Comunicato stampa sulla campagna antieritrea

Asmara, 3 Ago. 2011 - In continuazione della loro attività malefica, i nemici del popolo eritreo sono attualmente impegnati in campagna intensiva per imporre ulteriori sanzioni contro l'Eritrea, ponendo il regime TPLF ancora una volta in prima linea. Il regime TPLF, che ha dato l'ordine di attuare questo disegno, ha distribuito un "progetto di risoluzione per ulteriori sanzioni" attraverso il suo rappresentante permanente presso le Nazioni Unite.

Il progetto di risoluzione, che è circolato in violazione delle regole e delle procedure del Consiglio di sicurezza dell'ONU, attesta pienamente il grado di frustrazione da parte dei nemici del popolo eritreo.

Il progetto comprende le seguenti misure:

- Invito a tutti i paesi ad adottare misure preventive di blocco delle rimesse economiche a sostegno dei programmi di sviluppo della Patria da parte dei cittadini eritrei che vivono all’estero;
- Invito a tutti i paesi a impedire alle proprie imprese di impegnarsi in attività minerarie in Eritrea;
- Invito a tutti i paesi di evitare di comprare oro o altri minerali dall’Eritrea;
- Invito a tutte le istituzioni internazionali e finanziarie di evitare l'estensione di assistenza o di prestiti all’ Eritrea.

Lo scopo di tale progetto di risoluzione preparata da una mente disturbata è essenzialmente progettato per fornire copertura per l'illegale invasione e occupazione di territori sovrani eritrei. Inoltre, mira a impedire il passo dello sviluppo del popolo eritreo, che, a differenza di quelli che dipendono dalle elemosine, hanno segnato risultati epocali senza essere ostaggio di cospirazioni nemiche.

Il governo dell'Eritrea chiede al Consiglio di sicurezza dell'ONU di annullare le ingiuste sanzioni contro l'Eritrea e di condannare gli atti del regime TPLF tesi a fomentare la crisi e l’instabilità nella regione del Corno d'Africa, senza essere ingannati dalla attuale campagna di falsità. Si invita inoltre il Consiglio a tener fede ai suoi obblighi e fare in modo che il regime ritiri le sue forze dai territori sovrani eritrei.

Ministero degli Affari Esteri

 


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