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Comunicato stampa:
"False accuse non sono in grado di minare la decisione definitiva e
vincolante
di demarcazione del confine"
5 Mar 2008 - Ministero degli Affari Esteri
dell'Eritrea - Nelle ultime settimane il Segretariato delle Nazioni
Unite si è impegnato in una ingiustificata campagna di stampa e
diplomatica negativa contro l'Eritrea. Nonostante le provocazioni, il
Governo di Eritrea ha deciso di impegnarsi in modo costruttivo con il
Segretariato delle Nazioni Unite per evitare che la tattica insensata
messa in atto allontani la attenzione dal soggetto principale.
L'obiettivo di danneggiare l'immagine dell’Eritrea con accuse, è parte
della strategia per distogliere l'attenzione dalla occupazione etiopica
del territorio eritreo sovrano e per punire Eritrea per la sua ferma
posizione giuridica relativa alla decisione definitiva e vincolante di
demarcazione della frontiera con l'Etiopia. E’ sorprendente tuttavia il
motivo per cui il Segretariato delle Nazioni Unite ha abbandonato la sua
neutralità per servire la volontà dell’Etiopia e delle sue corti.
Questa parzialità e asservimento, da parte delle Nazioni Unite e del
Consiglio di Sicurezza per le esigenze dell’Etiopia e dei suoi
protettori è iniziata molto tempo fa. Nel 2003 Etiopia ha pubblicamente
respinto la decisione "definitiva e vincolante" della Commissione
Confini Eritrea Etiopia (EEBC) denunciandola come "illegale, ingiusta e
irresponsabile", e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di creare un
"meccanismo alternativo". Il Consiglio di Sicurezza avrebbe dovuto
condannare questa grave violazione degli Accordi di Algeri e approvare
immediatamente misure volte a garantire la conformità con i termini
dell’accordo e mantenere la sua integrità.
Purtroppo il Consiglio di Sicurezza non solo ha ignorato queste parti
fondamentali del Trattato, ma ha anche cercato di placare l’Etiopia
proponendo "Inviati Speciali". Anche ora, dopo la che la EEBC ha
formalmente presentato la sua decisione di demarcazione alle parti, il
Consiglio di Sicurezza, come esemplificato nella sua risoluzione 1798
(2008) continua ad alludere ai "buoni uffici" del Segretario generale
delle Nazioni Unite, invece di agire sull’Etiopia per forzarla a
ritirarsi dai territori sovrani eritrei.
Il Governo di Eritrea è fermamente convinto che qualsiasi "meccanismo
alternativo" e "Inviato Speciale" legato al problema della frontiera che
è legalmente risolto, è irrilevante, inaccettabile e potrebbe costituire
un pericoloso precedente nel diritto internazionale. Il temporaneo
"trasferimento" della Missione delle Nazioni Unite in Etiopia ed Eritrea
(Unmee), giustificata con il pretesto della mancanza di carburante, e la
conseguente campagna mediatica e diplomatica contro l'Eritrea a questo
proposito, sono soltanto parte della infastidita reazione dell’Etiopia
alla bocciatura dell’Eritrea a ogni minima deroga alla definitiva e
vincolante demarcazione del confine. Di conseguenza, come di seguito
illustrato, ciò che è accaduto intorno alla temporanea "delocalizzazione"
della Unmee non giustifica le critiche avanzate contro l’Eritrea.
L’Eritrea, come paese sovrano, soggetto primario dell'accordo che
prevedeva la creazione della Unmee per la missione di mantenimento della
pace, avrebbe dovuto essere informato in anticipo dettagliatamente di
tutte le eventuali modifiche dello status della missione e dei
principali movimenti della missione stessa al di fuori della sua area di
responsabilità. Tuttavia le notifiche e le Note Verbali della Unmee su
questi temi sono stati molto incomplete, nonché fastidiose e
provocatorie nella peggior misura.
Al governo di Eritrea è stato comunicato che la Unmee aveva deciso di
trasferirsi in Etiopia nel pomeriggio del 12 febbraio per una
delocalizzazione che avrebbe dovuto verificarsi la mattina del 13
febbraio. La nota verbale, che è stata inviata da Unmee, non includeva
tutte le informazioni sulla portata e la durata del trasferimento;
spiegazioni giuridiche delle sue implicazioni rispetto all’originale
impiego della Unmee, in termini di applicazione delle disposizioni degli
Accordi di Algeri; dettagli logistici, in termini di percorso e altre
informazioni fondamentali vitali .
La Unmee Force Commander (FC) ha ulteriormente informato le autorità di
governo eritree ad Asmara che la delocalizzazione si sarebbe realizzata
per il contingente del settore ovest muovendo in direzione di Badme; per
quello del centro in direzione di Zalambesa e per quello dell’est in
direzione di Bure.
La FC
non ha fornito risposta alla richiesta di come si era potuto contemplare
un movimento di truppe a Badme, se questa era una delocalizzazione in
Etiopia. Il Dipartimento delle Nazioni Unite per le operazioni di
mantenimento della pace (Dpko), ha successivamente negato e ritirato le
informazioni fornite dal Commander.
Per quanto riguarda il "raggruppamento" dei membri della Missione in
Asmara, il Dpko / Unmee ha informato il Governo di Eritrea sulla
questione il 22 Febbraio quando il grosso delle truppe era già arrivato
ad Asmara. Al Governo di Eritrea non è stato fornito in anticipo il
piano per il movimento, la gestione delle attrezzature pesanti della
Missione e altri dettagli necessari.
A seguito di questo il governo eritreo ha contattato il Dpko per
conoscere i piani delle Nazioni Unite circa la Unmee. Tuttavia non è
pervenuta nessuna di tali informazioni. Piuttosto il Dpko ha inviato
messaggi contraddittori. In una Nota Verbale il Dpko chiede la
fornitura di combustibile e il sollevamento delle restrizioni dei
movimenti per la Unmee perché possa tornare ai suoi siti originali, in
un'altra nota verbale, scritta lo stesso giorno, chiede al governo
eritreo di prendere in custodia le "attrezzature" Unmee eventualmente
lasciate nei siti, senza ulteriori dettagli.
Altre
due Note Verbali inviate il 27 febbraio elencano i posti da cui essi si
sono già ritirati e richiedono al governo eritreo di dichiarare che la
Unmee potrebbe usare i porti e gli aeroporti del paese nel caso in cui
si decida di ritirare le sue truppe e attrezzature.
La campagna di stampa e diplomatica negativa che si sta facendo non è
giustificata e accettabile. Il Segretario generale ha accusato l’Eritrea
al Vertice UA di Addis Abeba senza nemmeno menzionare il fatto che
l'Etiopia ha rifiutato di rispettare i suoi obblighi derivanti dal
trattato.
Il Dpko
e in particolare la Unmee ad Addis Abeba hanno diffusione informazioni
velenose affermando che la vita delle truppe della Unmee era in
pericolo; che gli era stato negato l'approvvigionamento alimentare; che
a volte erano stati costretti a raggrupparsi; che altre volte sono stati
tenuti in ostaggio per impedirgli di trasferirsi in Etiopia. In questi
giorni si sta sostenendo che l’Eritrea intende requisire le armi della
Unmee dal momento che molti hanno potuto scoprire che la propaganda
delle ultime settimane è in contrasto con i fatti.
Nessuna di queste accuse è basate su fatti concreti. L’Eritrea non ha
mai adottato alcuna azione che possa mettere la vita dei membri della
missione di mantenimento della pace a rischio o manomesso le loro
attrezzature. L'intero episodio è prefabbricato. Washington e Addis
Abeba sono alla base di questa campagna negativa principalmente al fine
di spostare l'attenzione dal problema centrale: la occupazione
dell’Etiopia di territori eritrei. Infatti la infondata campagna
mediatica ha incoraggiato Etiopia a richiedere al Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite di “imporre sanzioni punitive” a carico
dell’Eritrea, vittima della sua occupazione illegale.
Il Governo di Eritrea si rammarica per l’impegno del Consiglio di
Sicurezza in questioni secondarie ignorando la continua occupazione
illegale dei territori sovrani eritrei da parte dell’Etiopia.
L'occupazione illegale è una vera e propria minaccia per la pace, la
sicurezza e la stabilità dei due paesi e della regione nel suo
complesso. Il governo, pertanto, ribadisce il suo invito al Consiglio di
Sicurezza ad assumersi le sue responsabilità giuridiche e di agire con
determinazione per porre fine alla occupazione nell’interesse della pace
e sicurezza regionali e internazionali.
Indipendentemente dalla campagna di disinformazione e di intimidazione
il Governo di Eritrea ribadisce che esso si atterrà al nocciolo della
questione e alla decisione che ha legalmente concluso in maniera
definitiva e vincolante la demarcazione del confine. Per quanto riguarda
il Segretariato delle Nazioni Unite, il governo si aspetta che voglia
comunicare in anticipo i piani dettagliati e le relative informazioni
concernenti lo status e il futuro della Unmee.
Ministero degli Affari Esteri dello Stato di Eritrea
Asmara,
3 Marzo 2008
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