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Ancora Alberizzi sull’Eritrea Non appena se ne presenta l’occasione Alberizzi ripropone sul Corriere sia cartaceo che on line articoli sull'Eritrea e sul suo governo contenenti tutto il suo consueto repertorio di falsità e illazioni tanto ripetitivo quanto assolutamente distante dalla realtà come potrebbe testimoniare chiunque conosca bene quel paese. Questa volta l’occasione che ha scatenato la reazione scomposta del giornalista del Corsera è stata la recente presunta tragedia del mare che se confermata si sarebbe consumata nel corso del lungo viaggio via mare di alcune decine di migranti irregolari eritrei fra la Libia e le coste italiane. Poco sembra importare all'Alberizzi il soggetto dell'indagine giornalistica vertente sulla politica della gestione del problema della immigrazione clandestina, poiché il vero obiettivo appare immediatamente non essere l'indagine su quale sia la sorte dei migranti, ma principalmente la demonizzazione del presidente Isaias e del suo governo. Il primo articolo "Gli eritrei in fuga dall'inferno" già di suo rappresentava un tipico esempio di articolo strumentale e polarizzato, però Alberizzi non soddisfatto ha voluto rincarare la dose scrivendo un'altra perla di moderna retorica giornalistica dal titolo "Le colpe del regime dell'Eritrea e i silenzi del governo italiano". Ambedue meritavano immediate repliche che ponessero in evidenza la gran quantità di falsità e inesattezze riportate dall'Alberizzi, purtroppo però nonostante il Corriere on line ostenti in calce agli articoli la scritta “Commenta la notizia, condividi le tue opinioni su Corriere.it“, subito dopo gli articoli di Alberizzi sono apparsi solo alcuni commenti plaudenti e allineati seguiti da una laconica comunicazione “Non è possibile inviare commenti a questo articolo”. Dipende forse dall'aver voluto evitare di essere contraddetto e salvaguardare il Corsera dalle possibili reazioni reazioni indignate della numerosa comunità degli eritrei in Italia? Difficile dirlo. A questo punto la domanda è sempre la stessa: quali possono essere le ragioni che spingono l’Alberizzi a nutrire tanto astio nei confronti dell’Eritrea e del suo legittimo governo? Probabilmente come ho già avuto modo di scrivere altre volte la risposta si trova nelle parole di Yemane Ghebremeschel, Direttore dell’Ufficio Presidenziale e Portavoce Ufficiale del Presidente dell’Eritrea, il quale nel corso di una intervista fra l’altro ha dichiarato: “In passato sono accaduti eventi deplorevoli dovuti a comportamenti scorretti di alcuni giornalisti. Per esempio quello del giornalista italiano Massimo Alberizzi, che scrive sul "Corriere della Sera" e del quale mi e' capitato, qualche volta, di leggere gli articoli; mi e' estremamente difficile capire le motivazioni di tanto accanimento e delle sue grossolane e palesi distorsioni dei fatti come, per citare qualche esempio, nel caso della villa Melotti o della messinscena del suo "rapimento" a Mogadiscio dietro il quale ci sarebbe stata la longa manus degli eritrei. Era il periodo in cui gli Usa sostenevano, del tutto falsamente (come si e' visto in seguito) che in Somalia erano presenti oltre 2000 soldati eritrei. O quando, nel giugno o luglio 2000 dopo il suo ritorno da un viaggio in Eritrea, ebbe a dire in un dibattito pubblico a Roma, presente il Senatore Serri e altri funzionari del Ministero degli Esteri italiano: "nei luoghi delle battaglie che hanno avuto luogo nel mese di maggio, gli eritrei ci hanno mostrato quelli che sarebbero stati i cadaveri di numerosi soldati etiopici da loro uccisi. Chi sa che, però, gli stessi eritrei non abbiano messo divise etiopiche ai cadaveri dei loro stessi soldati uccisi dagli etiopici". Un paio di anni fa, quello stesso personaggio venne qui come "funzionario dell'Onu", con tanto di tesserino esibito al personale portuale di Massawa, per indagare su un ipotetico flusso di armi dall'Eritrea alla Somalia. Spesso mi chiedo se quel personaggio e' un giornalista del "Corriere della Sera", un "funzionario dell'Onu" o qualcosa d'altro. Comunque sia, ciò che e' sconcertante e che i suoi "articoli" trovino spazio su una prestigiosa testata quale e' il "Corriere". Inutile dire che in seguito a questa sua ultima azione assolutamente illegittima Alberizzi fu espulso permanentemente dall'Eritrea come personaggio "non grato". Possibile che Alberizzi ancora non abbia metabolizzato l’espulsione dall’Eritrea patita anni fa per le sue attività illegali nel paese? Stefano Pettini Commenta la notizia nel Forum Torna alla Home page
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