Intervista del presidente Isaias
alla Televisione Al-Arabia

 

Asmara, 15 maggio 2008 - Il Presidente Isaias Afwerki ha detto che il popolo eritreo ottenne l'indipendenza attraverso la partecipazione a una lotta costata un enorme sacrificio sulla base della fiducia in sé stesso e non basandosi su forze esterne. Egli ha anche sottolineato che pure nel periodo del post-indipendenza il popolo eritreo sta attuando i programmi nazionali sulla base della stessa cultura politica. Il Presidente ha espresso questo commento in una approfondita intervista concessa alla Televisione Al-Arabia evidenziando le questioni nazionali, regionali e internazionali.

"Noi non facciamo alcun compromesso per quanto riguarda tutti i nostri diritti, al fine di soddisfare la posizione degli altri", ha affermato il presidente Isaias. Egli ha inoltre indicato che il popolo eritreo non è fra quelli che vendono la propria dignità per servire l'interesse di altri. Come tale, egli ha sottolineato: "Gli eritrei sono nobili persone che godono di una leadership decisa a mantenere intatto il rispetto di sé".

Rispondendo ad un quesito in merito alla questione della frontiera Eritrea-Etiopia, il Presidente ha spiegato che dopo la fine della guerra di aggressione contro l'Eritrea, con il pretesto della frontiera, attraverso la firma dell'accordo di pace di Algeri, la Commissione Confini, che è stata istituita in conformità all'accordo ha annunciato la sua decisione definitiva e vincolante sulla delimitazione delle frontiere nel mese di aprile 2002. Egli ha indicato che, a causa del fallimento della comunità internazionale nell’adempimento al proprio obbligo di attuare la decisione nel corso degli ultimi cinque anni, tuttavia, la Commissione è stata costretta a chiudere i suoi uffici effettuando una demarcazione virtuale e che ha presentato alle parti interessate, fornendo così una conclusione giuridica e tecnica. Di conseguenza, ha sottolineato il presidente Isaias, l'unico problema rimanente è il ritiro delle forze etiopiche dai territori sovrani eritrei che occupa.
 
Rilevando che la gente e i governi di questa regione non hanno altra scelta per risolvere i propri problemi, il presidente ha dichiarato che se esistono problemi interni questi dovrebbero essere risolti entro un contesto regionale, senza interferenze esterne. A questo proposito, ha spiegato che i problemi e gli ostacoli ai quali si assiste attualmente nella nostra regione provengono essenzialmente dalla ingerenza di forze esterne. Indipendentemente dalla sua grandezza, qualsiasi forza internazionale non può risolvere i problemi interni e regionali, ha aggiunto.

Esprimendo la ferma posizione di principio dell’Eritrea nel promuovere una cooperazione regionale che segua un programma ben definito con piani e obiettivi ben chiari, il presidente Isaias ha sottolineato che le alleanze che si creano non solo non dovrebbero avere piani nascosti, ma non dovrebbero nemmeno essere un motivo di conflitto e di tensione.

Ricordando che le distruzioni di cui siamo testimoni in alcuni paesi, sulla base di diversità tribali, religiose e  di clan non possono affatto essere descritte come "pluralismo democratico", il presidente Isaias ha osservato che tale valutazione potrà solo portare nel futuro questi paesi alla rovina. "Per quanto ci riguarda noi rimaniamo impegnati a servire i desideri e le aspirazioni del nostro popolo, e non la volontà delle forze straniere", ha sottolineato. Dopo tutto la cosa più importante è la creazione di terreno favorevole per rafforzare l'armonia comunale e la garanzia della partecipazione popolare attiva.

 


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