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Lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite a riguardo della relazione sugli sviluppi della questione Etiopia-Eritrea
H.E. Mr. Ban Ki-Moon
Eccellenza, La relazione sullo stato di avanzamento tenta di dimostrare la mancanza di progresso nel processo di pace fra Eritrea e l'Etiopia come "impasse" o "stallo" generati da entrambi le parti. Ciò è in disaccordo con i fatti. Sarebbe stato molto utile per il rapporto dichiarare apertamente il problema che tiene in ostaggio il processo di pace. Se non si facesse questo la necessaria attenzione sulla questione centrale verrebbe sprecata come gli ultimi cinque anni hanno ampiamente dimostrato.
Non c'è impasse o
stallo. C'è soltanto il rifiuto illegale dell'Etiopia della risoluzione
finale e vincolante dell'EEBC (Eritrea Etiopia Border Commission).
L'Etiopia è andata oltre lo sfrattare l'EEBC dalla zona; ha rifiutato il
suo contributo finanziario all'EEBC; e ha ostacolato il lavoro dell'EEBC
con tutti i mezzi di diversione. In queste circostanze, attribuire la
colpa ad entrambe le parti è ingiusto ed inaccettabile. Il rapporto inoltre dichiara: "La posizione dell'Etiopia per quanto riguarda la cooperazione con la Commissione di delimitazione nell'implementazione delle decisioni rimane un fattore importante per la corrente impasse". Deve essere ricordato che la EEBC è stata formata in conformità con l'articolo 4.2 dell'accordo di pace di Algeri che ha decretato: "le parti acconsentono che sarà istituita una Commissione di delimitazione neutrale composta da cinque membri con il mandato per delimitare e demarcare il confine del trattato coloniale basato sui trattati coloniali pertinenti (1900, 1902 e 1908) e applicabile sul diritto internazionale. La Commissione non avrà il potere di prendere decisioni "ex aequo et bono".
Le disposizioni
salienti dell'accordo di Algeri sono inoltre inequivocabili sia per
quanto riguarda finalità legale che in termini di strumenti correttivi
di applicazione. Queste disposizioni legali inequivocabili malgrado il
fatto che il processo di delimitazione potrebbe essere realizzato in
pochi mesi, inizialmente è stato contrastato e successivamente
platealmente impedito impunemente dall'Etiopia. L'Etiopia ha occupato e
continua a occupare territori sovrani dell'Eritrea in violazione
flagrante dell'accordo di Algeri, della decisione dell'EEBC e della
carta dell'ONU. L'Etiopia è persino andata oltre allestendo nuovi
insediamenti di popolazione nei territori sovrani dell'Eritrea e ha
ignorato la risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata nel
settembre 2002, che la invitava a rescindere le misure illegali entro 30
giorni. Mentre mi congratulo della sua decisione di nominare un nuovo rappresentante speciale per l'UNMEE (Unite Nation Mission Eritrea Etiopia) ad assumere la responsabilità che è stata tenuta dall'ambasciatore Legwaila, mi lasci cogliere questa opportunità per ribadire la preoccupazione della mia delegazione circa la allusione fatta al "Rappresentante Speciale Sostituto" nel rapporto il quale ha operato illegalmente nel Novembre 2006 da Addis Ababa nonostante le ripetute proteste del mio governo. L'Eritrea ha rifiutato il summenzionato "SRSG" (Special Rapresentative Secretary General (UN)) o l'"SRSG sostituto" per dirigere l'UNMEE da qualunque luogo, poiché in contrasto con l'accordo firmato fra le parti e le Nazioni Unite.
Ambasciatore Araya Desta Rappresentante Permanente del Governo dell'Eritrea presso le Nazioni Unite
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