Lettera di Araya Desta al
Consiglio di Sicurezza U.N.
su Gibuti/Somalia 

Eccellenze,

lasciatemi per prima cosa accogliere il rapporto del Segretario Generale sull’Eritrea (S/2010/327).

Mentre il rapporto non è privo di inesattezze e ripete alcune delle erronee e infondate accuse contro l’Eritrea, compresa quella che l’Eritrea avrebbe invaso territori di Gibuti quando di fatto questo non è avvenuto, i fatti e le analisi che  presenta sottolineano l’assoluta ingiustizia delle sanzioni imposte all’Eritrea.

Gli sviluppi degli ultimi mesi sia sulla questione di Gibuti che su quella della Somalia, sottolineate nel rapporto, dimostrano che non sussiste più alcun pretesto per il mantenimento delle sanzioni.

Come notato nel rapporto, l’accordo firmato dai Governi di Eritrea e Gibuti con la mediazione del Governo del Quatar, i cui buoni uffici sono stati richiesti da Gibuti, è uno sviluppo positivo.

Sulla Somalia l’Eritrea ha continuato ad articolare i suoi ponderati punti di vista e a esercitare sforzi per una pace sostenibile. Ha partecipato alla Conferenza di Istanbul grazie al cortese invito del Governo di Turchia e delle Nazioni Unite.

Non sarebbe appropriato attribuire altre interpretazioni a questa partecipazione se non quella del sincero desiderio dell’Eritrea, al pari di altri partecipanti, di una soluzione coraggiosa e duratura. A Istanbul l’Eritrea ha ribadito il concetto che gli sforzi per una soluzione dovrebbero essere guidati da principi certi:

-         Che non ci può essere una soluzione militare per il conflitto in Somalia

-         Che l’unica prospettiva reale per una soluzione finale al problema somalo risiede in un processo politico complessivo e

-         Che una soluzione duratura per la Somalia può derivare solo da un processo controllato e guidato dai somali.

 L’Eritrea concorda con il punto di vista del Segretario Generale sull’importanza di conformità alla decisione della Commissione Confini (E.E.B.C.) per la promozione della pace e della stabilità nel Corno d’Africa. E’ chiaramente giunto il momento, e la giustizia lo rende imperativo, per il Consiglio di Sicurezza delle N.U., che si è astenuto in maniera ingiustificata dalla questione, prendere tangibili misure per costringere l’Etiopia a ritirarsi dai territori sovrani eritrei che sta occupando in flagrante violazione della Carta delle N.U. e le Leggi internazionali.

Il Segretario Generale nel suo rapporto suggerisce all’Eritrea di fare di più senza fornire ulteriori spiegazioni. Ovviamente tutti i paesi del mondo dovrebbero fare di più. Chiaramente  l’Etiopia dovrebbe rispettare la decisione della E.E.B.C.  e porre fine alla occupazione illegale dei territori eritrei. Per quanto riguarda le Nazioni Unite giustizia e correttezza vorrebbero che le ingiuste sanzioni ingiustificabilmente applicate all’Eritrea fossero rimosse.

 La prego Eccellenza di accettare i sensi della mia più alta considerazione con preghiera di trasmettere al presente lettera agli atti del Consiglio di Sicurezza.

29/06/2010

Araya Desta

Ambasciatore della
Rappresentanza Permanente
dell’Eritrea presso le U.N.


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