Discorso del presidente Isaias Afwerki in occasione del sedicesimo anniversario del giorno dell’Indipendenza

24 maggio 2007

Cari Compatrioti, Ospiti onorati, Signore e Signori

Nel corso degli ultimi 16 anni ci siamo sforzati, senza sosta e senza esitazioni, per garantire un costante sviluppo economico e per aumentare e migliorare lo stile di vita della nostra gente. Non fare così avrebbe reso la nostra indipendenza, che abbiamo agognato per più di due generazioni e per la quale abbiamo pagato con pesanti sacrifici nelle lotte politiche e armate che abbiamo intrapreso, solo simbolica.

Non è stato facile inizialmente porre, da zero, le fondamenta di una economia devastata. Per resuscitare quelle fondamenta dopo il nuovo ciclo di distruzioni provocate dalla recente invasione dell'Etiopia, esacerbata dalle incessanti ostilità, abbiamo dovuto superare ostacoli sempre maggiori. Ciò è troppo evidente per meritare una analisi. Tuttavia, poiché lavoriamo duramente, instancabile, indomabilmente e imperturbabilmente, i nostri successi finora ottenuti sono veramente oltre ogni confronto.

Non abbiamo avuto dubbi per riconoscere l'assistenza umanitaria come imperativo transitorio, effettivamente come nostro diritto, durante i periodi di austerità fino a quando non abbiamo ritrovato sollievo e recuperato le occasioni a noi rifiutate per generazioni. Era questo l’obbiettivo che ci ha spinti a sollecitare il sussidio umanitario in un primo momento. Tuttavia questo è stato frainteso come debolezza per promuovere un atteggiamento del tipo: “Lasciatevi legare le mani con cui lavorate e mangiate e lasciatevi imboccare„ con tutte le relative pressioni. Quindi, quando alternative pratiche ed efficaci erano impraticabili, abbiamo optato per la liberazione economica e successivamente abbiamo aumentato i nostri propri sforzi per lo sviluppo economico e la crescita, affrancandoci dalla schiavitù della mendicanza. Di conseguenza oggi  poggiamo su una base più concreta.

Ecco perché abbiamo lavorando energicamente per accertare “la sicurezza dell'alimentazione„; che abbiamo visto soprattutto dall'inizio come l’obiettivo di transizione. In effetti la sicurezza dell'alimentazione di per se non è l’obiettivo ultimo, ma un obiettivo per una fase specifica puntata sul permetterci di produrre una eccedenza sostenibile nella produzione del raccolto.

Il rendimento della terra deve essere aumentato; l'agricoltura con irrigazione deve essere sviluppata e diffusa anziché fare il solo ricorso alla pioggia. Anziché limitare e debilitare il terreno agricolo in appezzamenti e pendii, deve essere livellato estesamente e appiattito. Le grandi pianure orientali ed occidentali devono essere recuperate dal pascolo tradizionale e dalla desolazione e coltivate estesamente con l’irrigazione. Le sementi ad alto rendimento devono essere selezionate e moltiplicate. L'agricoltura tradizionale deve essere sostituita, in un processo programmato, dalla aratura, da moderni metodi di semina ed efficienti macchinari di raccolta, con il complemento di una tecnologia avanzata ed efficace di irrigazione a spruzzo e a gocciolamento. Gli antiparassitari ed i fertilizzanti devono essere estesamente, ma scrupolosamente, impiegati congiuntamente con moderni progetti che aumentino la produzione zootecnica. Le attività che distruggono l'ambiente devono essere inibite. Devono essere stabiliti ed espansi moderni piani agro-industriali. Le possibilità di addestramento e di ricerca devono essere rinforzate. Anziché essere soddisfatti di un singolo raccolto all'anno, dovremmo sforzarci, per quanto possibile, di ottenere due o tre raccolti. L'obiettivo globale è accertarsi che i nostri programmi di sicurezza dell'alimentazione raggiungano una produzione in eccedenza e rendano le esportazioni competitive.

Tutti i sopraccennati programmi, fattibili e raggiungibili, richiedono la realizzazione di vasti e vigorosi programmi di conservazione del suolo e delle acque; la costruzione di dighe, di micro dighe, di canali di diversione e di pozzi; acquisizione di macchinari e di apparecchiatura essenziale in quantità sufficiente e della qualità adatta; così come una progettazione prudente, una organizzazione efficiente e la attuazione in abbinamento con mezzi finanziari e lavoro instancabile.

Quanto tempo sarà necessario per attuare, gradualmente, tutti gli obiettivi elencati sopra e per assicurare l'adempimento dei nostri bisogni? Indubbiamente questo non può essere realizzato durante una notte. Tuttavia sarà sempre necessario ridurre i tempi e intensificare gli sforzi e i sacrifici.

Il nostro successo durante gli scorsi anni è stato basato su questi presupposti. Ancora dobbiamo chiederci, quanto di quello che abbiamo progettato è stato realmente portato a compimento? Mettendo da parte campioni esatti di misura, non possiamo sostenere di aver realizzato neppure il 25% dei nostri programmi neanche di massima, ottimista, valutazione. Tuttavia poiché abbiamo aumentato le nostre risorse e abbiamo esteso i nostri sforzi, non è stato tempo perso. E anche se i vari programmi che abbiamo effettuato finora non hanno accertato al 100% la sicurezza dell'alimentazione, essi ciò nonostante hanno raggiunto una fase irreversibile e possono per questo essere considerati un successo. Le esperienze raccolte qua e là e l'efficienza affinata nel tempo, ci hanno ulteriormente spinti a concentrarci sul perfezionamento e sul consolidamento dei programmi precedenti, invece di lanciare una quantità di programmi nuovi per l'anno 2006-2007. Per realizzare il risultato voluto, in considerazione delle piogge anticipate, i nostri sforzi devono continuare senza sosta. Inoltre, dal momento in questi processi abbiamo accumulato capacità, le prospettive per il 2007-2008 di una migliore riuscita sono più luminose.

Nei nostri obiettivi per la realizzare della sicurezza dell'alimentazione, lo sfruttamento delle nostre industrie della pesca è stato perseguito con la stessa attenzione e aspettativa profonda dell'agricoltura. Tuttavia, malgrado le nostre alte speranze e aspettative, non abbiamo potuto sfruttare neppure il 10% delle risorse potenziali. Le occasioni che abbiamo creato per incoraggiare l'investimento straniero nel settore non hanno portato i loro frutti. Invece, hanno inibito lo sviluppo locale e determinato abuso e saccheggio. Nella circostanza non vi è alternativa migliore a scrupolose attività puntate sullo sviluppo del nostro proprio volume di pesca in un modo altamente organizzato, congiuntamente con l'istituzione di una infrastruttura adeguata e il sostegno dei servizi di trasporto e di lavorazione. Allo stesso tempo continuiamo a riconoscere l'importanza nella individuazione di investitori e soci franchi, in imprese e sbocchi di mercato efficaci e non stiamo risparmiando sforzi verso questo fine. A questo proposito, inoltre non abbiamo sottovalutato le sfide notevoli proposte dalle limitazioni delle nostre risorse umane e competenze dell'amministrazione. I preparativi per rendere l'anno 2008 una svolta vedranno aumentare significativamente aumentare i contributi nel settore della pesca con l’obiettivo generale della sicurezza dell'alimentazione.

Abbiamo intrapreso progetti impressionanti, durante gli anni scorsi, in infrastrutture completamente realizzate come strade, aeroporti, porti, distribuzione di elettricità e acqua, telecomunicazioni, trasporto terrestre, marittimo e aereo, e la rete delle aree in porto franco, ecc. – che rappresentano un requisito preliminare per attrarre tutti i generi di investimenti. Le prospettive per lanciare progetti molto più grandi sia facendo leva sulle risorse nazionali sia attraverso cooperazioni di impresa, è migliore oggi come mai. Quindi, da questo anno in avanti, intraprenderemo progetti ancora  più ampi.

L’incremento di abitazioni residenziali per i nostri cittadini a un prezzo giusto e con giusta distribuzione è uno dei progetti infrastrutturali che abbiamo perseguito con interesse preminente. Ma anche se molto è stato costruito, è ancora insufficiente rispetto alla richiesta corrente e in prospettiva. Sforzi costanti saranno fatti per accelerare il processo allo scopo di armonizzare la domanda e l'offerta nei termini quantitativi, qualitativi e di prezzi.

Il turismo è uno dei settori promettenti che alimenteranno lo sviluppo economico. I vantaggi e le occasioni comparative che derivano dalle nostre risorse naturali generalmente e del nostro litorale in particolare, è infatti ineguagliabile. Ciò nonostante, la mancanza evidente di infrastrutture e di servizi adeguati aveva limitato tutto l'investimento significativo nel settore durante gli scorsi anni. Attualmente tuttavia gli investimenti infrastrutturali nel loro insieme associati con le tangibili e promettenti occasioni che sono già nell'orizzonte, ci permetteranno di lanciare e gestire grandi progetti. Ciononostante, le nostre aspettative non devono essere esagerate e dobbiamo riconoscere che dovremo lavorare con molto più vigore per raggiungere i requisiti iniziali.

Nell'industria le varie imprese nei sub-settori agro-industriale e della lavorazione del pesce che sono soprattutto destinati a venire incontro alla domanda delle famiglie e nel quale abbiamo vantaggi competitivi, sono nelle loro fase finale di completamento. Lo scopo è non solo di aumentare la produzione, ma accertare la qualità del prodotto e pure il potenziale di esportazione. Se i programmi in corso per aumentare la produzione del cotone realizzeranno  buoni progressi, stimoleranno lo sviluppo nel comparto tessile e delle imprese di manifattura per l’abbigliamento. Lo stesso si applica alle concerie. Grandi investimenti sono inoltre in corso per sostenere la produzione dei materiali da costruzione, (come granito, di marmo ed altri), per il mercato interno così come per l'esportazione.

Riguardo ai mercati è evidente che ci sono legittime preoccupazioni per quanto riguarda l'aumento dei prezzi. L'impatto e la ramificazione di una rapida e instabile crescita dei prezzi globali del petrolio deve naturalmente essere tenuta in considerazione. L'aumento arbitrario nel prezzo delle merci e dei prodotti di consumo da attribuire a pratiche capricciose e illegali le quali non possono essere giustificate in termini di mercato regionale e internazionale, tuttavia richiederanno migliori regolamentazioni. A questo proposito varie iniziative saranno intraprese attraverso provvedimenti concreti per assicurare il riallineamento dei prezzi e accertare l'imparzialità.

Nel settore minerario è ben noto che sono state diffuse informazioni molto emozionanti e sono già di dominio pubblico. Effettivamente è stato dimostrato che le nostre risorse minerarie sono abbondanti. Tuttavia sfruttare questa disponibilità e perpetuarne i relativi benefici per le generazioni future richiede accordi giudiziosi con i futuri soci ed il consolidamento delle nostre possibilità nazionali. Sia sufficiente dire che senza fretta e sinceramente ci stiamo sforzando in modo che il vantaggio delle risorse minerarie si trasformi in  un bene e non in un fattore di disillusione.

Signore e signori

Lo sviluppo economico non è limitato ai settori economici soltanto. Ci sono altri settori, altrettanto importanti, che hanno indicato uno sviluppo considerevole e una profonda importanza nella determinazione dello sviluppo economico e nel miglioramento della qualità di vita. Questi sono: il miglioramento della salute e dei servizi educativi in termini di qualità e giusta distribuzione territoriale; programmi di espansione della previdenza sociale che correggono gli squilibri nella giusta distribuzione delle opportunità e delle risorse nazionali; accertandosi che il controllo e la amministrazione siano efficienti ed efficaci; rinforzando i mezzi di comunicazione per aumentare la conoscenza e la consapevolezza diffondendo informazioni tempestive e sicure; espandendo le attività culturali e le arti in modo da rinforzare profondamente ed estesamente i valori dello spirito. Sostenendo le nostre possibilità di difesa e di sicurezza – attribuendogli occasionalmente una netta priorità - è un'altra operazione per cui abbiamo impiegato energie instancabili. Questo non solo per salvaguardare la nostra sovranità ma anche per proteggere il progresso dei nostri progetti di sviluppo.

Signore e signori

Tutte le questioni alle quali ho accennato finora non sono storie. Sono resoconti e ricordi invocati in questa speciale occasione annuale in modo da mettere a fuoco la nostra attenzione. Quanto è stato portato a termine è effettivamente impressionante in considerazione del breve periodo e della scarsità di occasioni; scarsità provvisoria delle risorse; e incessanti ostilità esterne. Ma non siamo stati mai compiaciuti in nessun caso. Neppure ora che  prospettive di un futuro migliore non ci deluderanno. Definitivamente e ragionevolmente, niente impedirà ai nostri sforzi risoluti di assicurare, infine, uno sviluppo irreversibile e sostenibile attraverso un più duro lavoro.

Signore e signori

Nelle nostre menti sono ancora freschi i ricordi della distruzione e della regressione provocate dall'invasione che ha inteso strangolare il nostro sviluppo e progresso. I nostri progresso malgrado le forze contrarie ha non solo spiazzato i nostri nemici, ma ha aumentato il loro panico. Sarebbe inadeguato dire oggi che queste ostilità ingiustificate stanno rasentando la follia. Anche se è possibile enumerare molti sinistri disegni, è la questione del confine che continua ad essere brandito come  strumento principale per mantenerci impigliati sotto la minaccia e l'incertezza costanti e quindi per impedire il nostro sviluppo e stabilità.

Effettivamente cinque anni sono trascorsi dal pronunciamento della Commissione Confini. Durante quei cinque anni, in aggiunta al desiderio tenerci in ostaggio dell’incertezza, non è stato lasciato nulla di intentato nell'inseguimento della inutile speranze di rovesciare il Governo, generare il caos e l'agitazione, invadere il confine e ridurre l’Eritrea in un annesso sottomesso. Un disegno è sventato… Un altro disegno è inventato e sventato; … senza sosta. L'obiettivo è evidente. La tattica impiegata è costituita dal “guadagnare tempo con l’inganno continuo„. Nel desiderio intenso che la speranza un giorno possa essere realizzata! Ma fino a quando questo continuerà?

Ricordiamo lo stratagemma e il relativo risultato dell'anno scorso. Lo schema relativo a quest'anno nell’ambito della “tattica costante„ relativa all'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza.

Ma prima di esaminare a fondo il contenuto e l'analisi della Risoluzione, è utile sapere, per una migliore comprensione, come e da chi la Risoluzione è stata messa in primo luogo.

La Risoluzione è stata disegnata e proposta da funzionari della amministrazione degli Stati Uniti. Senza suscitare sorprese quando la bozza è stata presentata gli altri membri del Consiglio di Sicurezza non hanno sollevato alcun argomento con l'eccezione di uno Stato Membro. Quando questo Stato Membro ha suggerito correzioni per conferirle un certo equilibrio, il rappresentante degli Stati Uniti ha insistito che la bozza era inalterabile. La risoluzione è stata adottata così come è in nome del Consiglio di Sicurezza delle NU.

Uno degli stratagemmi ricorrenti che troviamo ripetuti nella risoluzione è il tentativo di deviare l'attenzione dalla questione fondamentale del confine e di diluirla concentrando la attenzione “sulla Zona Provvisoria di Sicurezza e il ritiro da essa.„ Provvisoria significa provvisoria. In una occasione il Rappresentante Speciale del Segretario Generale aveva rilevato che la forza di mantenimento della pace, allora schierata per un anno e mezzo, sarebbe stata prorogata fino a cinque anni. E’ possibile chiedere “chi lo ha autorizzato o spinto a rilasciare una tale dichiarazione? Ed esiste una forma temporale specifica per il termine “provvisorio„? Che quel provvisorio significa fino al completamento della delimitazione del confine è naturalmente evidente a tutti. Funzionari della amministrazione degli Stati Uniti che hanno rifiutato “la disposizione finale e immodificabile„ per beffare la norma di legge; e chi evidentemente e ripetutamente ha impedito che il processo giungesse alla delimitazione fisica dopo avere completato tutti i processi tecnici necessari, ha reso obsoleto, più di qualunque altra ragione, la Zona Provvisoria di Sicurezza in termini reali. Nelle circostanze, nessuna parte dovrebbe aspettarsi che il Governo dell’Eritrea assista passivamente, paralizzato dalla incertezza generata ostinatamente, mentre un quarto del proprio territorio sovrano è condannato all’abbandono privato di tutto il lavoro di sviluppo. Intraprendere programmi di sviluppo con le richieste disposizioni di sicurezza è il diritto del governo sovrano e legale e della gente dell’Eritrea. Questo non richiede il permesso di alcuna parte. E le Forze di Difesa dell’Eritrea hanno l'obbligo e il diritto di condurre programmi di sviluppo e di accertare la protezione in questa parte del paese tanto quanto fanno nelle altre parti del nostro territorio sovrano. Per insinuare che il regime del TPLF, al quale è stato permesso di violare l’Accordo di Pace, ostacolare la delimitazione e occupare il territorio sovrano dell’Eritrea, ha uguali diritti nella TSZ come la gente e il governo dell’Eritrea e diffondere perfide accuse contro l’Eritrea, è uno schema perverso e illegale che corrode l'altezza del Consiglio di Sicurezza delle NU e che non può ingannare nessuno.

La Risoluzione contiene apparentemente un romanzo e un articolo significativo  che riconoscono la “accettazione„ del verdetto da parte dell'Etiopia. Questo sotterfugio è inserito deliberatamente per indurre confusione e accreditare il regime del TPLF. Il fatto è che il regime del TPLF è stato incaricato dai funzionari della amministrazione degli Stati Uniti di annunciare la “accettazione„ del verdetto appena prima del passare della risoluzione. Il consiglio è stato: “l'annuncio ci darà la necessaria tolleranza con la risoluzione al UNSC…. Successivamente al marzo 2007 e oltre potete ritornare al vostro usuale gioco per guadagnare tempo  e di sfuggire il processo attraverso i giochi di parole„.

L'Articolo che contiene la clausola: “impegni di supporto alla Forza di Mantenimento della Pace„ è vuoto per la stessa analogia all'articolo che si riferisce “all'integrità del TSZ„. I funzionari della amministrazione degli Stati Uniti hanno reso insignificante la Zona e la relativa essenza provvisoria. Le questioni che emergono rispetto alla Forza di Mantenimento della Pace sono conseguenza di questa grave trasgressione. Lasciando la questione fondamentale da parte, la decisione del Governo dell’Eritrea di mostrasi fermo e di astenersi dalla adozione di misure adeguate pur sapendo perfettamente bene che i parametri di base della TSZ sono stati violati e il dispiegamento della UNMEE reso insignificante e utilizzato come copertura per altri scopi, deve essere effettivamente apprezzato.

La Risoluzione ha inoltre proclamato la nomina di “un inviato speciale per normalizzare i rapporti fra i due paesi.„ Anche questo è un altro schema logoro. Come può la normalizzazione o la pace regionale possibilmente prevalere quando gli accordi sono violati, il Verdetto e la norma di legge violati e i territori sovrani dell’Eritrea occupati? Nessuno può essere ingannato da questo concetto illegale, il quale non può non avere altro scopo tranne quello di oscurare la questione cardinale e guadagnare tempo.

La Risoluzione impone che “alla Commissione Confini sia permesso di portare a termine il suo mandato.„ Ma come ci si può aspettare che la Commissione Confini  compia il suo mandato quando i funzionari della amministrazione degli Stati Uniti per gli scorsi cinque anni hanno incessantemente inventato ostacoli e “ meccanismi alternativi„ per impedire alla EEBC di svolgere il suo lavoro, e quando, anche alla quella ora tarda, hanno costretto e blandito il UNSC per adottare una risoluzione ingannevole che ha niente a che fare con la legalità e  puntata a corrodere la questione cardinale.

Signore e signori

Dopo 5 anni di deliberate violazioni degli Accordi, delle decisioni di arbitrato e della norma di legge, non ci si può aspettare che il governo e la gente dell’Eritrea possa tenere in considerazione seriamente una risoluzione illegale che soprattutto è stato inventata per generare ulteriori complicazioni. Alla EEBC deve essere permesso di demarcare sul terreno la sua decisione di delimitazione senza ingerenze, ostacoli o tortuosità illegali. Al Consiglio di Sicurezza deve anche essere permesso di accollarsi i suoi obblighi in base al capitolo sette della Carta delle NU e alle disposizioni dell'Accordo di Pace. Deve essere sottolineato che al contrario la responsabilità primaria degli impedimenti e delle conseguenze deleterie dei cinque anni scorsi e di nuovi ostacoli e di conseguenze negative che si potranno incontrare di qui in avanti, non grava sul Consiglio di Sicurezza ma sui funzionari della amministrazione degli Stati Uniti.

Signore e signori

Originalmente avevo intenzione di parlare delle questioni regionali; particolarmente degli interventi e complicazioni pericolose alle quali stiamo assistendo in Sudan e in Somalia. Tuttavia, dal momento che questi argomenti sono stati oggetto di numerose recenti dichiarazioni e per brevità, chiederò soltanto di ricordare le osservazioni che ho fatto l'anno scorso rispetto alla natura e alla condizione degli affari internazionali nell'era del dopo Guerra Fredda.

Cari Compatrioti nel paese e all'estero

Abbiamo superato sfide formidabili, ostacoli e complicazioni per raggiungere una fase con prospettive e possibilità molto più alte. Eppure le sfide con le quali ci dovremo confrontare non dovranno essere sottovalutate. Dobbiamo per questo lavorare con maggior vigore e fermezza. Desidero ringraziare ed estendere le mie congratulazioni a tutti i miei compatrioti nel paese e all'estero e fino tutti i rami del governo e del PFDJ. Ringraziamenti speciali sono, soprattutto, dovuti le nostre Forze di Difesa che stanno dando il loro contributo alla sicurezza e allo sviluppo economico del nostro paese pagando con pesanti sacrifici e resistendo alle occasioni perse.

In conclusione, desidero ringraziare tutti gli artisti e i giovani che hanno lavorato duramente per realizzare le celebrazioni del sedicesimo anniversario della nostra indipendenza, come in altre occasioni sacre, vibranti e occasione per sostenere la consapevolezza e la fermezza del pubblico.

I miei auguri per un anno felice e buone piogge.

Gloria ai nostri Martiri che hanno reso possibile la nostra esistenza.

Vittoria alle Masse!