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Missione
delle Nazioni Unite Eritrea Etiopia: un’altra missione di mantenimento
della pace delle Nazioni Unite fallita
di Sophia Tesfamariam
14 febbraio 2008 - Il 27 novembre
2007 l'Istituto per la pace degli Stati Uniti (USIP) ha convocato
un interessante dibattito, con Jean-Marc Coicaud, capo dell’ufficio
della United Nations University (UNU) presso la sede ONU di New York e
autore di Al di là degli Interessi Nazionali, dal titolo “Il futuro
delle missioni ONU di mantenimento della pace e multilateralismo in
un'era di Primato Usa sulle operazioni di mantenimento della pace delle
Nazioni Unite, i successi e gli insuccessi e il ruolo dei principali
membri del Consiglio di Sicurezza”.
Ho
partecipato sperando che nel suo libro avesse incluso la Missione delle
Nazioni Unite in Etiopia ed Eritrea (UNMEE), ma non lo aveva fatto.
Tuttavia la discussione è stata formativa ed è servita a rafforzare il
miei sospetti circa il comportamento di alcuni membri del Consiglio di
Sicurezza. Il mio interesse era sul futuro della UNMEE dal momento che
il dibattito si teneva esattamente il giorno in cui aveva effetto la
decisione di demarcazione del confine Eritrea Etiopia della Eritrea
Etiopia Boundary Commission (EEBC).
Il sig. Coicaud ha affermato che più di 93000 uomini e donne sono stati
coinvolti in missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in
tutto il mondo e ha lamentato la carenza di risorse, finanziarie e
umane, come fattori che hanno contribuito al fallimento delle missioni
delle Nazioni Unite in tutto il mondo.
L'altra è stata la mancanza
di volontà politica e il coraggio del Consiglio di Sicurezza e, in
particolare, il diritto di veto detenuto dai cinque membri, Cina,
Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Il sig. Coicaud ha affermato
che i 5 membri del Consiglio di sicurezza con diritto di veto hanno solo
badato ai loro interessi e che il loro ristretto modo di comprensione
dei loro diritti e responsabilità, hanno guastato le decisioni del
Consiglio di Sicurezza su questioni di interesse internazionale.
Egli ha detto
che i potenti membri del Consiglio di sicurezza sono stati i
"sottoscrittori", nonché gli "affossatori" del sistema delle Nazioni
Unite. Egli ha detto che le decisioni del Consiglio di sicurezza (SC),
erano prese per promuovere e far avanzare gli interessi nazionali dei
suoi potenti membri:
"… Minare la legittimità del diritto internazionale, la legittimità
dello Stato di diritto, la legittimità del sistema delle Nazioni Unite,
la legittimità delle politiche condotte in nome del sistema
internazionale…"
Appena ha parlato ho pensato alle oltre due dozzine di risoluzioni del
Consiglio di sicurezza che erano state adottate sulla questione di
confine Eritrea Etiopia e come l'Etiopia abbia rifiutato di rispettarne
una qualsiasi di queste. Ho pensato ai 6 anni della Commissione Confini
Eritrea Etiopia e alla sua lotta per attuare gli accordi di Algeri e
agli attacchi e intimidazioni che ha dovuto sopportare, quando l'Etiopia
ha cercato di modificare, rivisitare, rivedere e anche invertire la sua
decisione finale e vincolante.
Ma soprattutto mi sono ricordata come Kofi Annan, l'ex Segretario
Generale delle Nazioni Unite avesse compromesso la sua neutralità e
integrità e tentato di ostacolare la giustizia attraverso l'introduzione
illegale di interventi e fornendo a Meles Zenawi protezione diplomatiche
e politiche facendosi beffa del diritto internazionale e violando la
Carta delle Nazioni Unite. Ho capito fin troppo bene ciò che Jean-Marc
Coicaud stava dicendo al suo pubblico. Oggi Ban Ki Moon sta seguendo le
orme macchiate di sangue di Kofi Annan.
Ban Ki Moon ha iniziato il suo incarico imitando Kofi Annan nei
pregiudizi e distorsioni circa il ruolo e lo status della Unmee, ed è
ora impegnato in una tattica diversiva e salva faccia destinata a
coprire i fallimenti del Consiglio di Sicurezza e l’incapacità di
difendere il diritto internazionale. Ban Ki Moon, ha già compromesso la
sua credibilità rimanendo in silenzio pur consapevole della violazione
di Meles Zenawi della sovranità e integrità territoriale della Somalia e
del massacro di migliaia di somali.
Nascondendo la
testa sotto la sabbia, negando la verità e seguendo ciecamente Jendayi
Frazer e il Dipartimento di Stato americano non otterrà più rispetto, né
si sottrarrà alla sua responsabilità morale e giuridica ai sensi della
Carta delle Nazioni Unite. Le sue azioni sono anche una chiara
violazione dell'articolo 100 della Carta delle Nazioni Unite, che dice
chiaramente:
"… Nello svolgimento delle loro funzioni, il Segretario generale e il
personale non sollecitano né ricevono istruzioni da alcun governo né da
alcun altra autorità esterna all'Organizzazione. Essi si astengono da
qualsiasi azione che potrebbe avere riflesso sulla loro posizione di
funzionari internazionali responsabili solo per l'Organizzazione…
Ogni
membro delle Nazioni Unite si impegna a rispettare il carattere
esclusivamente internazionale delle responsabilità del segretario
generale e del personale e a non cercare di influenzarli nell'esercizio
delle loro responsabilità… "
Contrariamente a ciò che i media occidentali segnalano oggi è stata
l'Etiopia, che ha minato il mandato della UNMEE fin dall'inizio.
Permettetemi di presentare i fatti, perché non si perdano nel vortice
delle mal consigliate, incoerenti e auto contraddittorie dichiarazioni
di Ban Ki Moon circa la Unmeee e l’Eritrea:
(I) Istituzione della Zona di sicurezza temporanea (TSZ)
L'accordo di cessazione delle ostilità richiedeva che Etiopia
dispiegasse le proprie forze sulla posizione pre-sei maggio 1998, e che
l’Eritrea riorganizzasse le forze a 25 chilometri dalle posizioni
etiopi. Quando la Unmee fornì a entrambe le parti le mappe del
ri-dispiegamento, l'Etiopia rifiutò di accettare le mappe e insistette
su adeguamenti al confine meridionale della TSZ.
Il 18 aprile
2001 Legwaila Joseph Legwaila, l'allora capo della Unmee, invece di
rimanere neutrale e segnalare semplicemente la sfida dell’Etiopia,
trascurando il suo "carattere esclusivamente internazionale", e
assecondando le richieste di Washington, annunciò la "creazione" della
TSZ e difese ulterioriormente la sua evidente parzialità verso l'Etiopia
dicendo:
"…
come ho detto abbiamo negoziato con gli etiopi circa l’area di Irob
abbiamo scoperto dove si trovavano in seguito alle verifiche del
ri-dispiegamento. Abbiamo negoziato e abbiamo scoperto che era una
perdita di tempo perché non si sarebbero spostati da lì.
Dicono
che si trovano dove era la loro linea di amministrazione il 6 maggio
1998 e non hanno intenzione di andarsene, a che scopo continuare a
insistere sul fatto che essi dovrebbero andarsene
quando ci hanno letteralmente detto di non
provarci a spostarli da quelle posizioni… Nessuno era disposto a sfidare
gli etiopici su quell’argomento e per questo motivo abbiamo detto al
Presidente che si tratta di un caso tipico per la Commissione Confini.
Che quella era l’unica soluzione, visto che
dalla risoluzione del caso Irob dipendeva molto il progresso della
creazione della TSZ e il processo di pace in generale, come dire se non
si vuole la creazione della TSZ non si vuole il progresso nell’accordo
di pace…”
Fin dall'inizio invece di far
rispettare gli Accordi di Algeri, che prevedevano chiaramente le azioni
punitive che dovevano essere intraprese se una delle parti non avesse
soddisfatto i suoi obblighi, Kofi Annan, l'ex Segretario Generale,
scelse di rabbonire il suo amico personale, il primo ministro
dell'Etiopia, violando gli accordi che egli personalmente aveva firmato
e dei quali era stato testimone.
(II) La questione dei voli diretti tra le due capitali
Il 15 gennaio 2000, poco più di un mese dopo la firma di accordi di
Algeri, la Unmee rilasciò la seguente dichiarazione:
"… La Missione delle Nazioni Unite in Etiopia e in Eritrea (UNMEE) ha
inaugurato oggi un collegamento aereo diretto ad alta quota tra Addis
Abeba, Etiopia, e Asmara, Eritrea. Il percorso aereo è stato istituito
con voli tra le due capitali con aerei G-222 delle Nazioni Unite.
Il nuovo
accesso aereo e tutte le altri accessi vie terra e via aria che sono
stati aperti tra i due paesi fino a oggi, devono essere utilizzati
secondo il mandato a sostegno delle attività della Unmee, tra cui il
dispiegamento di 4200 soldati della pace tra le due forze, e incontrare
le esigenze logistiche e di mediche dei soldati della pace … "
Ma poi il 17 gennaio 2001 solo due giorni dopo l'inizio dei voli diretti
il leader del regime di minoranza in Etiopia rinnegò il suo impegno
dichiarato in occasione dell'accordo di Algeri, e la Unmee fu costretta
a emettere un altro comunicato stampa. Questo è ciò che essi hanno poi
detto in risposta del voltafaccia di Meles Zenawi:
"… Le autorità eritree sono state disponibili ad autorizzare i voli
Unmee con il percorso diretto tra le due capitali utilizzato dai voli
commerciali prima dell’ iniziò delle ostilità nel 1998. Le autorità
etiopiche si sono dette disposte ad autorizzare i voli Unmee su un
percorso che richiede una deviazione ... le Autorità etiopiche restano
riluttanti a consentire l'uso del percorso diretto, senza deviazione ...
"
Ancora una volta, invece di mantenere il suo "carattere esclusivamente
internazionale", il Segretario generale, nella sua relazione trimestrale
sullo stato di avanzamento della questione Eritrea Etiopia al Consiglio
di sicurezza, ponendo la parte che non aveva accettato, l'Etiopia, alla
pari con quella che aveva accettato, l'Eritrea, decise di travisare la
verità (coprendo la intransigenza etiopica), invitando il Consiglio di
Sicurezza a "... sollecitare le due parti a consentire voli diretti".
III) Sfratto di Jean Victor Nkolo, primo portavoce della Unmee,
dall’Etiopia
Poco dopo che la Commissione Confine Eritrea Etiopia (EEBC) aveva emesso
il suo definitivo e vincolante verdetto il 13 aprile 2004, ri-affermando
la sovranità dell’Eritrea su Badme, un gruppo di giornalista visitò
Badme. Come se Jean Victor Nkolo, il primo portavoce della Unmee, avesse
violato il suo mandato portando li i giornalisti, il regime genocida,
ladro di voti, ingannevole e di minoranza in Etiopia, chiese
immediatamente la rimozione di Jean Victor Nkolo dalla zona.
Non gli fu dato nemmeno
il tempo sufficiente per raccogliere le sue cose e dire addio ai suoi
amici e colleghi etiopi. Il Segretario Generale, assecondando il suo
amico Meles sostituì immediatamente il sig. Nkolo, violando il
"carattere esclusivamente internazionale" del sig. Nkolo. La comunità
internazionale non avanzò una singola protesta, per non parlare della
richiesta di una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza.
continua...
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