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Le
isole Dahlak, il paradiso
tropicale d’Eritrea
di Fabrizio Barsuglia
Lucca Live - Le isole Dahlak, senza alcun dubbio, la meta più bella
e suggestiva che abbia mai visitato. 360 tra isole e isolette che
offrono spiagge incantevoli e limpide acque dove immergersi e scoprire
un mondo sommerso unico, tra coralli e relitti subacquei. Le isole
eritree sono uno dei più belli e meno conosciuti paradisi tropicali
dell’Africa. Dichiarate da tempo riserva nazionale, possono essere
visitate previa autorizzazione governativa.
Per raggiungere questo meraviglioso paradiso, si
scende verso la costa partendo dalla capitale Asmara, che si trova a
2360 metri di altitudine. Dopo circa 2 ore di viaggio (circa 110 km) si
raggiunge Massawa, la città portuale più importante lungo la costa, da
qui ci si imbarca alla volta delle isole Dahlak e il sogno può
cominciare. Ci sono diversi Diving ed avrete la possibilità anche di
“noleggiare una barca veloce con tanto di capitano per cifre
ragionevoli.
L’Arcipelago delle Dahlak, come vi dicevo, è riserva nazionale,
denominata “Parco Nazionale Marino delle Dahlak”, e non potrebbe essere
altrimenti vista la preziosità dell’ambiente naturale che accoglie più
di mille specie differenti di pesci. Vale la pena citare alcune delle
varietà che è possibile trovare solo da queste parti: gli “snapper”, i
lucci, gli “sweetlips”, i pesci unicorno e i fucilieri, i pesci
farfalla, i pesci angelo, le razze, le murene, i pesci giraffa, il pesce
pappagallo, il pesce chirurgo e il pesce cardinale, oltre a ben cinque
tipi diversi di tartarughe tra cui le famose “Hawksbill” e la tartaruga
verde. Si possono ammirare molte specie di delfini tra cui la “sousa”
dell’Oceano Indiano e la “stenella tropicale”.
Solo quattro isole sono abitate e la popolazione vive di pastorizia,
allevando cammelli e capre, oltre a vendere dei piccoli suvenir ai pochi
turisti che hanno la fortuna di passare da queste parti. Rarità
faunistiche, come il curioso dugongo (o bue marino, mammifero erbivoro
che può raggiungere anche il peso di una tonnellata) ed emozioni
paesaggistiche rendono il posto davvero speciale. Specie se si è
appassionati di snorkeling e immersioni. Sulle spiagge ci si imbatte
tranquillamente in graziosi branchi di granchi e, tuffandosi nel mare,
di una trasparenza senza eguali, si scorgono fondali incontaminati
ricchissimi di ogni sorta di molluschi, coralli, echinodermi, ricci e
stelle marine.
Le isole migliori per lo snorkeling, e anche
più vicine dalla costa, sono la Green Island e le isole Entrea e Harat.
Isole e isolotte, ciascuna un gioiello a parte. Una citazione spetta
anche agli uccelli che potrete ammirare da queste parti. Le isole sono
uno “scalo naturale” per moltissime specie migratorie, che hanno scelto
non a caso questi posti incontaminati anche per nidificare.
Nell’isola più grande, Dahlak Kebir, popolata da antilopi e gazzelle, ci
sono dei villaggi e anche un piccolo Albergo a “tukul”. Se siete
veramente appassionati di mare ed amate dormire in barca, potete
scegliere di soggiornare su i tradizionali Sambuco, barche completamente
attrezzate e complete di ogni confort.
Tra le meraviglie del mondo sommerso del Mar Rosso d’Eritrea fanno parte
anche alcuni relitti di navi, ormai parte integrante dell’habitat
dell’arcipelago. Più di 60 relitti subacquei al largo delle isole, di
cui solo alcuni possono essere visitati. Tra questi la nave Nazario
Sauro, imbarcazione utilizzata per il servizio di collegamento tra
l’Italia e le sue colonie in Africa. La nave affondò durante il
conflitto mondiale nel 1941 ed oggi è “visitabile”, per gli esperti di
immersioni, ad una profondità di 39 metri. All’interno si trovano una
moltitudine di pesci e attorno, data la poca luce, è cresciuto in
maniera spettacolare il corallo.
Vi ricordo che per visitare l’Eritrea è assolutamente necessario essere
in possesso del passaporto con validità di almeno sei mesi e del visto
consolare. E’ necessario ottenere una specifica autorizzazione per poter
visitare le varie località del paese e le aree consentite variano con
una certa imprevedibilità. E’necessaria anche la profilassi
antimalarica, consigliata soprattutto a chi decide di soggiornare lungo
la costa.
Un consiglio, rivolgetevi ad agenzie serie, da queste parti non ci si
può permettere il lusso di fare i villeggianti, una meta sicuramente
sconsigliata a chi non è abituato a viaggiare per il mondo. Perchè c’è
una grande differenza tra un vacanziere ed un viaggiatore!!!!
Visitare le isole Dahlak è sicuramente un privilegio destinato a pochi,
ma chi avrà la possibilità e la ferma decisione di farlo non se ne
pentirà assolutamente, del resto è iniziato proprio da queste parti il
mio “mal d’Africa”.
Fabrizio Barsuglia
Lucca Live
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