Bolton rivela che la Frazer ha lavorato per riaprire la decisione sul confine Eritrea/Etiopia in favore dell’Etiopia

da OEA

L’ex alto funzionario della amministrazione Bush, John Bolton, ha pubblicamente e inequivocabilmente rivelato che il Segretario di Stato per gli affari africani Jendayi Frazer ha cercato di impedire la demarcazione della frontiera eritreo/etiope basata sulla decisione definitiva e vincolante del 2002 della Eritrea Etiopia Boundary Commission (Eebc).

Nella sua memoria pubblicata di recente, "Arrendersi non è una opzione: Difendendo l'America presso le Nazioni Unite e all'estero" (Threshold Editions), l’ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Bolton afferma che nel febbraio 2006 la Frazer lo aveva informato che voleva "riaprire" la decisione del 2002 della Eebc", che secondo lei era sbagliata, e aggiudicare un importante pezzo contestato di territorio all’Etiopia  (pagina 347).

Bolton descrive la sua sorpresa per la posizione della Frazer perché nel gennaio del 2006 aveva ottenuto che il Consiglio di sicurezza approvasse una "Iniziativa Usa", promossa dalla Frazer sulla questione del confine, sulla base del fatto che questa iniziativa si sarebbe concentrata esclusivamente sulla rapida attuazione della decisione della Eebc.

Bolton inoltre descrive in dettaglio ciò che egli ritiene sia stata la singolare attenzione dell’ex Segretario generale dell'Onu Kofi Annan, del vice di Annan Mark Malloch Brown (ora ministro del Regno Unito per l'Africa e Asia), e di molti membri del Consiglio di sicurezza sul punire l’Eritrea per le sue restrizioni sulla forza di pace delle Nazioni Unite nota come Unmee, e la mancanza di attenzione per la questione principale: l'ostruzionismo dell’Etiopia al processo di demarcazione.

Bolton rileva che la Unmee "ha semplicemente contestato all'Etiopia piatte violazioni dei suoi impegni" (pagina 344). Inoltre Bolton ritiene che "l'Eritrea ha un punto fermo: l'Etiopia aveva concordato un meccanismo per risolvere la disputa di confine nel 2000 e ora cerca di non rispettarlo" (pagina 344).

La rivelazione di Bolton circa la Frazer, coordinatore statunitense ufficiale per gli affari africani, fornisce una utile conoscenza delle sue probabili motivazioni per le recenti dichiarazioni ostili verso l'Eritrea, copertura del governo etiope ed equivoca retorica sulla demarcazione.

Quando la Frazer racconta alla “Voice of America” il 6 novembre 2007 che "la demarcazione [tra Etiopia ed Eritrea] deve essere fatta, ma questa deve essere fatto nel contesto del dialogo", è ormai chiaro cosa la Frazer spera di realizzare attraverso tale "Dialogo".

La Frazer ingannevolmente afferma, nella stessa intervista, che l'Etiopia ha accettato la decisione della Eebc "senza condizioni", mentre la verità è che "anche se tutte le condizioni poste dall'Etiopia fossero soddisfatte dall’Eritrea, l’Etiopia non si impegnerebbe in nulla di più che su una discussione sulla demarcazione”, come è stato osservato il 28 settembre 2007 in una lettera da parte del Presidente della Eebc al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Non è pertanto sorprende il fatto che il Dipartimento di Stato ha emesso un comunicato stampa in data 9 novembre 2007 circa una situazione di "stallo sul confine" tra Etiopia ed Eritrea, omettendo di citare anche la Eebc e incentrandolo invece su non specificati "sforzi" dell'attuale Segretario generale per "risolvere" la situazione.

È con tutti questi presupposti che si deve anche considerare un articolo apparso il 6 novembre 2007 sul Washington Post, in cui una anonima "Fonte di governo Usa" ha ipotizzato futuri attacchi aerei etiopi sulla capitale dell’Eritrea al fine di rovesciare il governo eritreo, e l'ambasciata statunitense di Addis Abeba il 1 novembre 2007 ha avvertito i cittadini americani in Etiopia di rimanere ad almeno 30-60 miglia di distanza dal confine con l'Eritrea.


Documento originale

1) Articolo di Ghidewon Abay Asmerom

2) Articolo di Ghidewon Abay Asmerom