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A BOLOGNA ‘ASMARA
CITTA' SEGRETA DEL MODERNO IN AFRICA’
Bologna - Una mostra che illustra
il ricco patrimonio architettonico di Asmara inserendosi nel dibattito
sullo studio e sulla conservazione del moderno, sulla globalizzazione
dell'architettura moderna, sulla sua valenza storica ed il suo rapporto
con la pianificazione urbana. E’ “Asmara. Città segreta del moderno in
Africa”, a cura di Naigzy Gebremedhin, che si svolgerà a Bologna, dal 5
giugno al 5 luglio presso la Sala Assemblee. L’esposizione promuove e
appoggia l'inserimento dell'Asmara storico-novecentesca nella Modern
Heritage List dell'Unesco.
La mostra è stata presentata per la prima volta a Berlino nel 2006 e in
seguito a Francoforte, Kassel, Stoccarda, Londra (Royal Institute of
British Architects), Tel Aviv (Bauhaus Center), Il Cairo, Lomé, Lagos.
La prima tappa italiana è stata a Torino lo scorso anno, in occasione
del XXIII congresso UIA (Unione Internazionale degli Architetti). Ora
approda a Bologna, luogo che riveste un significato particolare per la
diaspora eritrea: durante i trent’anni della guerra di liberazione
(1961-1991) la città fu infatti punto di incontro per migliaia di
rifugiati, tanto che molti eritrei la considerarono come una sorta di
capitale in esilio. In quel periodo la città ospitò varie iniziative
culturali, sociali e, anche politiche.
Centinaia di eritrei convergevano annualmente su Bologna per il Festival
eritreo, patrocinato dall’amministrazione comunale cha aveva abbracciato
la causa della lotta di liberazione e nel 1991 25-30.000 fuoriusciti
eritrei si incontrarono a Bologna per festeggiare la liberazione. In
questo senso non stupisce che, subito dopo l’indipendenza, una delle più
importanti strade di Asmara sia stata intitolata a Bologna.
Adn Kronos
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