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Lettera a "Il Fatto Quotidiano" Si lo confesso avevo riposto ne “il Fatto Quotidiano” molte speranze per un futuro editoriale migliore, illuminato e veramente indipendente; nel corso della campagna abbonamenti le premesse sembravano esserci tutte; bastava solo aspettare i primi numeri e verificare se la tanto attesa svolta si era finalmente trasformata in concreta realtà. I primi articoli di politica nazionale si sono rivelati buoni secondo le aspettative poi all’improvviso come un fulmine a ciel sereno è arrivato l’articolo di Maurizio Chierici “Afeworki. Un collega imbarazzante” che definire approssimativo, disinformato e diffamante è poco. Che delusione; neanche Alberizzi e Farina, ai quali certamente l’autore si è ispirato, erano riusciti a confezionare un tale campionario di luoghi comuni che non solo offende per le falsità che contiene le molte migliaia di eritrei che vivono in Italia, ma anche tutti noi lettori traditi da chi ancora una volta ha violato le più elementari regole della deontologia professionale. Maurizio Chierici ha dimostrato non solo di non conoscere minimamente la realtà dell’Eritrea, ma anche di non aver voluto neanche tentare un minimo approfondimento pur di raggiungere il suo scopo. Voleva colpire Berlusconi? Non è questo il modo di farlo e l’articolo si rivelerà un boomerang; noi lettori ci meritiamo di più. E pensare che “il Fatto Quotidiano” doveva essere: “…un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi…” Se queste sono le premesse… Cordiali saluti Stefano Pettini Commenta la notizia nel Forum Torna alla Home page
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