L'Africa aiuterà la ripresa dell'Europa.
Bisogna agire subito e con decisione

di Carlo Zappatori

Il Denaro  19-09-2009 - Nell'economia europea si cominciano ad avvertire segnali di ripresa dell'economia reale, dopo il tremendo crollo finanziario ed economico, innescato dal mondo finanziario americano ed anglosassone e rapidamente diffusosi in tutto il mondo. Le gigantesche iniezioni di liquidità operate dalla Bce ed i massicci sostegni finanziari nazionali, a tutela dei risparmiatori hanno evitato lo scatenarsi di panico nella gente, che avrebbe determinato una spirale, senza fine, ed una recessione mondiale ventennale, come nel 1929.

Le coordinate ed intense azioni fra Banche Centrali e Governi di tutto il mondo sono riuscite, invece, in poco tempo, a realizzare il consolidamento del "terremotato" sistema finanziario internazionale. L'economia mondiale tornerà a crescere, già a metà 2010, con ricadute positive sull'occupazione, che è scesa attualmente a livelli preoccupanti. In questo periodo, però, la Bce, i Governi e le Autorità monetarie e finanziarie dovranno, da un lato garantire liquidità alle imprese medio piccole, che sono quelle da cui verranno le maggiori future opportunità occupazionali, ma dovranno, al tempo stesso, cominciare lentamente a drenare liquidità dal mercato e dettare nuove regole, per evitare il formarsi futuro di nuove bolle speculative finanziarie sulle materie prime ed energia.

Un aumento repentino di questi settori potrebbe, infatti, far innescare forti tensioni inflazionistiche in Europa, che costringerebbe ad un rialzo dei tassi di riferimento della Bce, che è, invece, necessario tenere basso per favorire gli investimenti necessari in una fase di ripresa. L'Europa deve investire molto al proprio interno, ma anche aumentare gli investimenti produttivi nei confronti dell'Africa, in modo diverso rispetto al passato, visto i deludenti risultati fin qui ottenuti. Vanno intensificati gli investimenti nell'Area euro mediterranea del continente africano, dove vi è una massiccia presenza di lavoratori africani emigrati, negli ultimi trenta anni, dall'area sub sahariana, per sfuggire ai sanguinosi conflitti che vi erano in quegli anni, ma anche attratti dalla forte richiesta di mano d'opera a più basso costo che l'industrializzazione dei Paesi del Nord Africa richiedeva.

L'Europa deve, però, ora dedicare più risorse verso il Corno d'Africa, favorendo lo sviluppo di quei Paesi, che hanno un importante ruolo strategico anche per i traffici marittimi internazionali. L'Italia, per i suoi ancora forti vivi ed importanti legami culturali e storici, con l'Eritrea, può avere un ruolo molto importante, aiutando questo Paese nell'immane collettivo sforzo nazionale, che dal 2000( fine del conflitto 1998-2000 con l'Etiopia) sta lavorando alacremente, per arrivare, con le proprie sole forze, alla completa autosufficienza alimentare. Questo modello di sviluppo economico governativo che punta sull'agricoltura, in tutte le sue componenti, per dare una concreta risposta ai bisogni alimentari della propria gente, sta avendo successo e potrà essere adottato anche da altri paesi del continente nero, in cui l'autosufficienza alimentare appare ancora un miraggio.

Il Servizio militare a scopo civile delle forze giovanili di questo Paese che alcuni giudicano, come un fattore di freno ad ulteriori sviluppi dell'economia, in questa fase di emergenza e di costruzione di una Nazione, rinata soltanto nel 1993, è molto interessante perché punta sui propri giovani per rimettere in moto la sua attuale modesta economia. L'Italia può dare un grande aiuto nel settore dei trasporti ferroviari ( la rete ferroviaria, che collega il Porto di Massua ad Asmara, situata ad oltre 2300 metri di altezza è frutto dell'ingegneria italiana di fine ottocento e dei primi decenni del novecento). Il Porto di Massua, con l'aiuto italiano, potrebbe trasformarsi nel più importante Porto Franco del Mar Rosso e favorire i traffici commerciali marittimi tra i nostri Porti del Sud del Paese e l'intera area territoriale del Corno d'Africa.

Le scuole italiane di Asmara potrebbero essere potenziate ed, in campo universitario, vanno favorite collaborazioni che aiutino i "migliori talenti" dei giovani eritrei ad essere valorizzati, al massimo, per favorire lo sviluppo della loro Nazione. Le diecine di migliaia di Eritrei che, in ogni parte del nostro Paese, con la loro laboriosità, danno un grosso contributo alla nostra economia e con le loro rimesse al loro Paese di origine, tornano spesso e volentieri in Eritrea, ma auspicano che i Governi italiani ed eritrei congiuntamente riescano presto a ripristinare il collegamento diretto aereo Roma Asmara, che era molto apprezzato ed utilizzato, e che favorirebbe molto gli interscambi turistici e culturali.


Il Denaro n° 174 del 19-09-2009
 


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