Notizie sull'ERITREA

 

Ottobre 2005                                                                   No. 04/05

 

     Contenuto                                                                                                    Pagina

 
 

    1.      S.E. Isaias Afwerki, Presidente dello Stato d’Eritrea                               2   

             ha inviato lettera al Presidente del Consiglio di Sicurezza

    2.      Presidente Isaias Afwerki ha ricevuto                                                       5

             il Segretario Generale del Partito Sudanese Al-Muetemer

    3.      Il Consigli dei Ministri ha discusso                                                            6

             sulla relazione presentata dal Presidente Isaias

    4.      Un’alta delegazione eritrea in visita in Sudan                                            8     

             ha firmato un accordo con il Governo Sudanese

    5.      Circa 11,000 eritrei provenienti da diverse città europee                         9

             hanno condotto una grande manifestazione di pace

               

Ambasciata dello Stato d’Eritrea,    Via Boncompagni 16,        00187 Roma

  

 S.E. Isaias Afwerki, Presidente dello Stato d’Eritrea

ha inviato lettera al Presidente del Consiglio di Sicurezza

 

Asmara, 28/10/2005

Caro Sig. Presidente

 

In seguito alla lettera che ho inviato al Segretario Generale dell’ONU questa settimana, desidero scrivere nuovamente al Consiglio di Sicurezza sottolineando alcune situazioni di fondamentale importanza. Il fatto che il Consiglio di Sicurezza, come previsto dallo statuto dell’ONU e dai due accordi di Algeri, abbia fino ad ora fallito nell’assumersi i propri obblighi nel mantenere la pace e la sicurezza nella regione, e’ veramente disdicevole.

 

L’accordo di pace del 2000, firmato ad Algeri con il sostegno dell’ONU e la garanzia del Consiglio di Sicurezza, si basava principalmente sulla necessità di delimitare e demarcare legalmente il confine tra l’Eritrea e l’Etiopia.  Nell'articolo 4.2 dell’accordo, le parti hanno deciso “di far delimitare e demarcare il proprio confine coloniale da una commissione confini neutrale, in base ai trattati coloniali (del 1900, 1902, e 1908) e secondo leggi internazionali riferibili”.

 

Inoltre, l’articolo 4.15 prevede che “il verdetto di delimitazione e demarcazione emesso dalla commissione confini, sarà definitivo e vincolante. Entrambe le parti dovranno rispettare la definizione del confine,  così come l’integrità territoriale e la sovranità reciproca.”   L’articolo 14 dell’accordo di cessazione delle ostilità, autorizza il Consiglio di Sicurezza ad applicare il capitolo VII dello statuto delle Nazioni Unite per prendere adeguati provvedimenti nei confronti della parte che viola l’Accordo di Pace.

 

Va ricordato che l’Accordo di Algeri prevede che la Zona di Sicurezza Temporanea (TSZ) deve comprendere 25,000 km2 del territorio eritreo. Questo arrangiamento e’ stato determinato in base ai due accordi e presuppone, in particolare, che in base all’accordo entrambe le parti rispettino il verdetto di delimitazione e demarcazione della commissione confini. In questo modo, la TSZ ha una durata temporanea, che termina con il compimento dei lavori della commissione confini, secondo i tempi specificatamente indicati nell’accordo di Algeri. Non era stata prevista, quindi, l’esistenza della TSZ nel caso di violazione dell’accordo da parte dell’Etiopia.

 

Il 13 aprile 2002 la commissione confini ha emesso il suo verdetto legale, finale e vincolante e, subito dopo, per procedere a demarcare fisicamente il confine, la commissione ha presentato alle parti le sue disposizioni di demarcazione.  Tuttavia, l’Etiopia, in violazione dei due accordi di Algeri, ha rifiutato le decisioni di delimitazione della commissione confini. Ostacolando continuamente i suoi lavori ha costretto la commissione a chiudere i suoi uffici sul territorio eritreo ed etiopico.  Queste azioni sono state consentite dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU che non ha preso alcun provvedimento per assicurare il rispetto delle leggi ed il mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.

 

Nel suo 16° rapporto al Consiglio di Sicurezza, la commissione confini ha affermato che “e’ stato impedito l’inizio del processo di demarcazione e ha deciso di chiudere immediatamente i suoi uffici sul territorio. I lavori potranno riprendere solo se l’Etiopia abbandonerà il suo attuale insistente atteggiamento di voler imporre delle condizioni nei lavori di demarcazione". La commissione ha concluso il suo rapporto affermando che  “la linea di confine, in base al verdetto di delimitazione del 13 aprile 2002, e’ stata determinata legalmente e per l’ultima volta. Anche se non demarcata, tale linea resta vincolante per entrambe le parti. Non rispettare questo confine sarà considerato illegale”.

 

La presenza dell’Etiopia in Badme e nelle zone a nord della linea di delimitazione, in violazione dell’Accordo di Algeri e dei principi dell’ONU, costituisce un’occupazione illegittima del territorio sovrano dell’Eritrea. Inoltre l’Etiopia ha ignorato l’ordine del Consiglio di Sicurezza dell’ottobre 2002 di demolire gli accampamenti illegali costruiti a nord della linea di confine.

 

Malgrado i ripetuti appelli da parte dell’Eritrea (che si allegano in copia), il Consiglio di Sicurezza non ha intrapreso alcuna azione per far rispettare i principi fondamentali dell’ONU, l’Accordo di Algeri ed il verdetto legale del 13 aprile 2002 della commissione confini. La sua indisponibilità a garantire il rispetto della legalità, della sovranità ed integrità territoriale di uno stato membro delle Nazioni Unite ha compromesso la sua credibilità e la sua autorità legale e morale. Infatti, i suoi tentativi di richiamare le parti ad un “dialogo” e di imporre “l’Inviato Speciale” sono diversivi creati per rallentare ulteriormente il processo.

 

Il Consiglio di Sicurezza non può frenare il processo imponendo condizioni che non sono previste in alcun modo nell’Accordo di Algeri e/o nei principi generali delle leggi internazionali.  Il Consiglio di Sicurezza non può essere al di sopra della legge; non può non reagire di fronte alla violazione della legge e non può assumersi l’autorità di emettere risoluzioni che violano la legalità ed i principi dell’ONU.

 

Signor Presidente,

 

l’Eritrea ha subito un danno incalcolabile, in questi ultimi sei anni, in seguito all’occupazione del suo territorio sovrano da parte dell’Etiopia. La nostra popolazione e’ stata tenuta in ostaggio, condannata a vivere nei campi di accoglienza, in condizioni fisiche e psicologiche traumatiche.  L’occupazione illegale del nostro territorio sovrano da parte dell’Etiopia, con l’apparente consenso del Consiglio di Sicurezza, ha frenato i nostri obiettivi di sviluppo e le nostre attività, causando un grosso danno alla nostra economia.

 

Nei confronti dell’occupazione etiopica, l’Eritrea ha dimostrato grande pazienza e disciplina. Le misure che sono state prese per proteggere la sovranità e l’integrità del suo territorio non sono posizioni tatticamente motivate, ma un atto legale per la propria difesa, riconosciuto dallo statuto delle Nazioni Unite. Il popolo ed il Governo eritreo non possono essere biasimati per la grave situazione in cui si trova la nostra regione oggi. Gli attuali tentativi di voler colpevolizzare l’Eritrea sono inopportuni, sia legalmente che politicamente.

 

La prego di accettare, Signor Presidente, i sentimenti della mia più alta considerazione.

 

                                                                         Isaias Afwerki

 

Sua Eccellenza

Sig. Mihnea Loan Motoc

Presidente del Consiglio di Sicurezza

New York     

 

 

 

Il Presidente Isaias Afwerki ha ricevuto il Segretario Generale del Partito sudanese Al-Muetemer

 

 

Asmara, 25/10/2005 – ERINA – Il Presidente Isaias Afwerki ha avuto un colloquio con il Dr. Hassan Abdella Aturabi, Segretario Generale del partito sudanese Al-Muetemer Ashaebi.  Il Dr. Aturabi e’ in visita in Eritrea per discutere e trovare modi per rafforzare lo storico rapporto e gli attuali contatti tra il suo partito e il PFDJ.

 

Durante l’incontro di ieri, il Presidente Isaias e il Dr. Aturabi hanno discusso su temi riguardanti il rapporto bilaterale tra le due forze politiche, delle relazioni che esistono tra i due popoli e governi cosi come della stabilità e cooperazione nel Corno d’Africa. In merito a questi argomenti il PFDJ e Al-Muetemar hanno deciso di lavorare insieme.

 

Il Presidente Isaias e il Dr. Aturabi hanno fatto presente inoltre che la recente visita di un’alta delegazione eritrea in Sudan e gli accordi raggiunti in seguito, hanno contribuito positivamente a rafforzare il rapporto tra i due paesi.  Alla luce di questo, infatti, le parti hanno deciso di unire lo sforzo delle loro popolazioni per consolidare ulteriormente le relazioni bilaterali.

 

In occasione dell’incontro erano presenti il Sig. Al-Amin Mohammed Seid, Segretario del PFDJ e il Sig. Abdella Jabir, responsabile per gli Affari dell’Organizzazione del PFDJ.

 

Il Dr. Hassan Aturabi e’ arrivato ad Asmara Domenica 23 ottobre 2005.

 

 

 

Il Consiglio dei Ministri ha discusso sulla relazione presentata dal Presidente Isaias

 

Asmara, 11/10/2005 – ERINA- Nell’incontro che ha avuto luogo presso la sala Denden, il Consiglio dei Ministri ha discusso a fondo la relazione presentata dal Presidente Isaias Afwerki. Nella relazione sono stati trattati temi che riguardano le strategie per la sicurezza nazionale e lo sviluppo, che tengono conto della situazione politica, della sicurezza e degli sviluppi diplomatici nella regione.

 

Durante l’incontro la priorità è stata data al problema della difesa e della sicurezza nazionale. Infatti, benché siano trascorsi 3 anni da quando la Commissione per i Confini tra l’Eritrea e l’Etiopia (EEBC) ha delimitato i confini dando il suo verdetto legale, le leggi internazionali sono state violate e si è assistito al fallimento della comunità internazionale nell’assumersi le proprie responsabilità per risolvere i maggiori ostacoli per lo sviluppo regionale. Il Consiglio dei Ministri ha, quindi, minuziosamente cercato di trovare soluzioni alternative per l’Eritrea nel rispetto della pace e della sovranità nazionale.

 

Per quanto riguarda le forze di pace dell’ONU in Eritrea e in Etiopia (UNMEE) ed il loro mandato, il Consiglio ha fatto notare che, poiché la Commissione Confini ha dato il suo verdetto, la zona di sicurezza temporanea (TSZ) non ha più ragione di esistere legittimamente. Pertanto, il Consiglio ha affermato che l’Eritrea, quale Stato sovrano, ha il diritto di rivedere le attività dell’UNMEE ed eventualmente esimerlo dalla responsabilità simbolica di difendere il rispetto dell’accordo di pace e della legge.

 

Per quanto riguarda la stabilità regionale, il Consiglio dei Ministri ha valutato gli sforzi dell’Eritrea nel tentativo di raggiungere la pace e un adeguato livello di progresso sociale in ambito regionale e internazionale, e a livello governativo, e nel tentativo di cercare di stabilire rapporti fraterni, cooperazioni e strettissimi legami tra i popoli.

 

Dopo avere analizzato a fondo la grave crisi politica che esiste in Etiopia a causa del regime del TPLF, il Consiglio dei Ministri ha sottolineato che il doppio standard, le minacce e gli intrighi esercitati dai paesi potenti per fare tacere il popolo etiopico e cercare di conciliare gli oppositori con il Governo, non solo non hanno portato frutti, ma hanno esposto il paese a maggior rischio e caos.

 

Facendo notare l’inutilità dei continui ed ingiustificati tentativi di pressione rivolti verso l’Eritrea allo scopo di salvare il regime del TPLF dalla crisi in cui sta affondando, il Consiglio dei Ministri ha rimarcato che simili azioni non sono affatto utili per la causa della pace nella regione.

 

Inoltre, valutando il contributo positivo dell’Eritrea nel realizzare una soluzione politica in Sudan, il Consiglio dei Ministri ha elaborato una strategia che rafforzi ulteriormente questo risultato stabilendo un rapporto di cooperazione con il popolo ed il Governo sudanese.

 

Dopo aver analizzato gli ultimi sviluppi della politica regionale e della sicurezza, il Consiglio dei Ministri ha esaminato gli sforzi ed i progressi effettuati dall’Eritrea nel realizzare una politica di difesa solida e capace di salvaguardare e difendere l’indipendenza e la sovranità nazionale e che possa supportare lo sforzo politico e diplomatico del Governo eritreo per garantire il rispetto della legge e la cooperazione tra i popoli nella regione.

 

Il Consiglio dei Ministri, valutando i progressi raggiunti dalla politica di sviluppo in corso, che si basa sulle proprie capacità e sulla partecipazione popolare, ritiene che tali risultati siano positivi, malgrado tutte le ostilità e le pressioni, ma per poter raggiungere un ulteriore sviluppo e’ stato evidenziata la necessità d’introdurre un programma economico progressivo.

 

 

Un’alta delegazione eritrea in vista in Sudan,

ha firmato un accordo con il Governo Sudanese

 

 

Khartoum, 14/10/2005 – ERINA – Un’alta delegazione eritrea in visita in Sudan, ha firmato un accordo comune contenente 8 punti, che migliora ulteriormente il rapporto bilaterale con il Governo sudanese. L’accordo e’ stato firmato dal Sig. Abdalla Jabir, Responsabile per gli Affari d’Organizzasione del PFDJ e il Sig. Alwesila Asemani, Ministro di Stato al Ministero degli Affari Esteri del Sudan.

 

La firma dell’accordo e’ stata raggiunta in seguito a vari incontri promossi dalla delegazione eritrea composta dal Sig. Abdella Jabir e dal Sig. Mohammed Omar Mahmoud, responsabile per gli affari del Medio Oriente e l’Africa presso il Ministero degli Affari Esteri dell’Eritrea. Da parte sudanese la delegazione era composta dal Sig. Asemani Alwesila Ashek Asemani, l’Ambasciatore  Mahjub Albasha in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri del Sudan, e l’Ambasciatore Abdurahman Al-haj Muktar, incaricato per gli Affari Africani presso lo stesso Ministero.

 

Dopo vari colloqui condotti in maniera fraterna e trasparente, le due parti hanno elogiato l’iniziativa e la visita della delegazione eritrea che intende valorizzare il rapporto storico ed il legame tra i due paesi, in rispetto dei principi pacifici di coesistenza e buon vicinato.

 

Le due parti hanno concordato di iniziare un nuovo capitolo nel rapporto tra Eritrea-Sudan, di adottare tutte le misure necessarie per migliorare la fiducia tra i due paesi, porre fine alle campagne d’ostilità nei mezzi d’informazione, stabilire una commissione ministeriale congiunta capeggiata dai rispettivi Ministri degli Esteri al fine di rimuovere ogni possibile incomprensione e promuovere un ampio sviluppo di cooperazione bilaterale. Inoltre, le parti hanno stabilito che un’alta delegazione del Governo sudanese si rechi in Eritrea molto presto, per rafforzare ulteriormente l’accordo raggiunto tra le due parti.

 

 

Circa 11,000 eritrei provenienti da diverse città europee hanno condotto una grande manifestazione di pace

 

 

Strasburgo, 24/10/2005 – ERINA- 

 

In una grande manifestazione svolta a Strasburgo, circa 11,000 cittadini eritrei provenienti da diverse città europee, hanno rivolto il loro appello all’Unione Europea, quale garante dell’Accordo di Pace di Algeri, affinché si assuma le proprie responsabilità e s’impegni nell’attuazione del verdetto di delimitazione della Commissione Confini (EEBC).

 

Radunati di fronte al Parlamento Europeo nella città francese, i dimostranti hanno cantato e gridato canzoni e slogan che testimoniano la tenacità e la determinazione alla lotta del popolo eritreo al fine di raggiungere l’indipendenza, e che testimoniano l’attitudine del popolo eritreo ad affrontare ogni tipo di problema in sintonia con la posizione del governo. Alcuni degli slogan scanditi erano, “Demarcazione Ora! Nessun Compromesso sulla Sovranità Nazionale”.

 

Durante questa manifestazione, inviando i loro rappresentanti guidati dal Dr. Dagnew Menghsha, è stata presentata una petizione, firmata da circa 28,000 eritrei, al Vicepresidente del Parlamento Europeo, Sig. Pat Cox, per richiamare la Comunità Europea ad adottare adeguate misure nei confronti del regime etiopico che non intende rispettare il verdetto della Commissione Confini.

 

Ricevendo i rappresentanti, il Sig. Pat Cox ha affermato che all’UE c’e’ molta preoccupazione in relazione a questa situazione e che sembra sia arrivato il tempo di prendere delle misure che includano sanzioni. Ammettendo che gli slogan cantati dai dimostranti eritrei sono voci di tutto il mondo, egli inoltre ha sottolineato che l’appello fatto dagli eritrei merita di essere indirizzato correttamente. Pertanto il Vicepresidente del Parlamento Europeo ha assicurato che condurrà una serie discussioni nel Parlamento Europeo.