Comunicato stampa sulla situazione in Somalia


Ieri 9 luglio 2009 il Consiglio di Sicurezza ha rilasciato una dichiarazione presidenziale sulla Somalia. La dichiarazione non merita una risposta elaborata dal momento che i veri fatti che circondano la questione sono in effetti ben noti. Per la cronaca, tuttavia, di seguito sono sottolineate le dimensioni oggettive e legali dell'intera questione.

Il Consiglio di Sicurezza non è in possesso della autorità provvidenziale. Il Consiglio di sicurezza non è al di sopra della legge. Il Consiglio di Sicurezza non può sostituirsi al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Il Consiglio di Sicurezza non può violare la sovranità, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica, e l'unità della Somalia in modo arbitrario.

Come tale, il Consiglio di sicurezza, non ha alcun mandato legale o l'autorità di presentare come "legittimo" e di imporre un "governo", la cui influenza è limitata a una piccola area della periferia della capitale, alla gente somala contro la loro volontà.

Coerentemente possono essere sollevate le seguenti semplici domande:

Ha il Consiglio di sicurezza riconosciuto i governi stabiliti in "Somaliland", "Puntland" o Kismayo come entità sovrana o di transizione? Se il Consiglio di sicurezza non dà loro il suo riconoscimento cosa costituisce la base giuridica delle sue decisioni? Se non li riconosce quali sono le ragioni?

Che ne è della risoluzione del Consiglio di sicurezza 1725 (2006) passata in data 6 dicembre 2006, che invita a "... il rispetto per la sovranità, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica, e l'unità della Somalia"?

Il governo e il popolo di Eritrea non hanno riconosciuto, non riconoscono e non riconosceranno un governo che è imposto alla Somalia dall’esterno contro la scelta della gente somala e in violazione del diritto internazionale così come della Carta delle Nazioni Unite.

Nella circostanza la dichiarazione, sponsorizzata dal Regno Unito e Uganda e rilasciata in nome della Presidenza del Consiglio di Sicurezza, è priva di qualsiasi legittimità.

Invece di fare dichiarazioni che si contraddicono a vicenda e che basandosi su metodi diversi di applicazione a seconda dei casi conseguentemente ne diminuiscono la sua statura, il Consiglio di sicurezza dovrebbe adottare commisurate azioni legali contro tutti coloro che prolungano e aggravano le sofferenze della gente somala, e le parti che stanno destabilizzando la regione del Corno d'Africa.

Infatti il Consiglio di sicurezza dovrebbe sostenere un vero e proprio processo politico non gravato da interferenze esterne, e che rispetti la scelta di tutto la gente somala nel "Somaliland", "Puntland", Kismayo e in altre parti della Somalia e della diaspora, piuttosto che rinviare la soluzione di volta in volta o cercare capri espiatori per coprire il suo fallimento.

Ministero degli Affari Esteri
Asmara
10 luglio 2009
 


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