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Incontro della Comunità eritrea Domenica 17 gen 10 si è tenuta presso la sala conferenze dell’Istituto Gerini di Roma un incontro della Comunità eritrea sui temi riguardanti la attualità del paese con particolare riferimento alle recenti sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a carico dell’Eritrea. Relatori della conferenza l’ambasciatore S.E. Zemede Tekle, il presidente della Comunità eritrea Woldù Johannes, la presidente della Associazione delle donne eritree Fana Ghebreab e il rappresentante per il Lazio del PFDJ Ogbai Fremedhin, che hanno parlato in una sala gremita di partecipanti fra i quali spiccava una nutrita rappresentanza di giovani immigrati giunti in Italia via Libia. Nel suo lungo intervento l’Ambasciatore ha ripercorso gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2009 sia dal punto di vista dei grandi progressi ottenuti dal paese grazie alla favorevole stagione delle piogge che ha particolarmente valorizzato gli sforzi fatti negli ultimi anni nella realizzazione di infrastrutture destinate al raggiungimento della sicurezza alimentare in tutto il paese, che dal punto di vista politico denso di avvenimenti positivi in parte disturbati dalla recente iniziativa delle Nazioni Unite. Particolare rilievo è stato dato alla descrizione dei numerosi progetti realizzati positivamente in campo agricolo che hanno determinato la sicurezza che nel 2010 in Eritrea non ci saranno problemi di mancanza di cibo in nessuna parte del paese comprese quelle aree meno favorite dalle abbondanti piogge dello scorso anno. Parte della presentazione è stata dedicata alla descrizione del programma di estrazione mineraria che è in corso di realizzazione in varie parte dell’Eritrea e in alcuni casi già in corso di finalizzazione, come nel distretto di Bisha, e le relative prospettive nel medio e lungo termine correlate al conseguente progresso economico e ricaduta sull’occupazione. A riguardo dell’aspetto politico l’ambasciatore ha voluto sottolineare la mancanza di coerenza e legittimità che ha caratterizzato l’intero iter di presentazione e approvazione delle sanzioni, ricordando che il documento iniziale era stato prodotto dall’Unione Africana e inviato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in maniera anomala e privo della firma del presidente di turno Gheddafi che successivamente si è dimostrato l’unico ad opporsi alla approvazione del provvedimento finale. Specificando inoltre come il documento iniziale solo in una fase successiva fosse stato fatto proprio dall’Uganda e, nonostante non fosse accompagnato da prove concrete e circostanziate, successivamente approvato quasi di nascosto il giorno prima di Natale quando la attenzione generale era riposta altrove. In conclusione, ha sottolineato l’ambasciatore, si è voluto fare molto scalpore per screditare l’Eritrea e punirla con un provvedimento riprovevole e inammissibile dal punto di vista morale, ma all’atto pratico assolutamente inefficace dal punto di vista delle conseguenze che riguardano unicamente limitazioni a carico di tre individualità eritree. Successivamente gli altri relatori hanno chiesto alla platea di discutere un documento da inviare al Governo eritreo per esprimere il totale sostegno della gente eritrea residente in Italia al suo operato e nel contempo esprimere il massimo sdegno alle inconcepibili e vergognose sanzioni imposte all’Eritrea. Inoltre è stato deciso di aderire a una iniziativa di protesta a livello europeo che si terrà a Ginevra presso la sede delle Nazioni Unite in data da definire, attraverso l’organizzazione di autobus secondo modalità che varieranno da città a città e da coordinare con i rappresentanti locali delle comunità. Avuta la parola per commenti o domande molti partecipanti hanno voluto esprimere il loro personale sdegno per la decisione di punire l’Eritrea per fatti inesistenti lasciando l’Etiopia pur colpevole in maniera evidente libera di agire a suo piacimento in violazione di tutte quelle regole ritenute dalla gente eritrea inviolabili. Molti hanno proposto una raccolta straordinaria di fondi per consentire la partecipazione alle proteste in sede Onu anche alle persone con difficoltà economiche, e a dare nuovo slancio ai contributi a sostegno del paese impegnato in questa difficile fase di transizione. Particolare rilievo hanno avuto i molti interventi dei giovani arrivati in Italia in maniera clandestina i quali hanno voluto rappresentare il loro fermo intento di sostenere l’Eritrea pur nella loro personale difficile condizione attuale ribadendo che a dispetto di tutto e di tutti la salvaguardia dei diritti del proprio paese occupa e occuperà in loro sempre il primo posto. In conclusione è stato approvato un documento finale da inviare alle opportune sedi istituzionali. Nelle prossime settimane analoghi incontri verranno tenuti in varie altre città italiane. Commenta la notizia nel Forum Torna alla Home page
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