Lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite a riguardo della relazione sugli sviluppi della questione Etiopia-Eritrea  

      

H.E. Mr. Ban Ki-Moon
Secretary General United Nations,
New York, NY 10017

Eccellenza,

La prego, Eccellenza, di permettermi  alcune osservazioni sulla sua relazione (S/2007/250) del 30 aprile 2007 sullo stato di avanzamento relativo a Etiopia ed Eritrea. L'intenzione di questa lettera non è di entrare nei dettagli della relazione sullo stato di avanzamento, ma di evidenziare semplicemente i punti cardine che devono essere chiariti.

La relazione sullo stato di avanzamento tenta di dimostrare la mancanza di progresso nel processo di pace fra Eritrea e l'Etiopia come "impasse" o "stallo" generati da entrambi le parti. Ciò è in disaccordo con i fatti. Sarebbe stato molto utile per il rapporto dichiarare apertamente il problema che tiene in ostaggio il processo di pace. Se non si facesse questo la necessaria attenzione sulla questione centrale verrebbe sprecata come gli ultimi cinque anni hanno ampiamente dimostrato.

Non c'è impasse o stallo. C'è soltanto il rifiuto illegale dell'Etiopia della risoluzione finale e vincolante dell'EEBC (Eritrea Etiopia Border Commission). L'Etiopia è andata oltre lo sfrattare l'EEBC dalla zona; ha rifiutato il suo contributo finanziario all'EEBC; e ha ostacolato il lavoro dell'EEBC con tutti i mezzi di diversione. In queste circostanze, attribuire la colpa ad entrambe le parti è ingiusto ed inaccettabile.

Il governo dell'Etiopia  ha preso la abitudine di rilasciare dichiarazioni che sono vuote e contraddittorie. Contemporaneamente ha dato notizia alla Comunità internazionale di aver accettato la decisione della Commissione di delimitazione dei confini "in linea di principio". Ora, come dichiarato nel rapporto: "L'Etiopia ha evidenziato che ha accettato la decisione di delimitazione, mentre sostiene che i problemi che possono risultare dalla delimitazione del confine possono essere risolti soltanto con il dialogo con l'Eritrea".

Il rapporto inoltre dichiara: "La posizione dell'Etiopia per quanto riguarda la cooperazione con la Commissione di delimitazione nell'implementazione delle decisioni rimane un fattore importante per la corrente impasse". Deve essere ricordato che la EEBC è stata formata in conformità con l'articolo 4.2 dell'accordo di pace di Algeri che ha decretato: "le parti acconsentono che sarà istituita una Commissione di delimitazione neutrale composta da cinque membri con il mandato per delimitare e demarcare il confine del trattato coloniale basato sui trattati coloniali pertinenti (1900, 1902 e 1908) e applicabile sul diritto internazionale. La Commissione non avrà il potere di prendere  decisioni "ex aequo et bono".

Le disposizioni salienti dell'accordo di Algeri sono inoltre inequivocabili sia per quanto riguarda finalità legale che in termini di strumenti correttivi di applicazione. Queste disposizioni legali inequivocabili malgrado il fatto che il processo di delimitazione potrebbe essere realizzato in pochi mesi, inizialmente è stato contrastato e successivamente platealmente impedito impunemente dall'Etiopia. L'Etiopia ha occupato e continua a occupare territori sovrani dell'Eritrea in violazione flagrante dell'accordo di Algeri, della decisione dell'EEBC e della carta dell'ONU. L'Etiopia è persino andata oltre allestendo nuovi insediamenti di popolazione nei territori sovrani dell'Eritrea e ha ignorato la risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata nel settembre 2002, che la invitava a rescindere le misure illegali entro 30 giorni.

Dovrebbe essere rimarcato che non è facoltà dell'Etiopia tracciare le procedure e direttive di demarcazione. Le procedure e le direttive di demarcazione sono già state formulate dall'EEBC con l'accordo delle due parti. I problemi tecnici che si possono presentare durante la delimitazione inoltre sono chiaramente specificati nelle direttive di demarcazione.

La violazione sfacciata dell'Etiopia del diritto internazionale e la sua occupazione illegale dei territori sovrani dell'Eritrea,  Stato membro dell'ONU, è indubbiamente la causa della tensione e dell'insicurezza nella regione. Che potrebbe anche precipitare in una nuova ripresa delle ostilità con conseguenze terribili per la pace e la stabilità regionali.

È un fatto risaputo che l'Eritrea ha aderito all'accordo senza condizioni. Infatti, l'Eritrea ha mantenuto il suo fermo impegno, per cinque interi anni, nei confronti dell’ autorità e della decisione della Commissione Confini Eritrea-Etiopia. È triste e imperdonabile osservare l'ingiustizia e la parzialità dell'ONU iniziate nel 1952 nei confronti dell’Eritrea continuino anche in questa era moderna.

Mentre mi congratulo della sua decisione di nominare un nuovo rappresentante speciale per l'UNMEE (Unite Nation Mission Eritrea Etiopia) ad assumere la responsabilità che è stata tenuta dall'ambasciatore Legwaila, mi lasci cogliere questa opportunità per ribadire la preoccupazione della mia delegazione circa la allusione fatta al "Rappresentante Speciale Sostituto" nel rapporto il quale ha operato illegalmente nel Novembre 2006 da Addis Ababa nonostante le ripetute proteste del mio governo. L'Eritrea ha rifiutato il summenzionato "SRSG" (Special Rapresentative Secretary General (UN)) o l'"SRSG sostituto" per dirigere l'UNMEE da qualunque luogo, poiché in contrasto con l'accordo firmato fra le parti e le Nazioni Unite.


Voglia gradire, Eccellenza, le assicurazioni della mia più alta considerazione e le sarei riconoscente se la presente lettera fosse distribuita come documento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

 

Ambasciatore Araya Desta 

Rappresentante Permanente del Governo dell'Eritrea

presso le Nazioni Unite