere l'impatto delle attività dei giovani eritrei, è di vitale
importanza evidenziare il più ampio quadro del movimento giovanile e il
suo contesto storico. Osservando la storia del processo di costruzione
eritreo, a partire dalla generazione degli anni 40 e 50 fino all'attuale
generazione, risulta dimostrato il ruolo fondamentale e centrale della
gioventù eritrea.
In un documento pionieristico presentato alla 3° conferenza del YPFDJ,
il capo del Centro di Ricerca e Documentazione, sig. Zemheret Yohannes,
ha sottolineato che un percorso di costruzione della nazione è un
processo che prende il ruolo delle generazioni successive. Un processo
efficace di costruzione della nazione non solo esige che ogni
generazione svolga il suo ruolo, ma costituisce anche un forte legame e
una partnership con le generazioni successive, che potranno produrre una
nuova generazione capace di costruire sulla base dei risultati delle
precedenti.
L’ampio impegno in corso e gli
investimenti in tutti i settori della vita nazionale che si stanno
svolgendo in Eritrea, sono un riflesso di questo quadro. I massicci
investimenti nel settore dell'istruzione superiore, i programmi e
progetti per la gioventù per sviluppare e sfruttare al meglio le
potenzialità dei giovani e agevolare gli impegni tra i giovani e le
generazioni più anziane, e soprattutto attraverso i giovani eritrei che
svolgono un ruolo centrale nel lavoro di ricostruzione e di difesa della
nazione.
Quindi non c'è da meravigliarsi della forte materializzazione in Eritrea
di giovani istruiti, tecnicamente capaci, disciplinati, e socialmente,
culturalmente, politicamente e ideologicamente consapevoli.
Allo stesso modo, come parte integrante del presente, gli sforzi sono
stati estesi anche ai giovani della diaspora eritrea, in particolare
negli ultimi cinque anni. E'ovvio che il ruolo della diaspora eritrea
durante la lotta di liberazione eritrea e dopo l'indipendenza è stata
molto significativa.
Sparsa in tutto il mondo in vari paesi con diverse culture, lingue,
status socio-economici, la diaspora eritrea ha affrontato diversi tipi
di sfide, comprese quelle sociali, culturali, economiche e altri
problemi complessi. Questo movimento globale presenta anche delle
opportunità per la comunità della diaspora, nonché per l'Eritrea.
Il movimento giovanile eritreo descritto come "un'idea di cui è giunto
il momento" - ha un ruolo cruciale da svolgere nella creazione di una
comunità di successo, in grado di superare le sfide e le opportunità di
integrare in Eritrea la difesa e il processo di costruzione della
nazione in un modo più dinamico.
E’ in questo contesto che circa seicento giovani eritrei provenienti da
tutto il mondo si sono riuniti a Roma con l'obiettivo di condividere
idee ed esperienze, a riferire e valutare i loro progressi, delineare
progetti per il futuro e impegnarsi direttamente con gli alti dirigenti
eritrei.
I delegati sono arrivati a Roma giovedì 9 aprile 2009 in diversi luoghi
e tempi e sono stati trasportati con vari pullman alla sede della
conferenza (che si trovava qualche ora lontano dalla città).
Questo giorno ha dato inizio alla storica conferenza; i delegati a
centinaia sono ormai riuniti nella grande hall sede di incontri e di
saluti fra nuovi e vecchi amici i cui reciproci ideali si integrano l'un
l'altro.
Questi giovani eritrei sono molto differenziati nella loro professione e
istruzione; parlano molte lingue diverse. Molti sono nati e cresciuti in
paesi diversi, altri sono nati e cresciuti in Eritrea e ora vivono nelle
nazioni occidentali (alcuni da molti anni e altri da alcuni mesi), ma
ciò che spicca sopra ogni altra cosa è la loro unità e l'impegno per i
valori nazionali eritrei e la loro convinzione che la soluzione a tutto
può essere trovata solo nella costruzione di una nazione vitale e
sostenibile.
La conferenza è stata ufficialmente aperta il Venerdì mattina con una
cerimonia che ha incluso, l’alzabandiera del vessillo nazionale e il
Canto dell’inno nazionale eritreo, discorsi, e spettacoli culturali e
artistici. Il tema della conferenza era "Organizzazione e sviluppo
sociale" riflettente la rapida crescita del movimento in tutto il mondo,
che impone di affrontare questioni organizzative e il ruolo del
movimento giovanile nelle questioni sociali e nella creazione di una
forte diaspora eritrea.
L'inaugurazione ufficiale è stata seguita dalla presentazione delle
attività dello scorso anno da parte di tutti i settori, fra i quali
Italia, Svizzera, Germania, Francia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Regno
Unito, Austria, Olanda, Stati Uniti d'America, Canada, Australia e il
comitato europeo YPFDJ di coordinamento.
Le relazioni riflettevano le vaste attività svolte nelle aree tematiche
della comunità, nell’elevazione della coscienza politica e ideologica,
nei media, nella raccolta di fondi, nello sviluppo delle competenze,
nell’associazionismo e nella creazione di reti e progetti realizzati dai
membri in Eritrea. Le relazioni non solo hanno presentato ogni capitolo
dei successi dei progetti, ma hanno anche dimostrato il dinamismo e la
creatività dei giovani eritrei.
Le relazioni hanno costituito
anche una grande indicazione circa la direzione del movimento giovanile
e i progressi conseguiti finora. Una delle attività intraprese con
successo è stato lo sforzo di formare una forte e comune comprensione
delle relazioni con i giovani provenienti da tutto il Corno Africa:
Somalia, Etiopia, Sudan, Kenya e Ogaden.
Le attività sono state condotte congiuntamente con i giovani provenienti
da tutta la regione con l'obiettivo di creare una comprensione comune e
lavorando insieme per la pace e la stabilità della regione, compresi
forum, manifestazioni pacifiche contro il regime etiope e i suoi
sostenitori, media e partecipazione di i giovani provenienti da tutti i
paesi sopra indicati nella prima Conferenza della Gioventù del Corno che
si è svolta in Eritrea.
Per fortuna o purtroppo il Corno Africa si trova in una delle parti più
strategiche del mondo e con abbondanti risorse naturali, la conseguenza
di questo è stata nel concentramento di forze esterne in tutta la storia
della regione.
L'intervento straniero non solo ha impedito alla gente della regione di
risolvere i propri problemi interni in modo indipendente, ma è stato
anche la principale causa dei problemi che la regione deve affrontare.
Ad esempio il regime etiopico è un regime che terrorizza tutta la
regione, non riuscirebbero a sopravvivere per una settimana se non fosse
per il sostegno di nazioni occidentali che forniscono finanziamenti in
miliardi di dollari e altre forme di sostegno tra cui quello politico,
in cambio del fedele assecondare i propri interessi nella regione.
Un gruppo di giovani eritrei, che attraversavano la strada sulle strisce
pedonali a Roma, si sono trovati in una situazione pericolosa quando
arrivati in mezzo alla strada un’auto non si è fermata. Questo è
sembrato apparentemente normale e si può sintetizzare con la frase: "In
Francia i semafori sono rispettati, in Spagna sono suggerimenti, in
Italia sono decorazioni."
Questa affermazione può essere estesa anche al modo in cui hanno operato
gli Stati Uniti e le altri nazioni occidentali nella regione del Corno
d'Africa. I valori che predicano come la democrazia e i diritti umani
nell’intervenire nelle faccende di altre nazioni, le risoluzioni delle
Nazioni Unite, le sentenze dei tribunali internazionali, vengono
applicati secondo criteri che soddisfa solo i loro interessi. Questi
valori e lo Stato di diritto sono rispettabili quando si adattano ai
loro interessi; diventano suggerimenti quando vanno contro i loro
interessi e diventano decorazioni quando il governo interessato è un
complice nel crimine o un alleato.
I crimini del regime etiope perpetrati in Ogaden, Somalia ed Etiopia
vengono ignorati, mentre quelli in Sudan sono glorificati. Il regime
etiopico viene sostenuto al meglio nel suo ignorare la Sentenza
internazionale sulla frontiera e nella sua occupazione dei territori
eritrei. Il regime riceve anche un grande sostegno politico nel
reprimere l’opposizione popolare etiopica.
Vi è ora una profonda coscienza in tutto il Corno d'Africa circa il
ruolo negativo di un intervento esterno. Le comunità della diaspora del
Corno d'Africa, in particolare i giovani, sono ora impegnate a lavorare
congiuntamente nell’agire verso le potenze del mondo, informandole che i
loro interessi possono essere garantiti qualora vi sia la pace e la
stabilità nella regione, e che la pace e la stabilità possono essere
garantite soltanto quando l'interesse dei cittadini della regione sono
rispettati. L'imposizione di regimi fantoccio non è la soluzione, il
risultato di questo è l'attuale stato di sofferenza della regione in cui
milioni di persone sono estremamente emarginate.
Alcuni come Jandayi Frazer, l'ex
Assistant Secretary Usa for Africa (si spera che ora riposi in pace), il
regime etiopico e altri governi ed elementi che antepongono i propri
interessi a quelli della gente della regione, hanno cercato di far
credere al mondo che L'Eritrea è la fonte di instabilità nella regione
del Corno d'Africa. Questo è naturalmente un tentativo di nascondere
politiche e strategie sbagliate perseguite nella regione; e un riflesso
del fatto che essi vedono l’Eritrea come un ostacolo per l'attuazione
del loro ordine del giorno.
Contrariamente alle loro affermazioni l’impegno costruttivo dell'Eritrea
nel Corno Africa trova origine nei principi appresi attraverso la lotta
di oltre mezzo secolo, una lotta che ha definito le caratteristiche del
paese. La visione eritrea che è stata concepita decenni prima
dell'indipendenza e la realizzazione di questa visione fino a quel
momento dimostrano la forte convinzione che per l'Eritrea, per godere di
una pace permanente e tranquillità la tranquillità dei paesi vicini è
una necessità.
Da un lato il popolo eritreo è passato attraverso una sofferenza immensa
e ha sacrificato il sangue di molti lottando contro un regime sostenuto
da superpotenze per ottenere la propria indipendenza nel 1991,
aspettandosi ne più ne meno che piena proprietà del proprio destino.
Dall'altro lato il mondo è in movimento in direzione opposta; dominio
completo: l'indipendenza dei paesi ridotta a simbolica, soprattutto in
Africa e altri paesi meno sviluppati, governati dall’esterno, economie
occidentali a capo della politica economica e sociale; gestito dalla
politica occidentale unità per la diffusione della democrazia;
organizzazioni non governative di tutti i tipi e nomi che si
sostituiscono ai governanti africani; interessi commerciali nelle mani
di estranei, la pace e la sicurezza sotto le truppe di caschi blu; e
sacerdoti con bibbie e chiese nuove di zecca a dirigere la religione.
Data la sua storia e il suo carattere, l'Eritrea non è disposta a
partecipare al giubilo del nuovo ordine mondiale. Dopo la sua
indipendenza nel 1994, l'Eritrea ha tracciato il suo nuovo percorso in
un documento, la "Eritrean National Charter", che descrive la visione e
i principi del paese.
La Eritrean National Charter non è copiata da libri o da Carte di altri
paesi. Essa deriva dalla realtà del nostro paese, dalla nostra società,
e dalla nostra ricca esperienza. Non prende in prestito all'ingrosso una
qualsiasi analisi o formula tanto di moda nel mondo di oggi. Ma è
piuttosto l'esame critico delle nostre idee e il paragone con le realtà
della nostra società e la nostra esperienza, il cui obiettivo è quello
di tracciare una linea indipendente che funzioni.
Continua...
da shabait.com
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