Lettera di Tomas a Marianna

Jumbo Africa Blog - Buona sera a tutti, Sono un giovane eritreo nato e cresciuto in Italia. Ho letto casualmente l'articolo di Marianna. Vorrei invitare Marianna a non fidarsi di quello che dice una sola persona, ma a sentire anche il parere degli altri eritrei. Cerchi di parlare con le persone che hanno dedicato tutta una vita a fare dell'Eritrea un paese libero e persone che sono disposte a morire per il bene del loro popolo. Afewerki e il suo Governo sono tra questi ultimi!

Negli ultimi anni hanno dovuto prendere scelte difficili per il bene del loro popolo. Scelte che hanno creato molti nemici offesi, i quali per vendetta personale vanno diffamando l'operato del Governo. Ovviamente non si parla dell'istruzione distribuita a tappeto su tutto il territorio, delle centinaia di scuole costruite nei villaggi più remoti, del micro-credito per artigiani e agricoltori, della diffusione dei centri di assistenza sanitaria nei posti più remoti, in Eritrea (a differenza di altri paesi africani definiti democratici e liberi) non si muore di fame, il governo riesce a garantire cibo a TUTTA la popolazione...

Potrei andare avanti per molto... Sono state fatte tante cose e vengono continuate a fare nonostante la situazione del paese. L'Eritrea non è composta solo da Asmara, ma anche da tanti piccoli villaggi e città che in passato soffrivano condizioni pietose di fame e povertà, ora non più.

Cara Marianna, non hai scritto però che dopo la fine della guerra con l'Etiopia e la demarcazione dei confini con il patto di Algeri, i soldati etiopi sono rimasti su quello che era stato riconosciuto territorio eritreo. Questa presenza è una costante minaccia per il paese, minaccia di una nuova invasione e una nuova Guerra. Questa presenza influenza molto la politica globale del paese.

Ti assicuro che se non fosse per essa la situazione sarebbe diversa. Afewerki ha avuto il coraggio di prendere scelte antipatiche, ma ciò non vuol dire che egli possa essere definito dittatore. Egli Governa come i Papà di una volta crescevano i loro figli: autorevolezza.

Per testimonianza: ho sentito con le mie orecchie alcuni ragazzi emigrati recentemente chiamare Afewerki come "Abboi Iseias" (trad.:"Papà Iseias"). Ma allora perché viene chiamato così da chi si dice fugga da lui e il suo "regime"? C'è qualcosa di più complesso. Egli è amato dalla stragrande maggioranza del suo popolo. E' considerato personaggio scomodo da chi vuole mettere le mani sull'Eritrea e sa che Afewerki è l'ostacolo più grande.

Il fenomeno dell'immigrazione è un fenomeno così complesso, ma non credo che gli eritrei scappino dalle torture dell'inferno. Il paese vive un clima di tensione dovuto alla presenza militare etiope e la paura di una nuova guerra, credo che la gente scappi da questo clima e non dalla "dittatura". Prova a fare questo esperimento:parla con tanti altri ERITREI. Giovani e adulti. Che conoscono bene il loro paese e la loro cultura. E cerca di capire chi parla per interessi personali e chi per il bene dell'Eritrea.

Scusate se ho scritto troppo.

Tomas

da Jumbo Africa Blog


   Commenta la notizia nel Forum                                  Torna alla Home page