Geopolitica di un paese a parte
traduzione dal francese di Marina Minicuci

Lontana dai riflettori della vita politica internazionale, L'Eritrea è stata per lungo tempo una nazione isolazionista, determinata a essere indipendente, malgrado le modeste prestazioni economiche.

Il PIL e le entrate dell'Eritrea sono aumentate del 9% negli ultimi dieci anni. Risultati notevoli che potrebbero favorire una riduzione dell'analfabetismo negli adulti di quasi l'8,4%. Anche la speranza di vita e la scolarizzazione sono aumentate.

Durante il medesimo periodo. la classificazione dell'Eritrea nell'indice di sviluppo umano (IDH) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite – che misura il progresso secondo tre parametri fondamentali: vita lunga e sana, la conoscenza e uno standard dignitoso di vita- è aumentato del 9,3%; mentre i paesi del Corno d'Africa si classificano in un poco invidiabile 130° rang, in termini di IDH. Ragione per la quale l'Eritrea contesta il paradigma della dipendenza che molti paesi in via di sviluppo devono affrontare, relativamente agli aiuti stranieri.

Gli indicatori sociali dell'Eritrea migliorano, in modo lento ma certo, e senza l'aiuto delle banche occidentali. Imitando i progressi dell'Eritrea in termini di indipendenza, il Venezuela, la Bolivia e l'Equador, e probabilmente altri paesi, rifiutano ciò che percepiscono come il giogo politico dell'aiuto straniero, convinti che l'aiuto occidentale sia frequentemente accompagnato dalle priorità geopolitiche e dagli interessi delle nazioni sviluppate.

Così, l'Eritrea ha deciso di orientarsi sempre di più verso la Banca del Sud: un'alternativa alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale (FMI), creato nel dicembre del 2007. Da allora, l'Argentina, il Brasile, l'Equador, l'Uruguay, il Paraguay e il Venezuela hanno fatto valere il loro diritto di liberarsi da tutta la filantropia straniera.

Chiudere con l'aiuto estero è qualcosa di assai significativo. Anche se gli economisti occidentali dubitano che i paesi del Sud potranno sopravvivere con le proprie forze, le cifre si mostrano promettenti e nei paesi in via di sviluppo, liberi dagli aiuti stranieri, prevale la stabilità.

Nel 2008, il Venezuela ha destinato un 46% al settore sociale, con una speciale attenzione per salute, educazione, aiuto alimentare, riforma agraria, alloggi accessibili, microcredito e formazione. Settori nei quali tradizionalmente si concentrano la Banca Mondiale e l'FMI. Alcuni economisti considerano questo socialismo.

Come osa il presidente Hugo Chavez orientare le entrate del petrolio e del gas naturale nel settore sociale e ricostruire le infrastrutture che si deteriorano? Come osa il presidente boliviano Evo Morales realizzare una distribuzione equa a scala nazionale le entrate scaturite dalle risorse naturali? Come osa il presidente Rafael Correa decretare che il 99% delle entrate supplementari del petrolio saranno ridistribuite alla popolazione, lasciando soltanto l'% alle compagnie petrolifere?

Osano perché possono. Con il prezzo del petrolio che sfiora i 100 dollari al barile, le nazioni ricche in idrocarburi e in gas, esercitano il medesimo potere sulle nazioni sviluppate che queste ultime hanno risolutamente esercitato sui paesi in via di sviluppo. Le parti si sono invertite e i paesi in via di sviluppo ora dipendono meno da quelli sviluppati. Chi bisogna biasimare? In Eritrea, la dinamica di questa nuova multilateralità e' in atto.

Patrik Sandou


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