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IGAD: Ostinato
tentativo di
screditare l’Eritrea
Comunicato Stampa - In un modo
pieno di ironia e attraverso la appropriazione indebita dei nomi
dell'Unione africana e dell'IGAD, paesi ostili all’Eritrea, stanno
cercando di utilizzare la foglia di fico somala, su questioni che non
hanno nulla a che fare con la Somalia, per convincere il Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite a imporre sanzioni all’Eritrea. Hanno
strategicamente chiesto il massimo delle sanzioni nella speranza di
poterne ottenere dal Consiglio di sicurezza almeno alcune.
Un paese africano che chiede sanzioni a carico di un'altra nazione
africana utilizzando falsamente il nome dell’Unione africana è davvero
una mossa illecita e senza precedenti.
Stando così le cose i paesi che stanno spingendo per le sanzioni a nome
dell'Unione africana dovrebbero essere costretti ad abbandonare la loro
richiesta in quanto nessun legittimo organo dell'Unione ha dato loro il
mandato per farlo.
In realtà essi non avrebbero potuto avere in alcun modo la tracotanza di
affrontare il Consiglio di sicurezza, se non avessero saputo di poter
ottenere l'indulgenza di alcuni membri permanenti del Consiglio di
Sicurezza.
La posizione Eritrea sulle manovre in corso a New York è la seguente:
1- L’Eritrea ribadisce che non sta inviando armi e/o munizioni in una
qualsiasi parte della Somalia. Respinge categoricamente le accuse prive
di fondamento dirette contro il paese. In effetti il rappresentante
speciale del Segretario generale in Somalia, Sig. Ahmedou Ould Abdella,
ha ammesso che nonostante "un gran parlare" non vi era alcuna prova a
conferma delle accuse contro l'Eritrea.
2- Vi è la prova inconfutabile che l'Etiopia, in aperta violazione
dell’embargo delle N.U. sulle armi, addestra e arma il gruppo islamico
armato, Ahli Asunna e Jami'a, varie milizie di clan e un assortimento di
signori della guerra, compresi Barrehilale. Questo in aggiunta al suo
costante intervento militare all'interno del territorio sovrano somalo,
che continua a complicare la ricerca di una soluzione durevole.
3- Le accuse di violazione delle Nazioni Unite sulle armi sono state
anche avanzate nei confronti di un certo numero di altri paesi.
4- A questo proposito se il Consiglio di sicurezza sta per imporre
eventuali sanzioni del caso, deve farlo sulla base di una prova
inoppugnabile contro i paesi che hanno perpetrato l’illegale invasione
militare della Somalia negli ultimi anni e che hanno fornito armi alla
Somalia in violazione dell’embargo. L’Eritrea non lo ha fatto. L'Etiopia
è in flagrante violazione e deve essere sanzionata.
5- Per quanto riguarda la posizione politica dell'Eritrea sulla Somalia,
l'Eritrea è stata criticata per non essere in linea con il "consenso
internazionale". Ma l'Eritrea ha il diritto di detenere una posizione
indipendente, anche un dissenziente. Inoltre, nel corso degli ultimi due
anni e mezzo, la posizione eritrea sulla Somalia ha dimostrato di essere
più realistica e corretta, rispetto alla saggezza convenzionale.
L’Eritrea ha correttamente valutato che i "governi" di Abdullahi Yusuf e
Nur Adde, nonostante la "legittimazione internazionale" loro conferita,
non avrebbero potuto portare la pace. L’Eritrea valuta che lo stesso
valga per il presente "governo", installato dall’esterno, che resta
confinato in alcuni quartieri della capitale nonostante i massicci aiuti
finanziari e militari.
6- L’Eritrea è fermamente convinta che se l'obiettivo è la creazione di
un governo ampiamente rappresentativo che spiani la strada a una
soluzione duratura, allora è necessario astenersi dal tentare di imporre
candidati, indipendentemente dalla qualità che si vede in loro. Questo è
stato provato almeno 15 volte negli ultimi 15 anni e non è riuscita una
sola volta. Quello che è necessario, e che l’Eritrea sostiene, è un
processo somalo inclusivo che garantisca la partecipazione e affronti le
questioni del Somaliland e del Puntland.
7- L’Eritrea non ha assolutamente alcun interesse nell'instabilità della
Somalia. Non abbiamo, e non abbiamo mai considerato, la Somalia una
minaccia. L'obiettivo eritreo è quello di vedere una Somalia pacifica,
stabile e unita.
8- E' l’Etiopia che per oltre sei decenni ha cercato di destabilizzare
la Somalia, combattuto tre guerre contro di essa, continuato a
intervenire per contrastare l'emergere di un governo unito con
legittimità popolare. E' ridicolo che il paese che mal si è comportato
verso la Somalia e la sua gente, cerchi di usare la Somalia per
combattere la sua guerra contro l'Eritrea. E' deplorevole che l'Etiopia,
che avrebbe dovuto essere sanzionata ai sensi del capitolo 7 della Carta
delle Nazioni Unite per la perdurante occupazione di territori sovrani
eritrei, in sprezzante rifiuto di un arbitrato internazionale
vincolante, abbia la temerarietà di disdegnare il Consiglio di sicurezza
pretendendo sanzioni contro l’Eritrea.
9- Sarebbe una parodia della giustizia se i membri del Consiglio di
Sicurezza condannassero un paese che non ha violato l'embargo e
premiasse quello che dovrebbe essere portato al banco per le sue
violazioni sia dell'embargo sulle armi e che dei suoi obblighi legali
internazionali. Sarebbe una violazione dei principi delle Nazioni Unite
se il Consiglio di sicurezza rispondesse alla questione dell'embargo
selettivamente.
Ministero degli Affari Esteri
Asmara
15 giugno 2009
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