Carta delle Nazioni Unite

 

Capitolo 7 della Carta delle U.N.: qualcosa che si può applicare o meno.

Apr.  22, 2006, 17:15

Questa settimana i mezzi di informazione globale stanno riportando i temi della conferenza stampa recentemente tenuta dalla  Segretaria di Stato degli STATI UNITI Condoleezza Rices  per quanto riguarda il vietare i programmi nucleari ingiustificati che possono mettere in pericolo la pace internazionale  invitando fortemente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a fare rispettare il capitolo 7 della Carta delle U.N. ed a prendere a misure decise contro l'Iran, allo scopo di costringere il paese a osservare  gli accordi e gli obblighi internazionali. Il capitolo 7 della lettera di U.N. è una parte importante della costituzione delle U.N. ed include tutte le azioni punitive che devono essere intraprese contro i membri  che destabilizzano la pace di altre nazioni  membri o effettuano gli atti di autentica aggressione.

Gli articoli 41 e 42 della Carta prevedono le azioni che vanno intraprese immediatamente nei confronti delle parti che destabilizzano la pace  internazionale e provvedimenti come la chiusura di tutti i mezzi di comunicazione (Marine, terrestri e aeree, servizi postali e telegrafici cosi come comunicazioni radio) e sanzioni economiche, commerciali così come diplomatiche. E se la situazione continua a sfuggire di mano, azioni militari da intraprendere con le forze dei paesi membri. Comunque, come si è potuto osservare il capitolo 7 della Carta delle U.N. è applicato o meno a seconda delle relazioni geo-politiche e degli interessi delle grandi potenze del nostro mondo. Le grandi potenze del nostro mondo gestiscono a proprio piacimento  la forza nucleare e gli arsenali nucleari allo scopo di “Mantenere le pace mondiale”, la legge internazionale uno stretto monitoraggio sugli altri. 

E questo è stato ed è ancora una indicazione di aperta discriminazione e di diverso valore delle leggi internazionali, principi e accordi. In molte parti del mondo oltre i sopraccitati discutibili programmi nucleari, si sono verificate da parte di paesi membri un certo numero di azioni apertamente aggressive che destabilizzano la pace regionale e internazionale ed le regole di legge. Parallelamente a questo il capitolo 7 della Carta delle U.N. è stato a volte promulgato e a volte relegato come se non fosse stato proclamato. Il caso dell’Eritrea e dell’Etiopia è un caso evidente di questo doppio standard. L’articolo14 degli accordi di Algeri dove i garanti dell’ accordo stesso; le U.N., l’Unione Europea, l’Unione Africana, gli U.S.A., sottoscrissero concordemente la loro presenza come testimoni sottolineando “Se una delle parti viola l’accordo, basato sul capitolo 7 della Carta delle U.N., il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite prenderà tutte le misure necessarie”.

Comunque il regime aggressivo del TPLF ha respinto il verdetto di una Commissione Internazionale indipendente, impedito la implementazione del verdetto per quattro anni, spodestato decine di migliaia di eritrei dalle propria terra natia, bloccato, occupato e violato la sovranità territoriale eritrea, destabilizzato la pace della gente  portando la regione verso una pericolosa crisi  e la comunità internazionale, specialmente i garanti degli accordi di Algeri, non sono ancora nella posizione di accettare le responsabilità assunte in occasione dei patti di Algeri e sgonfiare la pericolosa tensione che sta fermentando. Al contrario hanno esposto le leggi internazionali  ed i regolamenti all’umiliazione e al loro posto applicano la rinuncia del ricorso alla legge. Poiché il capitolo 7 delle U.N. è qualcosa che si può applicare o meno a seconda dei casi.