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Comunicato stampa:
Perché il Consiglio di sicurezza si sofferma su un diversivo
Come chiarito nelle nostre
precedenti comunicazioni non vi è alcuna reale disputa territoriale tra
Eritrea e Gibuti. L’Eritrea non nutre alcuna ambizione territoriale o
rivendicazione di sorta nei confronti di Gibuti. L’Eritrea non ha
oltrepassato il confine del suo territorio per occupare un solo pollice
di territorio sovrano del paese vicino e fraterno.
Mentre questi sono i fatti il governo di Gibuti si è purtroppo impegnato
negli ultimi due mesi in una non provocata, intensiva e ostile campagna
contro l'Eritrea, sotto la spinta di forze esterne. Questa campagna è
sostenuta da secondi fini che non hanno nulla a che fare con un presunto
problema di confine tra i due paesi. Per aggravare e drammatizzare la
situazione, tuttavia, il governo di Gibuti è stato anche indotto il 10
giugno dello scorso mese a lanciare un attacco sconsiderato contro
nostre unità territoriali.
Il gioco trasparente, sostanzialmente etichettato e confezionato a
Washington, si propone di fomentare una crisi artificiosa per far
precipitare le condizioni regionali per giustificare ingerenze e
complicazioni, e, come è successo, il Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite e altri organismi regionali sono stati posti sotto
pressione per passare rapidamente ingiustificate dichiarazioni e
risoluzioni.
L'ironia di tutta la vicenda è infatti evidente. Il Consiglio di
Sicurezza ha evitato le proprie responsabilità nell'anno passato per
assecondare l'occupazione etiopica di territori sovrani eritrei, tra cui
la città di Badme, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e
l’accordo di pace di Algeri. Inoltre dal mese di aprile di quest'anno,
l'Etiopia ha occupato il Monte Ali Musa, che include territori sovrani
di Gibuti ed Eritrea, per il posizionamento di armi offensive a lungo
raggio.
Mentre questi atti di flagrante aggressione vengono ignorati, al
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ora è stato chiesto di
inviare "missioni ricognitive" e lanciare "operazioni diplomatiche" per
un problema inesistente.
L’Eritrea desidera sottolineare che esso non può occuparsi di ordini del
giorno esogeni quando il vero problema è stato, e continua ad essere,
ignorato e insabbiato. Le principali cause di potenziale
destabilizzazione regionale sono chiare e infatti ancora una volta
l’Eritrea chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di
canalizzare i suoi sforzi per affrontare i problemi reali.
Ministero degli Affari Esteri dell'Eritrea
Asmara
9 giugno 2008
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