Lettera dell'Organizzazione
degli eritrei americani alle N.U.

A S.E. l'Ambasciatore Thomas Mayr-Harting della Missione permanente dell'Austria presso le Nazioni Unite

Vostra Eccellenza, Come americani di origine eritrea, vorremmo esprimere ancora una volta il nostro profondo rammarico che un progetto di risoluzione, che risulta circolare tra i membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU, chieda sanzioni contro l'Eritrea per presunte forniture di armi ai ribelli somali nonostante queste accuse si siano dimostrate immotivate, prive di fondamento ed estremamente imprudenti.

Inoltre è incomprensibile che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ritenga opportuno tenere in considerazione tali accuse prodotte, orchestrate, e sostenute dai nemici tradizionali dell'Eritrea, per ragioni che nulla hanno a che fare con la Somalia, ignorando i casi che sono cruciali per la pace e la sicurezza del Corno d'Africa. In effetti, questa e simili altre accuse prefabbricate, sono state progettate per indebolire l'Eritrea e sostenere  il regime di minoranza dominante in Etiopia, nel conflitto in corso tra le due nazioni.

Ancora una volta vorremmo ricordare al Consiglio di sicurezza dell'ONU che tali affermazioni sono state da tempo confutate. Il progetto di risoluzione è radicato in una serie di accuse fabbricate dal cosiddetto Gruppo di monitoraggio sulle armi delle Nazioni Unite, a partire dal 2006, quando, nel tentativo di fornire una copertura all'invasione etiopica della Somalia, il gruppo ha cercato di inquadrarla come una proxy war Eritrea Etiopia, inventando la presenza di 2000 militari eritrei in Somalia.

Tuttavia, come tutto il mondo oggi sa, questa si rivelò essere pura invenzione. Inoltre l'aereo che l'Eritrea secondo le accuse sarebbe stato utilizzato per il trasporto di armi e combattenti in Somalia si rivelò essere un altra fabbricazione, quando l'aereo è stato trovato schiantato in Uganda mentre era in uso alla Dyn Corporation, un appaltatore per i militari statunitensi e di servizio di intelligence.

E' anche importante ricordare che il Segretario delle Nazioni Unite Rappresentante speciale per la Somalia, il signor Ahmedou Ould-Abdallah, ha ammesso che non vi sono prove che collegano l'Eritrea alle accuse del Gruppo di monitoraggio. E' anche estremamente imprudente continuare a lanciare una tale valanga di accuse infondate nei confronti di una nazione sovrana che si trova in una delle regioni più volatili d'Africa.

Questo porta a esacerbare i rapporti già tesi tra le nazioni, aggiungendo conflitti in questa regione devastata dalla guerra. Come americani di origine eritrea abbiamo tutto l'interesse a vedere la pace, la stabilità e la sicurezza restituite alla regione del Corno. Tuttavia usare l’Eritrea come capro espiatorio non è il modo di arrivarci.

Infine chiediamo nuovamente l'attenzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu su una obiettiva, equa e informata valutazione della situazione in Somalia, in modo che possa trovare la pace in quella nazione. Ma siamo assolutamente certi che imporre sanzioni all’Eritrea basandosi su accuse infondate non porterà la pace e la sicurezza in Somalia o nel resto del Corno d'Africa. In realtà è probabile che possa ulteriormente esacerbare le tensioni che già ribollono tra i popoli di quella regione.


Cordiali saluti,
L'Organizzazione degli eritrei americani


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