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AIUTO UMANITARIO? IN ERITREA L' ITALIA LO SOSPENDE 4/2/07 Segnalazioni: un articolo su
il manifesto
denuncia la sospensione dell' aiuto umanitario in Corno d'Africa. Per
motivi politici Domenica 4
Febbraio 2007 Il progetto sanitario però resta a metà e viene sospeso per motivi politici a dicembre dalla Farnesina. L'Italia usa la cooperazione come strumento della geopolitica? si chiede Marina Forti. L'articolo spiega che il ministero degli esteri italiano ha interrotto un progetto di cooperazione umanitaria in Eritrea con una decisione improvvisa e motivata con le difficoltà delle relazioni bilaterali tra Roma e l'Asmara. La vice-ministro Patrizia Sentinelli, interpellata dal giornale, dice che chiederà chiarimenti su una decisione che la vede in linea di principio contraria.
ERITREA: NON SI INTERROMPE IL PROGRAMMA SANITARIO 15/2/07
2007-02-18
www.lettera22.it Nonostante una prima decisione di cancellare una missione sanitaria nel Corno d'Africa,la Cooperazione italiana resterà in Eritrea. Per motivi umanitari Giovedi' 15 Febbraio 2007 In una nota diffusa dal ministero si ricorda che "nel 2005 è stata finanziata un’iniziativa denominata Sviluppo delle risorse umane dei servizi di chirurgia presso gli ospedali di Distretto del Gash-Barka (Eritrea) per un importo di 620.000 Euro ed una durata fino a 18 mesi". L’iniziativa (invio di medici e infermieri che hanno operato nei reparti di chirurgia degli ospedali della regione di Gash-Barka) riguarda, dice ancora la nota, una "regione poverissima,al confine con Etiopia e Sudan, caratterizzata da una perdurante instabilità, nonché dalla presenza di ordigni inesplosi. L’iniziativa è in fase di conclusione ma, tenuto conto dell’impegno prioritario della cooperazione in favore delle fasce più deboli della popolazione, in particolare in campo sanitario, è stato deciso che la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo rifinanzi questo progetto avviando le relative procedure". Il rischio della sospensione, deciso in un primo
momento dalla diplomazia italiana, non è dunque più a rischio per
evidenti motivazioni umanitarie. |