Dichiarazione di S.E. Estifanos Afeworki Haile, ambasciatore dello Stato di Eritrea presso la Repubblica del Giappone, alla riunione ad alto livello di Seul sulla pirateria al largo delle coste della Somalia, ospitato dalla Repubblica di Corea il 9/10 giugno 2009, con il contributo del Giappone e in collaborazione con l'IMO.

 
15 giu. 2009


Onorevoli delegati,
Signore e Signori,

E' un grande onore e piacere per me partecipare a questa riunione ad alto livello per affrontare la pirateria al largo delle coste della Somalia, ospitato dalla Repubblica di Corea, con il contributo del Giappone, in collaborazione con l'OMI. Prego di accettare la mia sincera gratitudine per la calorosa accoglienza ricevuta dal governo della Repubblica di Corea e dagli organizzatori di questo incontro.

Lasciatemi cogliere l'occasione per condividere con voi il punto di vista del mio governo circa la pirateria al largo delle coste della Somalia, attraverso questo breve intervento:

Primo: La Somalia si è trasformata da una relativa pace a una situazione caotica dopo che il paese è stato invaso dall’Etiopia nel 2006. Ci sono state delle conseguenze giuridiche, morali, politiche, storiche, umanitarie ed economiche negative provocate questa invasione, e le sue implicazioni per la stabilità e la prosperità della regione sono ancora grandi.

Sono certo che voi siate tutti d'accordo con me sul fatto che questa invasione in è in contrasto con il diritto internazionale e ha creato i presupposti per il disordine nella nostra regione. I risultati di questa invasione si sono direttamente e chiaramente manifestati nel mare al largo della costa somala nel 2007 e nel 2008 il quale si è trasformato rapidamente in un punto caldo di pirateria come pure nell’epicentro di pesca illegale, commercio, traffico di droga, di armi, di gente... etc.

Questo coinvolge molti gruppi d'interesse e di soggetti sia dall’entroterra di Asia e Africa che di altri luoghi.

Secondo: La necessità di collaborare nel quadro delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Marittima Internazionale(IMO) per la promozione di un trasporto marittimo internazionale economico, sicuro, efficiente e sostenibile, e portare il diritto e l'ordine nel Golfo di Aden, non può essere messa in discussione. Non ha bisogno di ulteriori spiegazioni dal momento che Eritrea è stata ed è ancora un membro attivo di questa organizzazione.

Terzo: Come sapete l'Eritrea si trova tra le latitudini 12 gradi 45'N e 18 gradi 03'N, e le longitudini, 37 gradi 35'E e 43 gradi 07'E. Essa possiede una fascia costiera di più di 1350 km lungo la costa sud-occidentale del Mar Rosso. Le coste eritree si estendono dal confine nord con il Sudan, a Ras Kesar, alla sua frontiera meridionale con Gibuti, a Ras Dumera. Inoltre il Mar Rosso dell’Eritrea contiene più di 350 isole che formano una costa di più di 1.950 km.

L'area della superficie eritrea è stimata in circa 124.000 km quadrati e le sue acque territoriali coprono una superficie di circa 55.000 km quadrati. La piattaforma continentale (fino a una profondità di circa 200 m) si estende dalla costa ad una distanza massima di 120 km a est di Massaua, ridotti a circa 20 km a nord e a sud del paese verso Bab-el-Mendeb.

Pertanto l'Eritrea ha la responsabilità così come l'obbligo di garantire la sanità e la sicurezza di questa rotta marittima, perché è di vitale importanza per la propria pace, sicurezza e prosperità, nonché lo svolgimento sicuro del traffico marittimo internazionale.

L’Eritrea esprime ancora una volta in questo importante incontro la sua incondizionata disponibilità a lavorare e impegnarsi in modo costruttivo con tutti gli Stati costieri nelle vicinanze per la sicurezza del traffico marittimo nel Mar Rosso e oltre.

Quarto: L’Eritrea è consapevole dei passi militare compiuti da numerosi paesi nel Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano per contrastare i pirati, a partire del 2008. L'Eritrea è anche consapevole che la sicurezza di questo importante braccio di mare è giudicata come critica e fonte di preoccupazione per i paesi industrializzati le cui importazioni di petrolio greggio e il traffico marittimo ammontano a oltre 20.200 navi l'anno.

Quinto: Il GOE invoca e chiede a tutti i soggetti interessati riuniti oggi in questa importante riunione a studiare i modi e gli strumenti per un cambiamento e a unire menti, mani e organizzazioni per realizzare sforzi bilaterali e multilaterali, per costruire e mantenere la stabilità, e garantire la prosperità nella regione.

Questo ricercando la causa alla radice del problema creato dall’invasione etiopica in Somalia nel 2006 che ha attivato questo fenomeno della pirateria e ha contribuito alla diffusione del commercio illegale, del traffico di droga, di esseri umani, di armi ecc. compreso e non escluso lo spostamento massiccio di popolazione dai suoi mezzi di sussistenza fuori/su/da/per la costa della Somalia.

Per ultima cosa, ma non per questo meno importante, vorrei assicurarvi onorevoli delegati in questo incontro che l'Eritrea non ha alcun interesse a sostenere in Somalia un gruppo contro un’altro, perché questo è contro la sua politica nazionale per la pace e la sicurezza. L’Eritrea sostiene una soluzione interna "Tutta la Somalia - Una Somalia". L’Eritrea sostiene tutti gli sforzi sinceri di costruzione della pace nella regione, su basi simili. Tutte le persone nella regione meritano uguale rispetto e comprensione. Ripeto tutte le persone e non pochi selezionati individui.

Ringrazio tutti voi per la vostra comprensione e spero nella vostra collaborazione.


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