Dichiarazione dell’OEA sulla duplice minaccia del vice Ministro Frazer

Venerdì 17 agosto 2007 il vice-ministro degli Stati Uniti Jendayi Frazer ha minacciato di inserire l’Eritrea su una lista di paesi che supportano il terrorismo. Ha indicato che gli Stati Uniti stanno considerando di aggiungere questa giovane nazione africana alla lista, basandosi sul presunto supporto dell’Eritrea agli insorgenti somali come segnalato dal cosiddetto gruppo di Verifica e Controllo delle NU per la Somalia.

Considerare l’Eritrea, una delle prime vittime dell’attività terroristica di Osama bin Laden, come sostenitrice di tale scopo è grosso sproposito. Diffondere tali assurdità prive di basi legittime e con questo grado di disattenzione, mette di fatto in ridicolo la guerra contro il terrorismo. Questo cosiddetto Gruppo di Verifica e Controllo delle NU per la Somalia ha una credibilità molto dubbia. In realtà questo stesso gruppo ha originariamente presentato l'invasione della Somalia come una guerra di procura fra l’Eritrea e l'Etiopia manipolando i fatti e fabbricando dati che denunciavano la presenza di più di 2.000 soldati eritrei in Somalia. Naturalmente finora non ne è stato trovato nessuno neppure un singolo giornalista o istituzione che ha chiesto a questo gruppo di rendere conto per le sue infondate affermazioni.

In occasione della sua inopportuna conferenza stampa la dott.ssa Frazer ha aggiunto insulto al danno quando si è riferita agli Eritrei-Americani con l’appellativo di “Eritrei che vivono nel nostro paese”, mettendo in dubbio il termine “Americano” nella espressione “Eritreo americano”. Uno dei motivi principali per i quali abbiamo dato vita all'Organizzazione degli Eritrei Americani(OEA) nel 1998, era di contribuire a rinforzare il rapporto fra il nostro paese adottivo (Stati Uniti) e la nostra patria (Eritrea). Quindi siamo anche rimasti scossi nel sentire il dubbio del vice Segretario di Stato sulla seconda metà della nostra identità scritta con un trattino e ha parlato esprimendosi con “noi” e “voi”, e ci ha ricordato la caso degli Americani-Giapponesi internati durante la seconda guerra mondiale, uno dei capitoli oscuri della storia degli Stati Uniti.

Questo è quello che la vice Segretaria di Stato ha detto spiegando le ragioni della conferenza stampa: “Ma ho pensato che fosse particolarmente importante spiegare chiaramente lo scopo della nostra azione ai circa 200.000 eritrei che vivono negli Stati Uniti in modo che possano capire che questo non è un segnale, in alcun senso, che gli Stati Uniti hanno problemi con gli eritrei che vivono nel nostro paese. E, infatti, questi possono continuare a ottenere servizi dalla loro Ambasciata qui in Washington DC. Ma per noi era importante portarli a conoscenza del fatto che l’Eritrea sta ponendo limitazioni ai nostri diplomatici e trattarli reciprocamente”.

Andate a dire questo agli Eritrei-Americani che stanno combattendo nelle forze armate degli Stati Uniti contro il terrorismo in Irak e in altri posti.

Ci rammarichiamo di vedere i rapporti Stati Uniti-Eritrea deteriorati e  deteriorati a questo livello. Siamo seriamente preoccupati circa il modello di comportamento e il livello di ostilità personale del Ministro per l'Africa, il dott. Jendayi Frazer, verso l’Eritrea. È molto difficile capire come una tale supponente e vile campagna servire gli interessi degli Stati Uniti. L’Eritrea respinge il terrorismo ed è un forte alleato potenziale e un socio leale per gli Stati Uniti. Ma gli Stati Uniti devono adottare una politica giusta nei confronti di tutte le parti nel Corno d’Africa se vogliono raccogliere benefici da tale potenziale partner. Non ci è avversione fondamentale dei valori occidentali in Eritrea. L’Eritrea ha condannato fortemente l'invasione dell'Etiopia, sostenuta dagli Stati Uniti, della Somalia.  Molti politici americani patrioti rispettati e giornalisti hanno riconosciuto la follia del metodo della sig.ra Frazier.  Il rifiuto dell’Eritrea di accettare l’avventurismo della sig.ra Frazer non dovrebbe essere un motivo valido per il deterioramento dei rapporti Usa-Eritrea fino al punto estremo di etichettarla “Sponsor del terrorismo”.

In conclusione vorremmo impegnarci duramente per invertire questa tendenza sfavorevole nei rapporti Stati Uniti-Eritrea e assicurarci che nessuno minacci la nostra identità americana e chiedono a tutti gli Eritrei-Americani di contribuire a questo processo in tutti i modi possibili, incluso quello di mettersi in contatto con i loro rappresentanti al Congresso.