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shiama
Jun 25, 07 - 10:54 AM |
Eritra vs Etiopia & BADME
Non capisco come sia possibile che dopo piu' di 5 anni, la
questione del confine tra Eritrea ed Etiopia sia ancora aperta
!!! L'ONU cosa fa? Legalmente la questione e' super definita,
perche' L'ONU non si impegna seriamente a far rispettare il
verdetto di Algeri all'Etiopia? E' veramente una grande onta per
l"ONU, un'ulteriore dimostrazione dealla parzialita' dei propri
interventi e dell'incapacita' di far rispettare gli accordi
presi in un contesto legale ed internazionale.
E' vergognoso che un'intera popolazione, quella Eritrea' debba
soffrire perche' con la scusa della definizione del confine il
governo mantiene l'esercito in continua situazione di allerta.
Quando si prenderanno delle adeguate misure per far rispettare
all'Etiopia la risoluzione di Algeri?
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Matt
Jun 25th, 2007 - 4:01 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
Ho letto che l'Etiopia con i propri soldati contribusce
sensibilmente alle missioni ONU in tutto il mondo. Quindi ha un
sorta arma di ricatto nei confronti delle Nazioni Unite.
Personalmente penso che il ritardo dell'Etiopia nell'accettare
ufficialmente la demarcazione dei confini è una forma di
pressione per ottenere qualcos'altro. Infatti è risaputo che la
linea di confine stabilita ad Algeri soddisfa entrambe le
nazioni, e quindi è solo questione di tempo per la firma
ufficiale.
Ritengo che tutte le azioni dell'Etiopia nel Corno d'Africa sono
frutto della volontà di quest'ultima di ambire al ruolo di
potenza regionale, cosa non impossibile per una grande nazione
di circa 60 milioni di abitanti che sembra aver ritrovato la
pace interna grazie ad un funzionante sistema politico
democratico.
Si spiega così l'interesse dell'Etiopia per le organizzazioni
internazionali come l'ONU e l'UA (l'unione africana). Da
ricordare che l'ingresso delle truppe etìope in Somalia è
avvenuto solo dopo una formale richiesta del governo somalo di
transizione (legalmente riconosciuto dall'ONU), e che l'Etiopia
si è offerta di guidare un contingente militare dell'UA per
pacificare la Somalia.
Purtroppo pare che l'Etiopia si stia comportando come i teocon
americani: anche se alcuni di loro credono sinceramente nella
pacificazione di determinate nazioni, finiscono per fare solo un
sacco di guai.
Saluti.
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Matt
Jun 25th, 2007 - 4:12 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
L'ultimo concetto del mio precedente intervento si riferisce
ovviamente all'intervento etìope in Somalia
Chiaramente riguardo ai contrasti che da 40 anni vi sono tra
l'Eritrea e l'Etiopia, nei confronti di quest'ultima non può che
esservi la più ferma ed unanime condanna!
Saluti.
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Stefano Pettini
Jun 25th, 2007 - 8:27 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
“Infatti è risaputo che la linea di confine stabilita ad Algeri
soddisfa entrambe le nazioni, e quindi è solo questione di tempo
per la firma ufficiale.”
Questa affermazione non è corretta per tre ragioni: la prima è
che i confini non sono stati stabiliti ad Algeri nel 2000 ma
dalla Commissione Confini nel 2002, la seconda è che l’Etiopia
si è rifiutata di accettare il verdetto di tale Commissione e
terzo non vi è più nulla da firmare perché quello che c’era da
stabilire è gia stato stabilito con un verdetto finale e
immodificabile.
Anche la seguente affermazione non è corretta: “Ritengo che
tutte le azioni dell'Etiopia nel Corno d'Africa sono frutto
della volontà di quest'ultima di ambire al ruolo di potenza
regionale, cosa non impossibile per una grande nazione di circa
60 milioni di abitanti che sembra aver ritrovato la pace interna
grazie ad un funzionante sistema politico democratico.”
L’Etiopia non può ambire al ruolo di potenza regionale perché i
suoi quasi ottanta milioni di cittadini sono divisi in un
infinito numero di etnie assolutamente inconciliabili fra loro e
dominate dalla etnia minoritaria del Tigray che monopolizza il
potere.
Non a caso il potere è detenuto dal TPLF che significa Fronte
Popolare di Liberazione del Tigray, del Tigray non dell’Etiopia
quindi. Inoltre parlare di pace interna in Etiopia forse è un
po’ esagerato considerando che il governo è al potere grazie a
pesanti brogli elettorali e che in seguito alle proteste che
sono seguite a tali brogli il governo ha dato vita a una pesante
ondata di repressioni pari solo a quelle dei paesi sudamericani,
oltre ad avere enormi problemi con le etnie all'opposizione come
quella Oromo che conta circa la metà della popolazione etiope.
In verità il governo etiopico resiste solo grazie ai massicci
interventi Usa che come contraccambio però chiede piccoli favori
come l’invasione della Somalia o il rimandare all’infinito la
applicazione del verdetto della Commissione Confini con
l’Eritrea.
Stefano Pettini
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Conrad's son
Jun 25th, 2007 - 10:16 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
Se l'Italia volesse giocare un ruolo maggiormente incisivo nel
Corno d'Africa per cercare di far arrivare i contendenti ad un
accordo, si potrebbe ipotizzare che gli interessi italiani
sarebbero in conflitto con quegli USA? Mi spiego: un accordo
completo tra i due stati africani sarebbe in contrasto con gli
interessi degli Stati Uniti e perche'?
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Matt
Jun 25th, 2007 - 10:32 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
Subito dopo la decisione finale della commissione dei confini
(che era nata grazie agli accordi di Algeri) l'Etiopia aveva
accettato senza nascondere una certa soddisfazione, salvo dopo
fare un brusco voltafaccia. E' chiaro che è una mossa
assolutamente strumentale rifiutarsi di riconoscere
ufficialmente le decisioni della commissione dei confini.
Bisognerebbe capire cosa c'è sotto.
E' necessario intenderci sul concetto di democrazia.
Personalmente ritengo che la Russia di Putin fondamentalmente è
una democrazia. Certo, si tratta di una democrazia imperfetta
ben lontana da una democrazia compiuta come la nostra, ma
comunque è un sistema che ha qualche capacità di autocorreggersi
rimanendo all'interno della legalità costituzionale,
contrariamente a sistemi che possono cambiare solo con una
azione di forza (vedi l'Iraq di Saddam Hussein, l'Iran, la Corea
del Nord e tanti altri).
L'Etiopia (circa 67 milioni di abitanti) con il ritorno alla
democrazia sembra aver trovato un certo equilibrio sia pure
instabile. E' lungi dall'essere una democrazia compiuta, e nelle
elezioni non mancano alcuni brogli elettorali, ma le
innumerevoli tribù dispongono di qualche autonomia, e il sistema
sia pure con difficoltà, ha la facoltà di autocorreggersi.
Considerando che in Africa la maggior parte degli stati si trova
in regime dittatoriale, è un buon risultato.
Anche nel 2° dopoguerra gli USA ci davano ingenti aiuti
economici in cambio di poter installare sul nostro territorio
potenti basi aeronavali. Certo allora c'era Stalin, e la cosa
era assolutamente opportuna, ma non c'è da stupirsi se in
periodo di terrorismo islamico l'unico stato cristiano del Corno
d'Africa accetta gli aiuti americani e offre prestazioni
militari contro quello che ritiene un pericolo comune. Non
dimentichiamo che nell'Ogaden opera la resistenza della
minoranza somala, notoriamente di ispirazione islamica.
Certo, sono d'accordo che la strada che l'Etiopia deve seguire
per risolvere i suoi problemi è diversa da quella che sta
percorrendo, perchè per sua fortuna non si trova davanti a
Stalin e i suoi alleati come ci trovavamo noi dopo la 2° guerra
mondiale. Tuttavia questa nazione può avere un ruolo importante
nel futuro mondo multipolare, a patto che abbandoni l'
aggressività che ha sempre mostrato con i paesi confinanti.
Saluti.
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Stefano Pettini
Jun 25th, 2007 - 10:46 PM |
Re: Eritra vs Etiopia & BADME
La diplomazia Italiana avrebbe potuto e dovuto giocare un ruolo
diverso e più incisivo nella pacificazione del Corno d’Africa,
ma questo entrava in rotta di collisione con gli imperscrutabili
interessi della amministrazione Bush che tanti disastri a
causato nel mondo.
Invece l’atteggiamento dell’Italia è stato ambiguo e lacunoso,
puntato più a proteggere gli interessi economici con l’Etiopia
piuttosto che essere indirizzato al rispetto della giustizia
internazionale e alla tutela dei paesi aggrediti come la Somalia
e l’Eritrea.
Ad ogni modo la mediazione non dovrebbe essere fra Etiopia ed
Eritrea poiché come gia detto innumerevoli volte è l’Etiopia a
essere inadempiente e quindi la mediazione dovrebbe interessare
questa ultima e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
che sembra non avere la volontà o l’energia per far osservare il
verdetto definitivo e immodificabile della Commissione Confini.
Stefano Pettini
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Ludo
Jun 26th, 2007 - 1:05 AM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
OT: ma visto che l'Alitalia e' alla fine come ompagnia di
bandiera, perche' non fare un accordo con l'Eritrea per avere
una compagnia aerea a due bandiere per l'espansione low cost nel
continente africano?
Lo sapete che non esiste un modo low cost per attraversare
'dignitosamente' l'Africa??
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Adamocle Cletucci
Jul 6th, 2007 - 1:29 PM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
Signori tutti, ho letto l'intervista al portavoce del dittatore
eritreo afeworki. Ed ho letto i vs post. Relativamente
all'intervista trovo mirate le domande, faziose le risposte del
portavoce. I vs post li trovo lacunosi nelle affermazioni e
nelle conclusioni. Vivo in eritrea e ci sono nato in eritrea, ne
consegue che ho visto e continuo a vedere ciò che accade. Non vi
sarebbe stato conflitto (e badate che dico conflitto e non
invasione, come voi sostenete) se non vi fossero stati
atteggiamenti ostili da parte del dittatore eritreo. E' troppo
lunga la storia, ma vi esorto ad informarvi in maniera più
approfondità, pittosto che ridurre tutto a mere tifoserie.
Saluti
A. Cletucci
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shiama
Jul 6th, 2007 - 11:20 PM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
cosa ne dite della recente lettera del governo etiope:
Confine Eritrea-Etiopia, lettera del governo etiopico all'Onu
Dopo mesi di silenzio sul confronto etiopico eritreo, in merito
alla ancora irrisolta disputa sui confini, l'8 giugno 2007 e'
giunta alle Nazioni Unite una lettera nella quale il governo
etiopico si dice disposto ad accettare incondizionatamente la
restituzione della citta' di Badme all'Eritrea.......etc..
Da quanto ne so in Eritrea non se ne sa nulla eppure dovrebbe
essere una notizia molto importante per tutti. Che sia la solita
"bufala" etiope: vi diamo badme ma vogliamo Assab ?
Mah....sinceramente la logica del tutto mi sfugge.....ed in
particolare mi sfugge la logica dell"ONU.
saluti
Shiama
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Stefano Pettini
Jul 7th, 2007 - 10:15 AM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
Dopo mesi di silenzio sul confronto etiopico eritreo, in merito
alla ancora irrisolta disputa sui confini, l’8 giugno 2007 è
giunta alle Nazioni Unite una lettera dove il governo etiopico
si dice disposto ad accettare incondizionatamente la
restituzione della città di Badme all’Eritrea.
La dichiarazione del governo etiope faceva seguito a una
esplicita richiesta di implementazione del verdetto sui confini
formulata da parte dei rappresentanti della Commissione Confini
che invitavano le parti a dare una risposta entro il novembre
2007; l’Eritrea aveva dato il suo assenso mentre da parte
dell’Etiopia non c’era stata virtualmente ancora alcuna
reazione.
Il portavoce delle Nazioni Unite Yves Sorokobi aveva commentato
la notizia con queste parole: ” Credo che sia una buona
notizia…era uno degli ostacoli nella questione. Se accettano,
questo dovrebbe muovere in avanti il processo un poco più
velocemente”.
L’immediato commento del Ministero degli Affari Esteri eritreo
alla lettera del governo etiopico alle Nazioni Unite è stato che
in sostanza quella dichiarazione rappresenta null’altro che un
ulteriore pretesto per allungare all’infinito i tempi di una
soluzione legale, poiché in realtà non aggiunge nulla di nuovo a
quanto già affermato dal governo etiopico in altre occasioni
dove si diceva da una parte pronto a cedere Badme senza
condizioni, ma dall’altra a voler aprire un tavolo di trattative
per ridiscutere altri aspetti del verdetto.
Il giorno 16 giugno 2007 l'ambasciatore Solomon Abebe, direttore
della Press Information and Documentation presso il Ministero
degli Affari Esteri etiopico, ha dichiarato alla agenzia di
informazione governativa etiopica Il Reporter che: “le recenti
notizie diffuse dalla Associated Press, le quali si riferivano
apparentemente ad una lettera al Presidente del Consiglio di
Sicurezza, scritta dal Ministro degli Esteri Seyoum Mesfin, sono
“fuorvianti„
Questo significa che da una parte il governo etiopico cerca di
allungare i tempi di un inevitabile demarcazione dei confini
tentando di convincere l'opinione pubblica internazionale della
sua buona fede, e dall'altra cerca di evitare reazioni interne
negando tutto.
Stefano Pettini
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Ludo
Jul 7th, 2007 - 11:26 AM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
Mi sembra di comprendere che non ci sia mai stato un incontro
fuori area tra le componenti.
Visto che la nostra diplomazia ha lunga esperienza
nell'organizzazione negoziale,
e ha tutti gli strumenti per la gestione in sicurezza di eventi
di lungo periodo,
ritengo quindi, teoricamente, che l'organizzazione di una
conferenza permanente per la definizione di una "Road Map" di
pacificazione dell'area, potrebbe essere una nuova strada di
dialogo invece che mantenere le posizioni di interessi
contrapposti.
Luogo deputato potrebbe essere la Regione Basilicata da sempre
crocevia dei commerci tra Italia e medio oriente, nonché luogo
ameno e pieno di richiami storici.
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Stefano Pettini
Jul 7th, 2007 - 1:47 PM |
Re: Eritra vs
Etiopia & BADME
Le “componenti” e cioè Etiopia ed Eritrea si sono gia incontrate
ad Algeri nel lontano 2000 e allora, assieme ai rappresentanti
di paesi testimoni e garanti, firmarono un accordo che fra
l’altro affidava a una commissione denominata Commissione
Confini l’incarico di emettere un verdetto definitivo e
immodificabile, e procedesse alla demarcazione dei confini fra i
due paesi contendenti.
Il verdetto è stato emesso nel 2002 e da allora l’Etiopia
impedisce che la Commissione Confini proceda alla demarcazione
sul terreno mantenendo nel contempo una forte componente
militare lungo i confini e all’interno di alcuni territori a
sovranità eritrea.
L’Etiopia e altri mediatori esterni hanno più volte tentato di
convocare conferenze per ulteriori mediazioni, ma l’Eritrea ha
sempre declinato gli inviti spiegando che si tratterebbe di
procedure contrarie a quanto sottoscritto ad Algeri e quindi
illegali.
La diplomazia italiana avrebbe potuto in diverse occasioni
richiamare il governo etiopico al rispetto degli impegni presi,
ma ha preferito agire diversamente annullando unilateralmente il
debito estero etiopico in nome della antica amicizia (?) con
l’Italia e ribadire la massima stima del governo italiano nei
confronti di quello etiopico, dimenticando completamente
l’aspetto della legalità internazionale.
Indubbiamente l’Italia ancora potrebbe recuperare le occasioni
perdute convocando i rappresentanti del governo etiopico per la
apertura di trattative che facendo leva sugli interessi
condivisi, fossero finalizzate al rapido rispetto da parte loro
del verdetto della Commissione Confini, l’Eritrea certamente
apprezzerebbe il gesto e gli eventuali risvolti positivi.
Stefano Pettini
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