Intervista ai soldati del TPLF catturati

Asmara 29 Dicembre 2007 - Sebbene il governo eritreo non tenga a pubblicizzare la sconfitta subita dal regime TPLF nel suo attacco di bassa intensità sul territorio sovrano eritreo del 25 dicembre, è stato comunque costretto ad intervistare alcuni dei soldati del regime catturati in modo da evidenziare la sua ben nota abitudine alle bugie.

E' da ricordare che proseguendo nella attività di provocazione contro  la sovranità e l'integrità territoriale dell'Eritrea, il regime del TPLF aveva scatenato un attacco di bassa intensità esattamente alle 0300 ora locale del 25 dicembre nel sud di Tsorona, nella regione meridionale, contro le milizie eritree e le forze di sicurezza dispiegate per pattugliare la zona di sicurezza. Tuttavia l'attacco è finito in totale fallimento.

Questo è stato divulgato dalla Commissione eritrea per il coordinamento con la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite Eritrea ed Etiopia.

Come di consueto il regime TPLF ha sorprendentemente negato questo fatto indiscutibile.

In relazione all’episodio il ministro degli esteri del regime ha detto in una dichiarazione: "L'ultima denuncia presentata dal governo Shaebia deve essere considerato come privo di fondamento e fabbricato".

Ancora più sorprendentemente i funzionari del regime, ben noti per il loro ricorso a bugia dopo bugia, hanno spudoratamente raccontato ai media internazionali che l'incidente non ha avuto luogo.

Il portavoce Bereket Simon ha dichiarato: "L'attacco del quale l’Eritrea sta parlando è totalmente falso. Noi siamo persone per la democrazia, lo sviluppo economico e la gestione efficiente. Il citato attacco ha a che fare con il confronto interno con elementi dell'opposizione eritrea. Per quanto ci riguarda, eravamo ben lungi dall’impegnarci in un tale attacco, al quale non avevamo mai pensato".

Adesso diamo un'occhiata a ciò che i soldati del TPLF catturati avevano da dire:

"Il mio nome è Nebiyu Mammo Habtemichael. Appartengo alla 20° Divisione, Reggimento 206, Unità 1. Prima di iniziare l'attacco un ufficiale del regime, con il grado di sergente ci ha detto che il giorno 15 Dicembre, del calendario geez, dovevamo tenerci pronti per un attacco. Alle 3 del mattino, all'alba, siamo entrati in territorio eritreo.

Successivamente il Capitano Rizqe, il nostro comandante, piazzò quelli comandati di darci la copertura e ordinò loro di aprire il fuoco. Successivamente, avendo cominciato a sparare e dandoci copertura, abbiamo iniziato l'attacco. Le reclute erano posizionate davanti, i veterani in fila dietro di noi.

In linea generale le unità che hanno partecipato all’attacco erano composte da due squadre di combattenti e una squadra di spie, ci saranno stati circa 200 soldati  in tutto. Subito dopo aver lanciato l'attacco, ho assistito a una grande esplosione nella campagna a me circostante. Ho alzato lo sguardo, ho visto i morti, i feriti e gli altri che fuggivano per salvarsi la vita. Poi sono stato catturato.

Anche se è successo in ore di oscurità, sono venuto a sapere che più di 10 soldati di un unico team sono stati uccisi. Poiché avevo subito un trauma cranico, i membri della Forza di Difesa eritrea hanno lavato il mio sangue dalla testa e mi ha fornito un trattamento medico. Inoltre mi ha dato cibo.

Nel complesso mi è stata accordata  cura amichevole. Prima che fossi catturato il miei superiori mi avevano indottrinato con l'idea che lo Shaebia è un killer. Ma il tipo di trattamento che ho ricevuto ha dimostrato il contrario. In effetti mi è stata riservata grande attenzione e cura".

 da shabait.com