|
|
||
|
|
||
|
Lettera dell’Ambasciatore
Araya Desta Eccellenza, ho preso atto del promemoria presentato dal Dipartimento delle Nazioni Unite operazioni di mantenimento della pace, del 22 luglio 2008, precisante le opzioni su "come le Nazioni Unite potrebbero sostenere efficacemente [Eritrea ed Etiopia] nella piena realizzazione degli accordi di Algeri". Fin dall'inizio desidero sottolineare che l'unico efficace sostegno che le Nazioni Unite, in particolare il Consiglio di sicurezza, potrebbero dare è quello di offrire il loro pieno sostegno all’imparziale e indipendente organismo arbitrale, la Commissione Confini Eritrea Etiopia (EEBC), e la sua decisione di demarcazione del 27 novembre 2007. Infatti, in conformità con le disposizioni degli articoli 2.3 e il 2.4 della Carta delle Nazioni Unite e l'articolo del 4.15 Algeri accordo, è compito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite assicurare il rispetto della sovranità e integrità territoriale di un paese membro delle Nazioni Unite. Purtroppo le diverse opzioni presentate in precedenza e più o meno ripetute nel promemoria del 22 luglio del Dipartimento per le Operazioni di Peacekeeping (DPKO) evitano totalmente questo problema cardinale. Il senso e l’attenzione delle opzioni sembrano essere orientati a prevenire una presunta ripresa delle ostilità attraverso una presenza permanente di osservatori delle Nazioni Unite, legittimando di fatto l’ illegale occupazione etiopica di territori sovrani eritrei. La nozione di un inviato speciale delle Nazioni Unite in questa fase avanzata del processo asseconda ulteriormente la persistente richiesta dell’Etiopia di un meccanismo alternativo per manomettere e modificare le determinazioni di delimitazione e demarcazione delle EEBC. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non può chiaramente intrattenersi o indulgere in questa grave violazione degli accordi di Algeri. L’Eritrea non può accettare questo stato di cose per tutti i convincenti motivi citati. L’Eritrea non avrà problemi a ripristinare relazioni di buon vicinato con l'Etiopia. Noi siamo vicini destinati a vivere insieme e in armonia con il popolo etiope. Non vogliamo vivere in tensione permanente o in virtù di una debole pace che è mantenuta e controllata da una terza forza. Perché questo avvenga l’ Etiopia deve ritirare le sue truppe dal territorio eritreo sovrano. L’occupazione illegale di territori eritrei in violazione della Carta delle Nazioni Unite e dell’accordo di Algeri è il vero ostacolo che resta da affrontare. L'Eritrea si aspetta e invita le Nazioni Unite a canalizzare i loro sforzi per affrontare l’ostacolo cardinale. Voglia accettare, Eccellenza, i sensi della mia più alta considerazione e Le sarei molto grato se questa lettera e il suo allegato (lettera del presidente del consiglio di Eritrea Etiopia Boundary Commissione) potesse essere distribuita come documento del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. 24 luglio 2008 Araya DESTA Ambasciatore, Rappresentante permanente dell’Eritrea presso le N.U. Commenta la notizia nel Forum Torna alla Home page
|