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"Emozione
e commozione..." Piazza
1°
maggio, Udine 14 ottobre 2007 ore
9:00 Campionati Mondiali di Corsa su Strada. Entrare nella piazza vuol dire letteralmente immergersi in questo mare di emozioni, che raggiungono il massimo quando su una collinetta antistante il rettilineo di arrivo si scorgono i colori delle bandiere che gli eritrei convenuti da Bologna, da Milano, da Roma e da altre zone d'Italia hanno già cominciato a far danzare sulle note della loro musica. Sono tantissimi, donne, uomini e tanti bambini, sono particolarmente caldi oggi, sembrano presagire che qualcosa di speciale succederà. Anche noi dell'Associazione Italia Eritrea Onlus rimaniamo storditi dalla vitalità del folto gruppo eritreo, ci sorprendono veramente. Eppure il week end per noi era cominciato molto bene avendo partecipato il sabato a due prestigiose conferenze stampa una alla Provincia di Udine e l'altra nella Sala del Castello della città, indetta dalla I.A.F. (Federazione Italiana di Atletica Leggera), dove la nostra Presidente signora Lidia Corbezzolo aveva potuto illustrare i nostri progetti di cooperazione per l'Eritrea e soprattutto il nostro progetto He.M.E.A. ( che prevede assistenza tecnico-medica ai giovani atleti di ambo i sessi che praticano la corsa). Le reazioni delle due diverse platee erano state molto positive, incuriosite da questa idea di promuovere l'atletica per aiutare il progresso dell'Eritrea; anche il nostro progettista dott. Valerio Di Paola mostrava una sia pur timida soddisfazione. Alle 9:30 la musica della cerimonia di apertura della gara fatica ad imporsi a quella eritrea; tutto è pronto, gli atleti eritrei Yonas Kifle, Mikael Tesfay, Samson Kiflemariam, Tewolde Menghestheab capitanati dal piccolo leone Zersenay Tadese, campione uscente di questo mondiale, scrutano gli altri concorrenti i fortissimi keniani e la pattuglia degli etiopi anche loro favoriti alla vittoria; sicuramente però si accorgono anche della presenza dei loro supporter e, come affermerà poi proprio Zersenay dopo la gara, traggono da questa presenza una forza maggiore che difatti li porterà poi a migliorare tutti i loro personali tempi ed a conquistare l'oro con Zersenay e l'argento come squadra maschile. Inizia la gara ed è tutto un cardiopalmo: "Zersenay è in testa...", "oddio speriamo che tenga fino alla fine...", "attento ai keniani!...", "l'etiope tenta uno strappo...", "cosa fanno gli altri atleti eritrei?...", "tranquilli, stanno anche loro dando il massimo...", oggi si corre tutti insieme, compatti, con le gambe in pista e con il cuore in tribuna... "Zersenay è lì...", ora corre di conserva, dietro ai due keniani ed all'etiope, tutti scrutiamo sul grande schermo le facce del gruppetto in testa cercando di interpretare ogni minima smorfia del viso "forse è stanco?...", sulle tribune si diventa irrequieti... il nervosismo aleggia... "guarda, Zersenay tenta l'attacco!!!...", "ce la fa! ce la fa!...", "ha preso un buon margine...", occhio al keniano che inizia una volata furiosa verso Zersenay, panico! "si sta avvicinando!...", "no! Calmi, calmi! Zersenay è padrone della situazione... è in controllo", accelera quel tanto che gli permette di stabilire le gerarchie...il traguardo è lì..."DAI! DAI!...","VITTORIA!!!". Esplode il tifo eritreo, è una liberazione, abbiamo sofferto tutti, ora però oltre alla medaglia d'oro è conquistata anche Udine che è lì ad ammirare stupita e rallegrata questi eritrei che oggi inscenano una sorta di "torcida" brasiliana. Le telecamere delle varie televisioni e gli obiettivi fotografici si muovono freneticamente nel tentativo di riprendere quante più immagini possibili.Molti spettatori, italiani e non, ora ci dicono che la bandiera eritrea è veramente bella.Ma non è ancora finita, c'è la gara femminile e qui corre Furtuna Woldegherghis, timidissima atleta eritrea che deve fare esperienza. Anche lei da il massimo, migliora il suo personale e pur non arrivando a podio regala una bella gara che tutti gli eritrei applaudono. Ora anche il bravo allenatore eritreo Abebe con un passato sportivo importante alle spalle, scioglie la sua dolcezza verso i suoi ragazzi.La piazza è in festa, neanche l'infortunio dell'inno sbagliato durante la premiazione spegne l'entusiasmo; paradossalmente invece è un vantaggio, perché così la cerimonia verrà ripetuta e stavolta, sulle note del giusto inno eritreo, sarà Sua Eccellenza Zemede Teklè, Ambasciatore dell'Eritrea in Italia, a premiare Zersenay. Il seguito della festa è sul prato dietro le tribune; il team eritreo si sottopone ad una maratona ancora più imponente di foto, strette di mani, baci, autografi, balli, abbracci. Non ci sono solo eritrei, anche qualche curioso italiano o straniero sta intorno alla enorme massa festante eritrea con la speranza di poter avere una foto con il team.Alla fine tutti avranno soddisfazione, perché il team non nega nulla a nessuno."Emozione e commozione..." come riesce splendidamente a sintetizzare la giornata il signor Gerardo Vaiani Lisi (il tecnico, scelto dall'associazione, che sta per recarsi in Eritrea in attuazione del progetto He.M.E.A.) Alla
dolcissima Furtuna, ai timidi Zersenay, Yonas, Mikael, Samson, Tewolde
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