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C'è l'industria tessile
di origine
italiana dietro il successo del made in Eritrea Il Denaro.it - Nel 1950 un italiano diede vita, nel sito Asmara Textile Factory, ad una industria tessile denominata "Cotonificio Barattolo", dal cognome dell'investitore. La fabbrica tessile produceva lino, cotone e filati per il consumo interno. L'azienda fu nazionalizzata nel 1977 e soltanto da 5 anni ( 2004) è stata acquistata dal Gruppo italiano Zambaiti, assumendo la denominazione di Zambaiti Eritrea-Plc. Il Gruppo Zambaiti ha 12 stabilimenti in Italia, 4 in Europa, 1 negli Usa, Cina e Africa. Stefano Bonazzi, General Manager della società, puntualizza, in una sua recente intervista, che lo stabilimento di Asmara, pur realizzando prodotti di qualità, punta a mantenere la reputazione e l'accessibilità dei prezzi ai clienti locali. La società ha l'obiettivo di far rivivere i famosi prodotti eritrei degli anni 30, quando erano esportati, con successo, in Europa. La Zambaiti-Eritrea ha investito 13 milioni di euro per aumentare la produzione in cinque settori: reparto camiceria, reparto filatura, reparto abbigliamento e pantaloni, reparto biancheria per la casa e il reparto maglieria. Lo stabilimento da lavoro a 550 operai e 10 tecnici professionali e produce pantaloni, magliette, pigiami, camicie polo, asciugamani, lenzuola, biancheria da casa e filati di cotone. L'attuale capacità produttiva giornaliera varia da 900 fino a 1000 camicie, da 200 fino a 250 pantaloni e pigiami, 150 biancherie da letto e circa 3.600 chili di filati di cotone. Stefano Bonazzi puntualizza che "nella sua ricerca di esportazione manifatturiera orientata verso i prodotti di alta qualità, l'azienda ha iniziato a produrre per Giorgio Armani, Nara Camicie e altri modelli di classe, immessi in vendita sul mercato mondiale attraverso il Cotonificio Honegger spa, società del Copertificio Zambaiti", con sede in Italia ad Albino. L'obiettivo primario della società è quello di produrre abbigliamento di classe mondiale e prodotti tessili orientati verso l'esportazione ed i marchi made in Eritrea aiuteranno il paese a essere conosciuto presso clienti stranieri. Da settembre di questo anno, per meglio utilizzare le sue potenzialità, l'azienda sta progettando di espandere la sua produzione di camicie raddoppiando la linea di produzione. L'azienda ha avuto una crescita del 70 per cento nel settore manifatturiero con un progressivo aumento di capitale nel corso degli anni, e punta ora, per l'ulteriore approvvigionamento di cotone, nell'iniziativa governativa eritrea, nella regione del Gash Barka, soprattutto in Aligider, città dove gli italiani avevano impiantato le piantagioni di cotone per la precedente società Barattolo. La Zaer-Eritrea punta a un incremento del tasso di produzione dal 30 per cento al 40 per cento nel 2009, del quale l'85 per cento sarà destinato all'esportazione. Le principali destinazioni delle esportazioni della società sono: l'Italia, l'Arabia Saudita, il Kenya, lo Zambia e Gibuti. La società ha aperto, per il mercato eritreo, tre negozi di vendita ad Asmara ed altri in Keren, Dekemhare e Mendefera, con prossime aperture in Massaua e Tessenei. L'Eritrea, in cui molti parlano ancora bene l'Italiano, guarda con forte interesse al nostro Paese, a cui è legata da forti vincoli storico culturali e rappresenta una grande opportunità di investimento, in molti settori, per le nostre imprese, in particolare per quelle meridionali. Dal 2000 l'Eritrea, con il suo Governo, sta portando avanti un modello di sviluppo economico originale ed omogeneo su tutto il suo territorio, grazie all'impegno corale di tutta la gioventù eritrea (uomini e donne) che sono impiegati, in ogni zona del Paese, in servizio militare, a scopo civile, per la ricostruzione e lo sviluppo di questo splendido Paese del Corno d'Africa. La modernizzazione del settore agricolo e la costruzione di grandi dighe e mini dighe per rendere fertili i terreni sta avendo successo e presto si potrà arrivare all'autosufficienza alimentare, ma anche la costruzione di strade, scuole, ospedali e civili abitazione procede spedita. Nel settore industriale e turistico vi sono grandi opportunità di investimento, che darebbero ulteriore spinta allo sviluppo di questo Paese ed al benessere della sua gente, ma anche grandi opportunità di interscambio commerciale con l'Italia. E' necessario, però, che vengano migliorati i collegamenti marittimi commerciali tra il Porto di Massaua ed i Porti del Sud Italia, ripristinando il volo diretto Roma Asmara, in collaborazione tra il nostro Governo e quello eritreo. Collaborazioni, a tutto campo, con imprenditori della Regione Campania, sono, perciò, auspicabili, come nel caso dell'accordo nel settore, promosso da imprenditori della Regione Marche. Il recente accordo, che
ha consentito con la vendita di bufale campane all'eritrea di migliorare
la produzione lattiero casearia in quel Paese, può essere di buon
auspicio, ma si può fare molto di più. Commenta la notizia nel Forum Torna alla Home page
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