Comunicato del YPFDJ Europa

Deplorevole atto di intimidazione a una nazione
nuova che assume una posizione indipendente
 

 Il 23 dicembre 2009, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha passato l'ennesima decisione scandalosa che è chiaramente in contrasto con l'interesse del popolo eritreo e rimarrà con infamia sul calendario storico dell’Eritrea. La sanzione è stata nascosta da parte degli attori del progetto di risoluzione, nella riunione del Consiglio di Sicurezza numero 6254, profittando del periodo delle feste, mentre la maggior parte dell’organizzazione era distratta dalla celebrazione delle festività.

Questo vergognoso atto di tradimento del Consiglio di sicurezza dell'ONU verso il popolo eritreo si ripete nel 21° secolo, dopo che le Nazioni Unite si impegnarono in un  tradimento simile nella metà del secolo scorso. Il Consiglio di Sicurezza è stato abbindolato al fine di raggiungere tale decisione da parte di una ristretta fazione di membri capeggiati dal nocciolo duro della diplomazia degli Stati Uniti con l'unico obiettivo di indebolire lo Stato di Eritrea a renderlo come un altro Stato satellite nel Corno d'Africa.

L'intero processo di demonizzazione dell’Eritrea, che è culminato con la sanzione, è stato gestito con deliberato sfruttamento dei forum regionali e internazionali, calpestando gli obiettivi iniziali di queste organizzazioni. E' altamente deplorevole osservare che nel 21° secolo l'Unione africana e le Nazioni Unite possano essere trattati con tanto disprezzo e derisione da un solo paese, e provocare come risultato la sofferenza di milioni di persone nella regione.

Tale sanzione si basa sulla pura invenzione di eventi che sono stati progettati per ingannare e manipolare la comunità internazionale e convincerla che l'Eritrea è un ostacolo alla pace nella regione, mentre la verità è il contrario. Tuttavia gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri che hanno visto la posizione indipendente dell’Eritrea come intollerabile,  prima hanno trovato l’Eritrea colpevole e poi sono andati a cercare le prove, e non hanno saputo fornire uno straccio di una sola prova che possa giustificare l'adozione di misure punitive contro l'Eritrea.

L'ingiustizia e l’iniquità alle quali stiamo assistendo in questa applicazione di sanzione, è di proporzioni colossali. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU non ha voluto alzare un dito per quanto riguarda l’enorme controversia del confine tra Etiopia ed Eritrea, che ha provocato almeno 100.000 morti e ancora drena le risorse di entrambe le nazioni ancora oggi, e ha trovato adatte per accuse architettate e irrilevanti in merito ai confini con Gibuti per piombare sull'Eritrea come tonnellata di mattoni.

È sconfortante osservare i mass media internazionali non soffermarsi un solo momento nel porsi alcune domande cercando di scoprire la verità, invece di ripetere con clamore ciò che veniva detto dai potenti e dai loro agenti, quando la sanzione è stata approvata. Il castigo scelto nel sanzionare l'Eritrea è progettato puramente per indebolire l'Eritrea e incitare il governo di minoranza in Etiopia ad avventurarsi in interventi contro l’Eritrea.

Speriamo e crediamo che il popolo eritreo e il governo superino questa situazione e utilizzino la loro esperienza e la loro forza per trasformare questa situazione a vantaggio del popolo eritreo. L’organizzazione del PFDJ giovani in tutto il mondo è delusa dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU per non aver scelto di rettificare i torti che ha commesso contro il popolo eritreo durante il secolo scorso, e costernato di osservare che le nazioni grandi e potenti possono abusare della loro potenza per molestare e minacciare una nuova nazione per l'adozione di una visione equilibrata, che può consentire a servire il popolo del Corno d'Africa e raggiungere la pace e la stabilità a lungo termine.

Quindi deploriamo con tutto il cuore la sanzione approvata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU contro l'Eritrea. Sosterremo e lavoreremo insieme al Governo eritreo nel suo sforzo di raggiungere la pace e la stabilità nella regione, che porterà prosperità futura per il suo popolo.

 
27 dicembre 2009
YPFDJ Europa

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