Discorso di Sua Eccellenza sig. Saleh S. Meky

 

Discorso di Sua Eccellenza Sig. Saleh S. Meky Ministro della Salute dello Stato di Eritrea al Dibattito Generale  della 61° Sessione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

New York,25 sett.2006

Signora presidente, 

Sig. segretario generale, 

Le vostre Eccellenze, 

Distinti Delegati, 

Signore e signori,   

A nome del Governo e del popolo dello stato dell’Eritrea, profitto di questa occasione per estendere alla Vostra Eccellenza, Signora Presidente, e al Governo e al popolo del  Regno del Bahrain, le mie congratulazioni sincere per la vostra elezione a presiedere la 61° sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

Desidero inoltre esprimere il nostro apprezzamento al Presidente della 60° sessione della Assemblea Generale, Sig. Jan Eliasson della Svezia, per la sua dedizione e abile direzione durante  lo scorso anno.

Signora Presidente,

Per ragioni di brevità non desidero soffermarmi su temi generici di sviluppo economico globale, delle riforme delle NU e di altre questioni di interesse che sono state presentate comprensibilmente  da molti  oratori e per le quali condividiamo simili punti di vista. Invece metterò a fuoco la questione cardinale della  pace e della sicurezza che rimangono di capitale importanza per il mio paese e per tutta la regione del Corno d’Africa. 

A tale riguardo permettete che  porti all'attenzione di questa augusta Assemblea, per l’ennesima volta, sul  temerario spregio del diritto internazionale da parte dell’Etiopia con il quale sta minacciando la pace e la sicurezza nella nostra regione.

Per il mio governo è doloroso battere sullo stesso tema in ogni sessione dell'Assemblea Generale da quattro anni a questa parte. Ma questi sono i fatti tristi di una realtà pericolosa imposta al mio paese. Nel caso siamo pronti a insistere per  esaurire tutti i procedimenti legali per tenerci fuori da conseguenze pericolose prima che sia troppo tardi.

Come le vostre Eccellenze sanno la delimitazione dei confini fra l’Eritrea e l'Etiopia  si è arrestata da più di quattro anni dalla emissione del verdetto finale e vincolante a causa del  rifiuto dell'Etiopia  della decisione  finale e vincolante dell’ arbitrato. Il comportamento dell'Etiopia è contrario ai termini e alle condizioni dell'accordo di pace di Algeri. Infatti l'articolo 4.15 dell'accordo di pace recita: “  Le parti acconsentono che la  delimitazione e la demarcazione determinate dalla Commissione saranno finali e vincolanti. Ogni parte rispetterà il confine così determinato così come l'integrità e la sovranità territoriali dell'altra parte ". Deve essere rimarcato che non c’è equivoco o ambiguità nelle disposizioni legali dell'accordo de Algeri. 

Ma l'Etiopia ha violato questo caposaldo fondamentale del Trattato di pace di Algeri con impunità  e, continua ad occupare, con la forza,  territori sovrani di un membro delle NU da quattro anni a questa parte in violazione  del Trattato di Pace di Algeri e dell'Articolo 2.4. della Carta delle NU. 

Come e perchè questo è accaduto? 

Scegliere l'Etiopia come  colpevole primario ed unico è come perdere la foresta per i legname.  Il fatto è che l'Etiopia ha né la forza né l'abilità politica per sfidare il diritto internazionale per un singolo giorno e tanto meno per quattro anni lunghi. Se ha fatto così per i quattro anni scorsi, è semplicemente perché il comportamento illegale è stato, e continua ad esserlo, suggerito e sostenuto da determinate forze nel Consiglio di sicurezza delle NU.   

Questa situazione acuta è maggiormente amplificata dalle seguenti tre ragioni.   

Prima: Quando tre anni fa, nel settembre 2003, il Primo Ministro dell'Etiopia ha trasmesso una infausta  lettera al Consiglio di sicurezza di NU che annunciava il rifiuto clamoroso del suo governo della  Decisione della Commissione Confini e richiedeva “un nuovo meccanismo„ al di fuori della Commissione per oltrepassare il verdetto legale, il segretario generale delle NU ed il Consiglio di Sicurezza delle NU hanno scelto di  assecondare il comportamento illegale dell'Etiopia. Ciò è accaduto malgrado il fatto che il Consiglio di Sicurezza sia il garante principale dell'Accordo di Pace di Algeri ed abbia obblighi a norma del trattato a  garantire l'integrità della decisione legale. Deve essere ricordato che il Consiglio di Sicurezza di NU è autorizzato esplicitamente, dall'Articolo 14 dello stesso accordo a invocare il capitolo VII della Carta delle NU  per assicurare la conformità delle parti. Mentre è accaduto che il Segretario Generale delle NU ed il Consiglio di Sicurezza hanno optato per un percorso errato ed hanno nominato un inviato speciale in violazione dell'accordo legale. Il processo di delimitazione è stato così ostacolato per i quattro anni scorsi ad un costo finanziario enorme alla Comunità Internazionale e ad un costo incalcolabile in termini di occasioni perse, ed ha intensificato lo stato di tensione alla gente dell’Eritrea e dell'Etiopia.   

Seconda: Quando questo schema dell'Inviato Speciale si è dimostrato inattuabile, il Governo degli Stati Uniti ha adottato un rattoppo diplomatico per alterare e modificare illegalmente il verdetto legale sotto il pretesto“di nuova iniziativa„. In questa circostanza gli Stati Uniti hanno rinunciato a tutte le pretese di influenza del processo di delimitazione attraverso la adozione di un inviato esterno sotto l’egida delle Nazioni Unite.  Il programma attuale consiste nel collocare  direttamente un esperto degli Stati Uniti come aggiunta alla Commissione Confini e concedergli ampie facoltà di alterare le decisioni nel corso della delimitazione. Il pacchetto di Washington prevede anche di generare una entità nuovo e politica  - al di fuori della Commissione Confini- per accomodare le richieste supplementari dell'Etiopia in  caso di malcontento, con “alterazioni„ che sarebbero effettuate con i servizi dell'esperto degli Stati Uniti. Questo schema “diplomatico„ degli Stati Uniti, che in effetti rende i principi fondamentali dell'accordo di Algeri nulli e senza effetto, è stato pienamente adeguato alla richiesta dell'Etiopia di un meccanismo estragiudiziale quando ha rifiutato la decisione della Commissione di contorno nel settembre 2003.  Da quanto detto si può supporre soltanto che il rifiuto originale dell'Etiopia del verdetto doveva essere sostenuto tacitamente da Washington fin dall'inizio. Il governo degli Stati Uniti ha persino  fatto ricorso ad una serie di misure contro il mio governo con lo scopo apparente di raggiungere questo traguardo. Desidero riferirmi specialmente, a questo proposito, al blocco di beni finanziari ed altri della nostra ambasciata a Washington da parte della US Homeland Security  in violazione della  Convenzione di Vienna sulle Immunità e Privilegi Diplomatici e profitto di questa occasione per presentare il reclamo del mio governo e sollecitare il supporto della Comunità Internazionale per la riparazione e la restituzione.

Terzo. I rapporti biennali ed altri periodici del segretariato delle NU al Consiglio di Sicurezza hanno teso invariabilmente a minimizzare la violazione dell'Etiopia dell'Accordo di Pace di Algeri e la lettera delle Nazioni Unite. Questi rapporti hanno teso spesso a suddividere la colpa in parti uguali ad entrambi i partiti senza differenziazione e specialmente durante gli ultimi due anni, per contestare l’Eritrea singolarmente.  A questo proposito, la risoluzione 1640 che il Consiglio di Sicurezza ha adottato l'anno scorso in dicembre, è arrivata al punto di minacciare l'imposizione delle misure punitive contro l’Eritrea, apparentemente per la limitazione della libertà di movimento di UNMEE, mentre non si pronunciava sul rifiuto dell'Etiopia di accettare  senza riserve la decisione  finale e obbligatoria della EEBC. Questo comportamento illegale dell'Etiopia sta minacciando realmente di disgregare tutto il processo di pace. Possiamo anche citare i vari casi in cui il segretariato di NU ha minimizzato gli eccessi inaccettabili e  le infrazioni del personale della UNMEE sulla sovranità dell’Eritrea incolpando il mio governo anziché  adottare delle misure idonee per  rimediarvi.  Incidentalmente, se le enormi spese finanziarie annuali per il mantenimento della UNMEE sono realmente giustificate, la correlazione del valore per soldi spesi, rimane un argomenti critico che richiede un esame accurato e una verifica completa.     

Madame presidente,   

Per noi questi atti concordati e ingiustificati mascherano un disegno. Gli impegni solenni sul  sostegno della giustizia internazionale e della norma di legge quali gli impegni collettivi per impedire e risolvere i conflitti ed evitare i disastri umanitari, che abbiamo ascoltato da questo podio dai capi delle maggiori potenze suonano a vuoto sull'alterazione della realtà. All’atto pratico le maggiori potenze, e particolarmente gli Stati Uniti, continuano a perseguire i loro stretti interessi percepiti a scapito della pace e della sicurezza regionali e dei diritti sovrani delle nazioni e delle genti. 

Essendo questo possibile il mio Governo è determinato a non permettere che il processo legale sia fatto deragliare con vari, sottili, sotterfugi. Lasciatemi ricordare che i diritti dell’Eritrea all’indipendenza furono compromessi dalle Nazioni Unite negli anni 50 durante il periodo della decolonizzazione africana, per servire gli interessi degli Stati Uniti. Non permetteremo più alcun altro usurpazione della nostra integrità territoriale a mezzo secolo di distanza. E, così come mio governo ha sottolineato nel corso della ultima riunione della Commissione Confini :

1. Il Verdetto, che è “finale e obbligatorio „ conformemente all'accordo di Algeri, non dovrebbe essere alterato di sotto alcun pretesto. A questo proposito la accettazione dell'Etiopia della decisione deve essere accertata di pubblicamente ed inequivocabilmente. 

2. I particolari e le modalità di delimitazione devono essere risolti in un ambiente che è  a) esente da interferenze politiche; b) meccanismi e componenti illegali ; e  c) scappatoie suscettibili di distorsioni. 

Signora Presidente, 

Permettetemi ora di soffermarmi brevemente sui pericolosi sviluppi che stanno avvenendo in Somalia e le confuse interpretazioni, sia intenzionali che in buona fede, che hanno preso credito nei mesi recenti. Dobbiamo riconoscere che la crisi attuale in Somalia è il derivato di cause di fondo complesse e cumulative. Per i 15 anni scorsi la Somalia è stata intrappolata nella spirale dei conflitti interni, delle spaccature insolubili dei clan e la rivalità cronica dei Warlords con  alleanze sempre volubili con conseguente frammentazione della autorità politica centrale e la balcanizzazione dello Stato Centrale. Le iniziative dei singoli o collettive  che saranno intraprese per promuovere una  pace durevole e stabilità in Somalia, si devono richiamare di conseguenza ai parametri  descritti sotto se devono portare i loro frutti:

•  Processi politici  di Riconciliazione Nazionale: Il problema scoraggiante in Somalia è  essenzialmente un problema politico interno che deve essere risolto con le trattative fra le forze politiche  somale. In questo spirito il mio governo accoglie favorevolmente gli sforzi in corso da parte del governo sudanese per facilitare i colloqui fra le forze politiche  somale. 

• Collegamenti  con il Terrorismo Internazionale: La rappresentazione degli sviluppi recenti in Somalia in termini di guerra globale al terrorismo, è attinente in modo insostenibile e politicamente  imprudente. Se ci sono prove credibili a questo riguardo, le accuse devono essere indirizzate con  processi giudiziari adatti. La causa nazionale della gente somala non dovrebbe essere altrimenti ridotta o associata  a questa singolare preoccupazione. 

• Intervento Militare Esterno: Ogni intervento militare esterno  polarizzerà ulteriormente le realtà politiche della Somalia ed indurrà ad una conflagrazione ancora maggiore.   L’ intervento militare dell'Etiopia, con qualunque ragione o giustificazione, è particolarmente pericolosa sia in ragione della animosità storica che a causa degli eventi degli anni ultimi. Deve essere  sottolineato che non vi è consenso all'interno dell'Autorità Inter-Governtiva sullo Sviluppo (IGAD) sulle modalità, tempi e sulla natura sullo  schieramento di forze straniere,  anche se la materia è stata interamente discussa alle riunioni Ministeriali sulla pianificazione di contingenza. Troviamo che la recente richiesta della African Unions, per uno schieramento della forza di mantenimento della pace di 8.000 elementi in assenza di una struttura robusta di pace, sia sconsigliabile e carica di inutili complicazioni. La sua praticabilità è inoltre discutibile in considerazione delle sfide finanziarie ed altre che AMIS sta affrontando con il Sudan.   

• Sospensione dell'Embargo di Armi: Una recente richiesta da parte di alcune forze per una sospensione selettiva dell'embargo delle NU sulle armi è sbilanciata, disorientata e carica di conseguenze pericolose.  Effettivamente, questo può soltanto mettere in pericolo il processo politico di riconciliazione e  un durevole assestamento politico in Somalia. Bisogna anche tenere conto del fatto che il ciclo degli interventi militari esterni durante i 15 anni scorsi hanno posto le basi alla frammentazione politica interna in primo luogo e  hanno esacerbato  la situazione generale di sicurezza. Appropriati aggiustamenti all’embargo delle armi in Somalia si può contemplare soltanto quando ci sarà un irreversibile progresso nelle disposizioni politiche che abbiano credibile legittimità e supporto popolare.

• Proliferazione delle iniziative: Le sfide per la promozione la pace e della stabilità durevoli in Somalia sono ardue. Queste saranno complicate se attori differenti vi  lavorano, o sono visti lavorare, per scopi trasversali. Devono essere coltivate e strutturate coordinazione e consultazioni più frequenti fra tutti gli interessati  . 

• Dispute Territoriali : La situazione attuale della  Somalia sta prospettando lo spettro di reclami territoriali e la disputa fra la Somalia ed i relativi vicini. Le dispute ed i reclami territoriali possono essere soltanto risolti in aderenza rigorosa alla santità dei confini coloniali. 

Signora Presidente, 

Mi lasci concludere con l'esortazione alla attenzione e alla prudenza negli sforzi internazionali per contribuire a risolvere i problemi nel Sudan. La verità è il prezzo elevato di politiche affrettate e malate che infine saranno sopportate dalla gente del Sudan e della regione nell'insieme. La complessità della situazione deve quindi essere misurata con attenzione e tutti gli sforzi internazionali sfruttati per promuovere un pacchetto robusto di pace che determinerà una soluzione durevole. Mettere a fuoco  disposizioni di breve durata senza una struttura generale di pace posporrà e complicherà soltanto una soluzione durevole.

Grazie.